Visitate il Garda: quando il viaggio cominciava da un manifesto
“Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno”, la mostra che il MAG – Museo Alto Garda di Riva del Garda propone fino al 18 ottobre 2026.

“Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno”, la mostra che il MAG – Museo Alto Garda di Riva del Garda propone fino al 18 ottobre 2026.

La suggestione sonora di Revêrie | Prima di entrare in mostra, fermatevi ad ascoltare la “Barcarolle” di Offenbach: quattro minuti di musica per lasciarsi trasportare nell’atmosfera della Belle Époque, quando il lago di Garda diventava il sogno dei viaggiatori europei.
Visitate il Garda: quando il viaggio cominciava da un manifesto
La suggestione sonora di Revêrie
Prima di leggere questo articolo, concedetevi quattro minuti di bellezza.
Ho scelto la Barcarolle di Jacques Offenbach, nell’indimenticabile interpretazione di Montserrat Caballé e Marilyn Horne, registrata a Monaco nel 1990.
Non è un brano dedicato al lago di Garda. Eppure, ogni volta che lo ascolto, mi sembra di vedere una barca che scivola lentamente sull’acqua, le montagne riflesse nel lago, le terrazze dei grandi alberghi della Belle Époque e quei viaggiatori che arrivavano in treno dal Nord Europa alla ricerca del “Mediterraneo tra le Alpi”.
È la colonna sonora perfetta per entrare nello spirito di questa mostra.
C’è anche un dettaglio che adoro di questa esecuzione. Prima ancora che la musica inizi, Montserrat Caballé e Marilyn Horne si scambiano uno sguardo, sorridono, scherzano con quella leggerezza che appartiene soltanto ai grandi artisti. È un momento spontaneo che rende ancora più preziosa l’interpretazione.
Per i lettori più giovani è anche una bella occasione per scoprire una delle più grandi voci del Novecento. Montserrat Caballé ci ha lasciati nel 2018, ma il suo modo di cantare continua a raccontare la bellezza con una naturalezza che emoziona ancora oggi.
Chi segue Revêrie, il mio blog su Rewriters Magazine, sa che non è la prima volta che mi lascio conquistare da queste atmosfere. Solo qualche mese fa vi avevo accompagnati a Cortina d’Ampezzo, alla scoperta di una mostra dedicata alle fotografie e alle cartoline storiche degli sport invernali tra Ottocento e Novecento. Una mostra che, tra l’altro, è ancora visitabile fino al 30 agosto e che consiglio a chi ama questo modo di raccontare la storia attraverso le immagini.
Mi piace pensare che anche questa nuova esposizione prosegua quel racconto.
Dalla montagna al lago, dalle piste innevate alle eleganti passeggiate sul lungolago, dallo sport alla villeggiatura sempre seguendo quel filo sottile che unisce la memoria, il paesaggio e l’immaginario del viaggio.

Ci sono luoghi che diventano famosi non soltanto perché sono belli, ma perché qualcuno, molto prima di noi, ha saputo raccontarli: iI lago di Garda è uno di questi.
Prima ancora di essere una destinazione, è stato un sogno illustrato, un manifesto appeso nella sala d’aspetto di una stazione ferroviaria, una cartolina spedita oltre confine, una guida illustrata sfogliata da un viaggiatore curioso.
È proprio da questa intuizione che nasce “Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno”, la mostra che il MAG – Museo Alto Garda di Riva del Garda propone dal 4 luglio al 18 ottobre 2026.
Curata da Matteo Rapanà e Anna Zunino, l’esposizione celebra il centenario dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Riva del Garda – oggi Garda Dolomiti – e rappresenta il punto di arrivo di un importante lavoro di ricerca e valorizzazione del patrimonio iconografico conservato dal museo.
Per la prima volta vengono riuniti manifesti, cartoline illustrate, guide turistiche, brochure, fotografie e materiali editoriali che hanno contribuito a costruire l’immagine del Garda nel mondo.
Non è soltanto una mostra sul turismo, è una mostra sul desiderio.
Per oltre un secolo il Garda è stato immaginato prima ancora di essere vissuto e proprio le immagini hanno creato un racconto capace di attraversare i confini europei e di trasformare un paesaggio reale in un luogo quasi mitico.
Passeggiando tra le sale si attraversano le atmosfere della Belle Époque, le eleganze Liberty, le avanguardie del Novecento, l’entusiasmo per il progresso, la nascita dell’automobile e del turismo moderno.
Cambiano gli stili grafici, cambiano i mezzi di trasporto, cambiano i viaggiatori.
Rimane, altresì, immutata quella straordinaria capacità del Garda di raccontarsi attraverso le immagini.
Ed è forse proprio questo l’aspetto più affascinante della mostra.
Manifesti e cartoline, che all’epoca erano semplici strumenti di promozione, oggi diventano documenti storici, raccontando il gusto di un’epoca, il modo di vestire, di viaggiare, di trascorrere il tempo libero e perfino il modo in cui un territorio ha imparato a rappresentare sé stesso.
Osservandoli si comprende come la comunicazione visiva abbia contribuito a costruire un’identità condivisa che, a distanza di oltre un secolo, continua ancora oggi a influenzare il nostro immaginario.
Per chi ama la grafica, la fotografia storica, la cultura del viaggio o semplicemente il fascino del primo Novecento, questa è una mostra da non perdere.
E forse, uscendo dal museo, guarderà il lago con occhi diversi.

Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno
SedeMAG – Museo Alto GardaPiazza Cesare Battisti 3/ARiva del Garda (Trento)
PeriodoDal 4 luglio al 18 ottobre 2026
OrariTutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00.Da ottobre il museo è chiuso il lunedì.
BigliettiIntero €5 – Ridotto €4
Cinque domande al curatore
Mi piacerebbe concludere questo articolo lasciando la parola a chi questa mostra l’ha pensata e costruita.
1. “Visitate il Garda” racconta oltre un secolo di promozione turistica attraverso manifesti, cartoline e fotografie. Se dovesse scegliere un’unica immagine capace di rappresentare l’anima del Garda, quale sarebbe? E perché?
A parere mio, tra le oltre cento opere esposte in mostra, quella che meglio di tutte rappresenta l’anima del Garda è il manifesto realizzato da Mario Puppo nel 1952 che abbiamo scelto per promuovere la mostra. Si tratta di un’immagine elegante ed essenziale, ma al tempo stesso potentissima. In pochi centimetri quadrati l’artista genovese ha saputo riprodurre gli elementi caratteristici del lago di Garda: al centro domina l’azzurro cristallino delle acque del lago, interrotto dal bianco di una barca a vela; in alto si stagliano inconfondibili le vette alpine che si contrappongono con la pianta di limoni a sinistra, simbolo per eccellenza del clima mediterraneo che affascina i viaggiatori dell’Europa centrale da oltre due secoli. A delimitare inmaniera netta le acque del lago è una strada, la Gardesana, realizzata tra gli anni Venti e Trenta, simbolo di progresso tecnologico e di rinascita dopo le rovine della Prima Guerra mondiale.Tutti questi elementi contribuiscono a creare un senso di libertà e di spensieratezza.
2. Prima dell’era dei social media erano illustratori, grafici ed editori a costruire il desiderio del viaggio. Quanto quell’estetica continua ancora oggi a influenzare il modo in cui raccontiamo il Garda e le destinazioni turistiche?
Se confrontiamo cartoline e manifesti del secolo scorso o di due secoli fa con le fotografie attuali che promuovono il Garda troviamo parecchie analogie, dato che il messaggio che si vuole trasmettere non è poi così diverso. Con le dovute differenze, ciò che emerge è un territorio unico, perfetta sintesi tra mondo alpino e mediterraneo. Un luogo caratterizzato da una incredibile bellezza paesaggistica da vivere, conoscere e preservare dove si possono fare diverse attività, soprattutto quelle sportive, dalle camminate alla corsa fino alle regate sul lago.Un altro elemento che continua a influenzare il modo in cui raccontiamo il Garda è il mezzo di trasporto: ieri traghetti, ferrovie e automobili, oggi soprattutto barche a vela, biciclette ed e-bike.
3. La mostra attraversa un periodo di grandi trasformazioni, dalla Belle Époque al turismo moderno. Qual è stato, secondo lei, il momento che ha cambiato più profondamente il modo di vivere il lago?
Ci sono stati parecchi momenti di svolta per il turismo sul Garda, ma i cambiamenti più importanti avvengono al termine della Prima Guerra mondiale. Il lago viene a trovarsi all’interno di un’unica entità politica, il Regno d’Italia. Per rilanciare il turismo vengono fondati l’ENIT e le Aziende di cura e di soggiorno. Vengono create anche nuove vie di comunicazione, nella convinzione che l’efficacia dei trasporti possa contribuire in maniera significativa allo sviluppo del turismo. Soprattutto cambia il pubblico turistico: non più l’elegante aristocrazia che frequentava i centri di cura invernali o i raffinati borghesi che sostavano negli stabilimenti balneari sul lago, ma con gli anni Venti e Trenta anche la classe media che non si vergogna a mostrare un corpo atletico e abbronzato, perfettamente in linea con il messaggio del regime fascista.
