Le serie tv, soprattutto quelle al giorno d’oggi, hanno riscritto il modo in cui percepiamo l’amore, ci hanno influenzato, dando voce ad una nuova percezione e anche po’ di noi stessi. Ci abbiamo creduto tanto, abbiamo iniziato ad amare immaginandoci lì, dentro quelle storie. Solo che poi nella realtà, l’amore non assomigliava mai a tutto quel cinema.

Siamo cresciuti con Friends, ci siamo innamorati con Grey’s Anatomy, e feriti un po’ con Normal People, le serie tv ci hanno accompagnato per tutte le nostre fasi sentimentali, idealizzandolo, riconoscendolo e anche a volte a perderci dentro, ci hanno insegnato cosa aspettarci come comportarci, cosa dire e delle volte anche cosa provare e forse ad aspettarci un pò troppo. Ma adesso qualcosa è cambiato, le serie, adesso ci mostrano un nuovo modo di guardare l’amore forse po’ più realistico, meno perfette, relazioni che non per forza devono avere un lieto fine.

Una rivolta silenziosa dell’amore

Se una volta l’amore in tv era quello dei baci sotto la pioggia, dei tanto amati e attesi “ti amo” gridati a squarcia gola negli aereoporti, oggi invece è fatto di silenzi a volte pesanti e dolorosi di terapie costruttive ma spesso sofferenti, di assenze che spesso fanno male… molto male, spostando il fulcro alla psiche di chi ama e indagando il perchè di queste scelte discutibili e molto sofferte. Ci stanno insegnano che l’amore non è sempre un lieto fine, non è un punto di arrivo, ne una risposta certa, ne tanto meno un premio. E’ un processo complesso, un viaggio solitario, contraddittorio e quasi mai in lineare, si cambia prospettiva non più “come ritrovarsi in due” ma piuttosto di capire come possiamo ritrovare noi stessi. E’ una rivoluzione silenziosa ma potentissima, perchè ci “costringe” a guardarci dentro, a farci domande scomode e ci da il privilegio di non avere tutte le risposte.

Serie tv. L’amore… imperfetto e necessario

Adesso vediamo relazioni che spesso falliscono, spesso non funzionano sempre, che falliscono, che non “tengono il passo” e tutto questo è molto importante per comprendere che non è necessario raggiungere l’amore come una meta fondamentale per la nostra vita, è diventato un modo per stare, per abitare la nostra identità per capire chi siamo mentre ci confrontiamo con l’altro. Perche si… proprio nei rapporti che non funzionano, quelli che si sgretolano lentamente, impariamo a guardarci con più onestà, a riconoscerci, senza dover andare più nell’amore la parte mancante di noi stessi, senza dover cercare un pezzo di un puzzle che ci debba completare per forza… Amare diventa un atto di consapevolezza e succede qualcosa di bello, che iniziamo a sceglierci ricominciando da noi.

Consiglio di vedere la serie tv Wanderlust una serie intensa che racconta la storia di Joy (Toni Collette), terapeuta di coppia che, mentre aiuta gli altri a ricucire i pezzi, si trova ad affronta la crisi del suo matrimonio e il senso stesso dell’intimità. E’ una storia fatta di dubbi, distanze, che crescono piano piano, di domande senza risposte. Un invito a guardarsi dentro e non più a cercare l’amore fuori e iniziare a chiederci che vogliamo davvero per noi stessi. Restare è la scelta giusta? Oppure dobbiamo lasciare andare. Non è una serie tv che consola né tanto meno dà soluzioni, ma ti lascia addosso quella sensazione di essere stato visto nel profondo.

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