Anche io volevo essere un duro
Al festival di Sanremo 2025, Lucio Corsi, con "Volevo essere un duro", ci aiuta a riconoscere la nostra sensibilità senza vergognarcene

Al festival di Sanremo 2025, Lucio Corsi, con "Volevo essere un duro", ci aiuta a riconoscere la nostra sensibilità senza vergognarcene

In questa edizione di Sanremo, la canzone che più ci ha conquistati è stata Volevo essere un duro di Lucio Corsi, che si divaga tra critica sociale e accettazione del proprio io.
Volevo essere un duro è l’inno di una fragilità umana, che si inserisce in un contesto dove regna “l’essere maschio”, essere duro, mai fragile, mai emotivo. Lucio diventa una boccata d’aria fresca in questo clima arido di uomini prepotenti e maschilisti, che non vogliono fra uscire una lacrima dai loro occhi neanche per sbaglio. La canzone parla di quelle persone fragili, emotive ma soprattutto empatiche, che volevano mostrarsi con una corazza da duro ma che, a causa – o grazie – alle loro emozioni, non sono mai riuscite a tenere.
Lo ha raccontato Lucio stesso in un’intervista:
“[la canzone] parla di quanto il mondo ci vorrebbe infallibili, con la solidità dei sassi e la perfezione dei fiori, senza dirci però che tutti i fiori sono appesi a un filo”.
Parla delle aspettative sociali che vengono mese in piedi ma che si sgretolano molto facilmente davanti alla realtà dei fatti: siamo fragili e sensibili. Forse c’è chi è veramente duro, che riesce ad essere menefreghista, ma Lucio si rivolge a quelle persone che non riescono a non piangere per gli altri, e ci dice di non vergognarci di come siamo fatti:
Perché in fondo è inutile fuggire
Da Volevo essere un duro, Lucio Corsi
Dalle tue paure
Lucio è il cantautore di cui avevamo bisogno, e questo lo dimostra il fatto che ha avuto molto successo in tutte le giurie. Durante il corso delle cinque serate, Lucio Corsi ha sempre mantenuto una posizione alta, occupando i posti dal secondo al quarto, arrivando poi eventualmente secondo dopo il vincitore del festival Olly. Ma Lucio non aveva bisogno della vittoria:
“Sono felicissimo, potevo fermarmi anche due giorni fa, tre giorni fa ed ero già apposto. – dice a Che Tempo Che Fa – La prima sera era un salto nel vuoto, non sapevo come [la canzone] sarebbe stata presa. Dopo le prime due esibizioni ero già al settimo cielo, la classifica non mi interessa“.
Lucio è quella luce nel buio che forse non ci meritiamo ma di cui abbiamo bisogno. Sa come farsi riconoscere, sa come cantare e come scrivere, ma soprattutto sa cosa vuole dire e come farcelo capire. Impossibile dimenticare anche il suo iconico duetto con Topo Gigio, apprezzato dai più anziani fino ai più piccolini. Una scelta poetica e non casuale, parte di questa sua rivoluzione gentile.
La sensibilità e la scioltezza con cui racconta di questi temi umani lo rendono di facile comprensione per tutti, e la sua musica orecchiabile chiude il sipario di questo spettacolo teatrale di cui siamo spettatori.
Anche io volevo essere un duro, ma la mia sensibilità e le mie emozioni mi rendono umana e mi fanno capire e apprezzare il genio di Lucio Corsi.
Vi consiglio di ascoltare le altre canzoni di Lucio Corsi mentre aspettiamo l’uscita del suo nuovo album il prossimo 21 marzo.
