Diamanti vince il David: donne tessitrici del cinema italiano
Diamanti di Ozpetek vince il David dello Spettatore: gli spettatori nelle sale scelgono le donne e le loro storie.

Diamanti di Ozpetek vince il David dello Spettatore: gli spettatori nelle sale scelgono le donne e le loro storie.

Diamanti di Özpetek vince il David dello Spettatore, la storia di donne forti e che creano il tessuto della vita e del cinema.
Ferzan Özpetek ha ricevuto il premio David dello Spettatore ai David di Donatello 2025 per il suo film Diamanti. Questo premio viene assegnato al film italiano che ha totalizzato il maggior numero di presenze nelle sale entro la fine di febbraio dell’anno successivo all’uscita: Diamanti ha avuto 2.222.000 spettatori.
Özpetek, quando ha ritirato il premio sul palco, ha dichiarato:
“Sono molto emozionato, è un premio bellissimo per me perché il fatto di essere scelto dal pubblico è una cosa bellissima. Devo ringraziare voi da casa, più 2.200.000 di persone, vi ringrazio per i vostri messaggi. Per me è stato un regalo bellissimo questa vostra scelta“.
Sul palco ha fatto un’apparizione speciale Mara Venier, Silvana nel film, per consegnare il premio al regista.
Özpetek ha ringraziato la sua produzione e le sue attrici e i suoi attori, che sono i miei diamanti.
Il film ha come cast principale diciotto attrici italiane, e racconta la storia di diciotto donne che lavorano una sartoria che risponde alle committenze cinematografiche e che seguiamo nella creazione dei vestiti per un film importante.

Özpetek, di origini turche, quando arrivò in Italia rimase affascinato dalle sartorie romane, e racconta una storia a lui famigliare. Si ritrova in un ambiente tutto al femminile, che poi porta sul grande schermo grazie a Diamanti.
Nel film, per diamanti non si intendono le pietre preziose, ma le donne e la loro forza e spirito, forti e durevoli. Sono tutte importanti, delineate nel loro carattere e nella loro storia personale, che il film ci racconta, come Nicoletta, abusata dal marito, o Eleonora, che cerca di essere una buona madre aiutando il figlio in un momento difficile.

Ogni donna è diversa e ha una storia che ha il diritto e il dovere di raccontare. Il film ribalta il solito punto di vista dell’uomo importante della bella donna che lo accompagna: sono ora gli uomini ad avere ruoli marginali e ad essere sessualizzati, mentre le donne fanno un importante e duro lavoro.
Una caratteristica scorge tra le altre: la solidarietà femminile, che aiuta molte di loro, anche nel concreto. Questo forse è quello che più rimane dopo aver guardato il film: insieme forse valiamo poco, ma insieme siamo potenti.