4. Oggi siamo abituati a fotografare tutto con lo smartphone. Che cosa possono insegnarci, invece, quei manifesti e quelle cartoline realizzate oltre un secolo fa sul valore dell’immagine e della comunicazione?
Tra tutti i messaggi che trasmette la mostra, quello che vorrei venisse recepito dai giovani visitatori è l’importanza del viaggio. Gli oggetti esposti raccontano che non esiste una singola modalità di viaggiare, così come non esiste una singola motivazione per intraprendere un viaggio. C’è chi si sposta per curiosità, chi per lavoro, chi per esigenze di salute e chi per moda o per sfoggiare il proprio status symbol. Anche le modalità di spostamento inevitabilmente mutano nel corso del tempo e questo lo dimostrano bene i diversi mezzi di trasporto raffigurati nei manifesti, come treni, battelli e automobili.Il viaggio è però soprattutto libertà e curiosità. Il viaggio arricchisce perché ci mette inevitabilmente in contatto con l’altro: altri luoghi, altre culture e altre persone e in un mondo sempre più piccolo, globalizzato e iperconnesso essere in grado di conoscere e relazionarsi con l’altro è fondamentale.
5. Durante il lavoro di ricerca vi è capitato di imbattervi in un manifesto, una cartolina o una fotografia che vi ha emozionato particolarmente o che vi ha fatto riscoprire un Garda dimenticato? Ci raccontate quella scoperta?
Il lavoro di ricerca e di preparazione della mostra è stato piuttosto lungo e impegnativo. Nel 2021 Anna Zunino, responsabile dell’Archivio della Pubblicità di Genova, e io abbiamo iniziato l’attività di ricognizione nei principali musei e istituzioni culturali che si occupano di turismo e grafica promozionale.Parallelamente è stato effettuato un importante lavoro di indagine negli archivi e nei depositi del Museo Alto Garda dove sono custoditi migliaia di cartoline, fotografie e altre importanti testimonianze storiche del turismo sul lago. Tra gli oggetti che mi hanno incuriosito di più vi sono le etichette da viaggio, ovvero piccoli adesivi riportanti un’immagine o il nome di un hotel che venivano applicate sulle valigie dei visitatori. Spesso questi piccoli adesivi sono delle vere e proprie opere d’arte.Le emozioni più intense, tuttavia, le ho provate quando abbiamo individuato materiali di grande interesse presso collezionisti privati, case d’asta e gallerie antiquarie. Tali oggetti non solo sarebbero potuti essere esposti temporaneamente in mostra, ma anche diventare beni di proprietà pubblica a titolo definitivo attraverso un’acquisizione da parte del Museo. Fortunatamente questo è avvenuto, grazie anche all’importante contributo di soggetti privati che hanno condiviso la visione del Museo. In questo modo ciò che prima era di pochi, ora appartiene alla collettività.

Ci sono mostre che raccontano una collezione e mostre che raccontano un’epoca.
“Visitate il Garda” appartiene alla seconda categoria.
Non ci parla soltanto di un lago, ma del modo in cui abbiamo imparato a immaginare il viaggio, a desiderare una destinazione e a riconoscerci nelle immagini che la rappresentano.
E forse è proprio questo il messaggio più attuale della mostra: molto prima dei social, delle campagne digitali e degli influencer, c’erano illustratori, fotografi e grafici che, con talento e sensibilità, riuscivano già a farci partire con la fantasia.
Prima ancora che con i piedi.
MAG – Museo Alto Garda: https://www.museoaltogarda.it
Garda Dolomiti: https://www.gardatrentino.it
1 Comment

Interessante come sovente succede con gli articoli della Barbara Lalle.