Non poter più partecipare ai concerti dal vivo è uno strazio necessario che andrà ancora avanti per tempo indefinito. In molti casi, artisti e organizzatori di eventi si sono occupati di permettere una partecipazione via schermo, pubblicando i dj set in streaming, per cercare di sopperire, nei limiti del possibile, alla richiesta edonistica, di un mondo che senza musica e senza condivisione rischia di ingrigirsi. Un esempio di chi compie questa benefica azione è la piattaforma digitale Cercle e lo fa in modo spettacolare!

Cercle è nata nel 2016, con l’intento di promuovere artisti e location particolari in giro per il mondo. Il concetto è quello di scegliere un luogo suggestivo, dalle antiche fortezze indiane ai ghiacci finlandesi, dove fare esibire musicisti della scena elettronica contemporanea. Fino al 2019, organizzavano spesso anche live riservati ad un pubblico di poche unità, tutti necessariamente maggiorenni. Da quando il Coronavirus aleggia nell’aria la situazione è cambiata, ma Cercle è fra i pochi che meno ne hanno risentito. Il concept del progetto è da sempre basato maggiormente sulla dimensione visiva digitale: i contenuti vengono pubblicati sulla pagina Youtube ufficiale, dove i fruitori possono interagire con artisti e organizzatori e dare loro un feedback. Ciò che è stato tagliato nell’ultimo anno e mezzo è stato il pubblico in presenza ai concerti, ma ciò ha permesso di ampliare in modo esponenziale il numero di coloro che possono invece assistere ai live streaming, che si tengono ogni lunedì. Al termine dell’esibizione, gli artisti vengono intervistati e anche il pubblico online può porre loro domande.

Tra le performance che preferisco spicca quella dei WhoMadeWho ad Abu Simbel, in Egitto, di una ventina di giorni fa. Il gruppo si è esibito sotto l’imponentissima struttura dei due templi rupestri fatti innalzare sotto al faraone Ramses II, nel XIII secolo a.C., sulla riva occidentale del Lago Nasser. Nonostante la distanza temporale e culturale tra la musica prodotta dal gruppo danese e quella che immagino potesse allietare le notti degli egiziani di 3000 anni fa, personalmente ho trovato la performance assolutamente lontana dal riportare un effetto di anacronismo.

dal canale You Tube di Cercle

Un’altra esibizione che vale la pena annotare è quella di Ben Böhmer a 2000 piedi dal suolo, nel cesto di una grande mongolfiera celeste. Qui le melodie deep del giovane dj tedesco si legano perfettamente al fluttuare morbido del pallone in balia dei venti, nel suo sorvolare il roccioso terreno della Cappadocia.

dal canale You Tube di Cercle

Nel giugno del 2020, i The Blaze si sono esibiti in una location mistica, celestiale, letteralmente al di sopra delle nuvole! Il duo francese ha suonato dalla guglia più alta della Aguilles du Chamonix, sul Monte Bianco. Erano a 3842 metri ma sembrava che continuassero a salire in una progressiva ascesi musicale.

dal canale You Tube di Cercle


Altra bellissima esperienza è quella offerta nel video della performance di N’to, tra i crinali svizzeri della Val-d’Illiez, dove la console è stata posta proprio sulla sponda del Lac de Soi, sulla cui superficie si riflettono le nuvole irradiate dalla luce del tramonto. Poetico!

dal canale You Tube di Cercle


Potrei continuare ad elencare e commentare i video prodotti da Cercle a oltranza, ma lascerò a voi l’indagine e l’approfondimento, dicendo senza esitazione che ne resterete estasiati e che lo salverete su tutte le piattaforme social che possedete. È un’esperienza stimolante sia dal punto di vista musicale sia visivo e rianima la voglia di esplorare il mondo esterno e la diversità, voglia che abbiamo sedato per questi lunghi tredici mesi.

Cercle ha in vista anche un progetto molto ambizioso. L’11 e il 12 settembre 2021, è in programma un festival live che vede schierati nella line up artisti del calibro di Amelie Lens, Charlotte De Witte, Artbat, Pan Pot, Recondite, Mathame, Maceo Plex e molti altri. Il tutto si terrebbe nel Museo dell’Aria e dello Spazio a Parigi, uno dei più grandi musei dell’aeronautica al mondo, fondato nel 1919 e dove sono tenuti più di 150 aerei che hanno fatto la storia del trasporto aereo. Non c’è certezza che il festival si potrà effettivamente tenere in presenza, in quanto tutto è in balia delle evoluzioni dello stato d’emergenza ancora in atto; ma incrociamo le dita!

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