Addio a Pippo Baudo, l’ultimo applauso
Pippo Baudo, si è spento sabato 16 agosto all’età di 89 anni. A Roma, al Teatro delle Vittorie, la camera ardente. I funerali mercoledì 20 agosto, a Militello. L'autobiografia.

Pippo Baudo, si è spento sabato 16 agosto all’età di 89 anni. A Roma, al Teatro delle Vittorie, la camera ardente. I funerali mercoledì 20 agosto, a Militello. L'autobiografia.

Pippo Baudo, leggendario volto della televisione italiana, si è spento sabato 16 agosto all’età di 89 anni. A Roma, al Teatro delle Vittorie, luogo simbolo delle sue trasmissioni, è stata allestita una camera ardente dove circa 8.000 persone si sono recate fin dalle 10 del mattino di lunedì 18 agosto per rendere omaggio al “re della tv”.
Tra corone inviati dalla Rai, dal Presidente della Repubblica e da istituzioni romane, e il sipario rosso sullo sfondo della bara ornata di rose, si è consumato un omaggio collettivo carico di commozione. A sfilare, oltre a cittadini comuni, anche volti noti del mondo dello spettacolo e della cultura: Katia Ricciarelli e Mara Venier, arrivate insieme, Fiorello, Lino Banfi (che ha proposto di intitolargli il Teatro delle Vittorie), Max Giusti, Gloria Guida, Gigi Marzullo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, e molti altri.
I funerali si terranno mercoledì 20 agosto, alle 16, nella chiesa di Santa Maria della Stella a Militello in Val di Catania, paese natale di Baudo. La camera ardente sarà aperta anche martedì 19 agosto, solo di mattina.

Pippo Baudo, all’anagrafe Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, nacque a Militello (Catania) il 7 giugno 1936. Laureato in giurisprudenza, non esercitò mai la professione: esordì come conduttore grazie a “Guida degli emigranti”, programma in cui documentava le condizioni delle comunità italiane all’estero. Con sensibilità e rispetto narrò storie di migrazione con empatia e precisione.
Negli anni Sessanta e Settanta la sua carriera esplose: condusse varietà come Canzonissima, Domenica In (dal 1979) e varietà innovativi come Luna Park (con Tina Turner e la soubrette Heather Parisi). Ha segnato la storia della tv conducendo il Festival di Sanremo per ben 13 edizioni, raggiungendo ascolti memorabili.
Negli anni Novanta divenne anche direttore artistico di Rai 1 e proseguì con titoli di successo come Fantastico, Papaveri e papere, Mille lire al mese, e Novecento, quiz che ripercorreva i grandi avvenimenti del XX secolo. Oltre alla tv, fu anche compositore e direttore artistico: ha firmato brani celebri come “Donna Rosa”, “Una domenica così”, “W le donne” e “La quadriglia”, e ha ricoperto ruoli di rilievo al Teatro Stabile di Catania (direttore artistico dal 1989 al 1997, presidente dal 2000 al 2007).
Dalle sue prime esperienze come inviato per gli emigrati, Baudo dimostrò una curiosità civile e una sensibilità verso le difficoltà degli altri. Osservò realtà complesse, come i minatori belgi a Marcinelle, e seppe raccontare con umanità le sfide dell’esodo italiano.
Inoltre, la sua vita fu segnata da un episodio drammatico: fu vittima di intimidazioni mafiose, con attacchi alla sua abitazione, elemento che rese pubbliche anche le sue scelte di coraggio, come testimonianza civile contro la violenza organizzata.
Pippo Baudo ha incarnato un’epoca: un maestro della tv italiana, che ha saputo unire talento, umanità e senso dello spettacolo. Oggi il suo saluto finale, ricevuto da 8.000 persone nella sua “casa” televisiva, è il suggello di un’eredità che trascende il piccolo schermo e resta nel cuore degli spettatori.
Consiglio la lettura della sua autobiografia Ecco a voi. Una storia italiana. Attraverso i ricordi di una vita che ha incrociato tutte le maggiori personalità della politica, dello spettacolo, del cinema, della musica, Pippo Baudo racconta non solo sé stesso ma anche un’Italia in profondo mutamento. Una vera rivoluzione del costume nazionale di cui lui è stato, oltre che testimone privilegiato, anche autore e regista.

