In situazioni difficili, spiacevoli, complicate, a volte ci mancano le parole. Le cerchiamo, o almeno proviamo a trovarle da qualche parte, per riuscire a dare conforto alle persone a cui teniamo. Ma non c’è niente da fare; non sappiamo cosa dire. Ed è frustrante. Sentiamo di voler fare qualcosa, di voler dire la frase giusta al momento giusto; ma le parole non ci sono. Capita che in momenti difficili, nel dolore, le nostre parole (che non ci mancano mai) vadano in sciopero. Allora tentiamo un’altra tattica: cerchiamo il contatto fisico, per far capire che siamo presenti, che si può contare su di noi.

Le buone intenzioni ci sono tutte; ma la realtà è che il dolore per una grave perdita non va mai via. Può attenuarsi col tempo, certo, ma una piccola parte esisterà sempre. D’altronde, come potrebbe andarsene? Come può un figlio non soffrire per la morte del padre, o come può un padre non provare dolore per la morte della figlia. Il dolore paralizza per quanto è intenso. Diventa difficile tornare a fare tutto ciò che si faceva prima. Diventa difficile tornare a vivere. Lo sa bene il protagonista di Collateral beauty, Howard.

Il dolore, il lutto di un padre.
Amore, Tempo e Morte

Questo film del 2016 e disponibile sulla piattaforma streaming di Amazon Prime, parla proprio della perdita prematura di una figlia da parte di un padre. Questo lutto è talmente traumatico per lui che cade in una profonda depressione e si isola da tutto e da tutti; si separa, allontana gli amici e smette di lavorare come un tempo. Non vuole riprendere in mano la sua vita e per questo motivo rischia di far fallire l’agenzia per cui lavora. Tramite un’investigatrice privata, i suoi amici e colleghi scoprono che Howard scrive delle lettere indirizzate ad Amore, Tempo e Morte. Nel tentativo di aiutarlo, decidono di ingaggiare degli attori che impersonificano proprio queste tre entità.

Amore, Tempo e Morte si presentano perciò fisicamente davanti ad Howard e lo accompagnano in un percorso tutto interiore; lo portano a riflettere ed in qualche modo gli insegnano di nuovo ad imparare a vivere e gli fanno scoprire la bellezza collaterale. Questa bellezza che rimane in tutte le cose che ci circondano, in tutte le persone che vediamo, nei gesti che facciamo e riceviamo è sempre presente; siamo noi che dobbiamo riuscire a coglierla.

La bellezza collaterale esiste

Amore, Tempo e Morte, come i tre spiriti del Natale presente, passato e futuro, accompagnano Howard, e non solo (ma non si vogliono fare spoiler), in una sorta di percorso terapeutico non convenzionale, per fargli vedere che la bellezza collaterale esiste e non deve chiudersi al mondo. Certo, il primo incontro con queste tre entità non è dei più idilliaci, anche perché il protagonista li incolpa della morte della figlia; per cui ritrovarseli inaspettatamente davanti in carne ed ossa lo destabilizza non poco.

Il compito che hanno Amore, Tempo e Morte non è affatto semplice e stare nei loro panni è decisamente complicato. Morte deve continuamente avere a che fare con l’ineluttabilità della vita, Amore vive sempre in una situazione a metà tra la felicità e la tristezza, e Tempo deve sopportare continuamente il fatto che le persone sprecano il dono che lui fa. Chiediamo a queste tre entità davvero l’impossibile a volte; anzi, qualche volta ci dimentichiamo che loro ci stanno facendo dei doni immensi, di cui ci accorgiamo proprio nel momento in cui non li abbiamo più. E allora, pur di dare un senso a tutto, li incolpiamo, dimenticandoci di tutto ciò che ci hanno dato. Siamo fatti così: continueremo a volere più tempo, a desiderare l’amore e a temere la morte.

Ma forse (magari dopo la visione di questo film) riusciremo a capire anche un’altra cosa: che la bellezza collaterale esiste e non dobbiamo smettere di cercarla, anche se la situazione ci sembra disperata.

Condividi: