Ungheria approva legge che vieta il Pride: proteste in parlamento
L'Ungheria approva una legge che vieta di organizzare il Budapest Pride. Il rapporto Amnesty International sui diritti umani in Ungheria.

L'Ungheria approva una legge che vieta di organizzare il Budapest Pride. Il rapporto Amnesty International sui diritti umani in Ungheria.

La maggioranza del governo di Orbán in Ungheria ha votato a favore della modifica alla legge sulla libertà di assemblea: il nuovo testo prevede multe per chi partecipa agli eventi messi al bando. La decisione, presa in meno di 24 ore, ha scatenato proteste nel Parlamento Ungherese e disapprovazione nella comunità LGBTQ+.
Martedì scorso è stata approvata al parlamento di Budapest una legge che vieta le manifestazione del Pride, insieme ad altri eventi festeggiati dalla comunità LGBTQ+. La legge è stata approvata in tempi record con 136 voti a favore, quelli del partito di governo Fidesz, e 27 contro. L’opposizione ha acceso dei fumogeni che hanno riempito l’aula di rosso durante la votazione.
Il nuovo disegno di legge vieterebbe la manifestazione del Budapest Pride, che si festeggia ogni anno a giugno in occasione del Pride Month. La modifica permetterebbe alle autorità di utilizzare telecamere dotate di un software di riconoscimento facciale in grado di riconoscere e identificare i partecipanti di questi eventi. Il testo è stato approvato molto velocemente data la maggioranza di due terzi che la coalizione di governo di Viktor Orbán ha nel parlamento nazionale.

Il risultato di questa votazione non sorprende: Orbán aveva già definito l’organizzazione del Budapest Pride uno spreco di tempo e di denaro, vietando a queste parate di avere un’organizzazione in forma pubblica.
Secondo il governo di Budapest, questa scelta dovrebbe “tutelare i bambini“:
“L’intenzione del governo è chiaramente quella di proteggere i bambini e crediamo che la marcia del Pride nel centro della città, ora che l’ambasciatore statunitense non può più guidarla, non debba essere tollerata dal Paese”,
ha dichiarato Gergely Gullyás, ministro dell’Ufficio del primo ministro. Infatti, l’organizzazione di questi eventi è diventata reato perché violerebbero la legislazione dell’Ungheria sulla “protezione dell’infanzia”, che vieta la “rappresentazione o la promozione” dell’omosessualità ai minori di 18 anni.
La comunità LGBTQ+ ungherese, le Ong per i diritti civili in Ungheria e gli attivisti per i diritti umani hanno condannato il divieto del gay pride imposto dal governo di Orbán. Gli organizzatori del Budapest Pride, tra cui, Viktor Szalóki, direttore politico di aHang, un gruppo di difesa dei diritti civili delle persone Lgbtqai+, hanno parlato di “fascismo” vero e proprio, definendo questa legge come una violazione del diritto di riunione e di espressione.
Il premier Orbán ha attaccato la comunità LGBTQ+ in più occasioni, fin dal suo ritorno al potere nel 2010. Un esempio è la legge sulla propaganda del 2021, che ha “limitato il dibattito e la rappresentazione delle persone Lgbtqia+ nelle scuole e sui mezzi d’informazione” secondo Amnesty International. Il loro rapporto sui diritti umani in Ungheria, pubblicato a febbraio 2024, rivela come questa normativa ha avuto effetti negativi sulla comunità e ” effetto raggelante nel campo dell’informazione, della pubblicità e dell’editoria con effetti fortemente sentiti tra le persone e i gruppi Lgbtqia+”. Infine, questo rapporto ha concluso che la Legge sulla propaganda “limita indebitamente il diritto alla libertà di espressione“.
In questo momento, è importante supportare la comunità LGBTQ+ in Ungheria contro le legislazioni di Orbán e contro l’omotransfobia generale, che è ancora presente in Europa: importante è informarsi e, se possibile, anche donare affinché riescano a liberarsi dalle restrizioni alla loro libertà.
