Bimba prende in prestito Heartstopper, la madre va su tutte le furie
Una bambina di 11 anni prende in prestito Heartstopper dalla biblioteca: la madre furiosa denuncia l'accaduto e la destra con lei

Una bambina di 11 anni prende in prestito Heartstopper dalla biblioteca: la madre furiosa denuncia l'accaduto e la destra con lei
Bologna, una bambina prende in prestito Heartstopper alla biblioteca comunale Oriano Tassinari Clò dopo una gita scolastica alla struttura, ma quando torna a casa la madre non lo accetta, e denuncia l’accaduto.
Secondo la Lega, questi fumetti non dovrebbero essere presenti nelle sezioni per minori delle biblioteche, perché non dovrebbero essere esposti alla “propaganda queer“.
Secondo il Cassero di Bologna, avrebbe fatto uso “mediatico e politico” del caso, strumentalizzando. Secondo Camilla Renauro, presidente del Cassero, questa mossa della Lega «È la stessa retorica usata da Orbán per vietare i Pride in Ungheria» e continua definendo questo atto un «tentativo di censura e controllo della destra. Il fatto che la semplice esistenza di personaggi LGBTQIA+ possa generare una reazione di questo tipo ci ricorda che l’esistenza reale e incarnata delle persone queer è ancora una pratica di resistenza».
Renauro, per rassicurare la comunità LGBTQ+, spiega che nel Cassero è disponibile
«un’importante sezione dedicata alle narrazioni dell’identità nella letteratura per l’infanzia e l’adolescenza. Questi libri, non certo pericolosi volumi di propaganda, aiutano da oltre dieci anni bambine e bambini, ragazze e ragazzi che partecipano ai progetti di lettura promossi dal Centro nelle biblioteche, centri per l’infanzia, scuole della città, a crescere liberi, andando oltre pregiudizi e stereotipi e sviluppando una cultura del rispetto delle differenze».
Infine, Renauro esprime la sua preoccupazione per l’accaduto e, soprattutto, per la bambina:
«Non possiamo ignorare il livello di violenza a cui è stata esposta questa ragazza per il semplice fatto di aver preso in prestito un libro in biblioteca. Certo è che se invece di promuovere l’educazione alle differenze la politica propone di mettere al bando l’esistenza delle persone LGBTQIA+, l* adolescenti avranno sempre meno strumenti a disposizione per costruire relazioni sane e di supporto».
Heartstopper è una graphic novel scritta da Alice Oseman e adattata in Italia da Mondadori. Racconta la storia di due ragazzi che si innamorano e scoprono la loro omosessualità e i problemi legati all’accettarsi e al coming out.
La storia di Nick e Charlie, i due protagonisti, tratta di temi delicati, che sono importanti per chi si riconsoce in essi ma anche per il pubblico generale: discriminazione, bullismo, accettare la propria sessualità. I due cominciano a sviluppare un’amicizia, che però risveglia qualcosa in uno di loro, Nick. Nick ancora non aveva capito la sua omosessualità, e l’amicizia con Charlie provoca una rivoluzione in lui. Gli amici che ha, gli stessi che bullizzano Charlie per la sua omosessualità, lo costringono a “fare il duro” e a mantenere questa facciata. Ma grazie a Charlie, qualcosa scatta e riesce a capire sé stesso.
La storia non parla solo di loro però: ci sono personaggi che rappresentano tutta la comunità LGBTQ+, come Elle, una ragazza transgender. Il bello di Heartstopper sta in questo: nel sentirsi rappresentat* in un media mainstream con una graphic novel o una serie TV, in cui la graphic novel è stata adattata.
Dopo il successo della graphic novel, Netflix ha deciso di adattare il testo in una serie tv, di cui attualmente ci sono tre stagioni. Il colosso dello streaming non ha però confermato la quarta e ultima stagione della serie, visto che la performance della terza stagione non sembra aver soddisfatto, ma, secondo il produttore Patrick Walters, ci sono “molte parti in movimento” per l’approvazione della quarta stagione.