Duranti trasforma i sampietrini in sedute giganti per sorprendere Roma
Giganteschi sampietrini trasformati in sedute monumentali hanno fatto la loro comparsa nel cuore della Città Eterna.

Giganteschi sampietrini trasformati in sedute monumentali hanno fatto la loro comparsa nel cuore della Città Eterna.

All’alba di lunedì 17 febbraio 2025, le piazze storiche recentemente riqualificate di Roma sono state teatro di un’inaspettata e suggestiva installazione artistica: giganteschi sampietrini trasformati in sedute monumentali hanno fatto la loro comparsa nel cuore della Città Eterna.
L’autore dell’iniziativa è Marco Duranti, artista e artigiano romano, che con quest’opera intende stimolare una riflessione profonda sull’identità di Roma e sulle sue potenzialità di rigenerazione. Si tratta di un intervento che va ben oltre l’aspetto visivo: rappresenta un atto simbolico e un invito al dialogo.
“Non è solo una seduta – spiega Duranti – è un punto di incontro tra ciò che siamo stati e ciò che possiamo diventare. Il sampietrino, da sempre simbolo di movimento e passaggio, diventa ora un luogo di riflessione e confronto”.
Le quattro installazioni seguono una narrazione progressiva, rappresentando un ideale percorso di evoluzione personale e collettiva. I messaggi incisi accanto a ciascun Sampietrone scandiscono questo itinerario:
Duranti chiarisce il significato dell’opera:
“Il susseguirsi delle installazioni ha creato un percorso. Dal rassicurare i cittadini che non era nulla di pericoloso, fino a far capire che dietro c’era una nuova scoperta, una rinascita. Da questa rinascita si apre un nuovo futuro. Ma per affrontarlo bisogna spiegare: che cos’è il progetto e, soprattutto, perché è stato necessario arrivare a un gesto così eclatante, quasi non voluto, ma inevitabile”.
Al centro del progetto vi è una riflessione sul valore dell’artigianato tradizionale, spesso sottovalutato nel contesto contemporaneo. Duranti sottolinea come la manualità, unita alla conoscenza dei materiali, rappresenti un ponte imprescindibile tra la visione artistica e la sua realizzazione concreta:
“L’artigianato è il ponte tra l’idea e la realtà, è il passaggio che concretizza il pensiero e gli dà la capacità di essere vissuto nel futuro. La tecnologia da sola non basta: serve il sapere della materia, che si esprime attraverso il sapore delle mani”.
Le installazioni si configurano anche come un modello industriale e culturale, capace di generare valore sociale. Il progetto tocca temi cruciali quali le pari opportunità, il ruolo delle nuove generazioni e il sostegno all’innovazione. Pur mantenendo una forte carica simbolica, l’opera si propone come stimolo costruttivo, volto a proporre soluzioni non critiche.
“Non si tratta di criticare, ma di creare soluzioni che ispirino un cambiamento”, afferma Duranti. “Queste installazioni sono state necessarie perché, dopo cinque anni di incontri con le istituzioni, ci siamo trovati a dover cambiare strategia. Nonostante i nostri sforzi nelle vie lecite, il progetto non ha ricevuto il supporto sperato”.
L’iniziativa ha ottenuto il sostegno dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, che ne ha riconosciuto il valore culturale e civile. Come osserva l’architetto Flavio Mangione su AR Magazine:
“Brevettare significa tutelare una qualsiasi invenzione tecnica che porti alla soluzione di problemi concreti, a un miglioramento della qualità della nostra vita nonché a un suo senso civile ed estetico”.
Tre i concetti chiave su cui si fonda il progetto: Connessione: tra passato e presente, tra identità storica e visione futura; Trasformazione: il sampietrino, simbolo di passaggio, assume una nuova funzione e un nuovo significato; Progresso: l’arte e l’artigianato diventano strumenti per ripensare il tessuto urbano e sociale.
Il Sampietrone è concepito come un’esperienza partecipativa.
“Voglio che romani e turisti si fermino, si siedano, si guardino intorno e si chiedano: cosa vogliamo davvero per questa città? Voglio che guardino la città da un’altra prospettiva”, spiega Duranti.
Il sampietrino, da simbolo di passaggio, si trasforma in spazio di sosta e riflessione, un invito a rallentare il passo per riattivare quel senso di comunità che ha sempre contraddistinto Roma.
Questa installazione non è quindi un semplice gesto artistico, ma una presa di posizione civile: un invito a riconnettere la città con il suo spirito più autentico, a ricostruire un legame tra l’immaginario collettivo e la quotidianità urbana. Marco Duranti, con questa azione artistica e sociale, propone un modello alternativo di intervento sul territorio: non più calato dall’alto, ma condiviso, vissuto, incarnato.
“Roma è una città di storie e contraddizioni. Ma proprio da queste contraddizioni può nascere una nuova visione. Il Sampietrone è il simbolo di una città che non si arrende e che, nonostante tutto, continua a sognare e a creare”.

Il Sampietrone, ideato dall’Artista e Artigiano Marco Duranti, curato dall’Architetta Inventrice Cristiana Meloni, è stato scelto come premio ufficiale di ReWriters fest. Il premio viene conferito ogni anno a personalità che, attraverso il loro impegno culturale, artistico o sociale, si sono distinte nella riscrittura dell’immaginario contemporaneo, in linea con i principi fondanti del Manifesto etico di Sostenibilità Sociale di ReWriters.it: una visione del mondo più etica, sostenibile, equa e aperta.
Dal 2020 al 2024, il Premio ReWriters è stato assegnato a figure di grande rilievo, capaci di interpretare e diffondere i valori del cambiamento culturale:
2024 – Ariete, premiata durante il ReWriters Fest. presso la Sapienza Università di Roma: parlando senza filtri del suo orientamento sessuale, ha aiutato molte persone giovani a fare coming out e ha contribuito alla riscrittura dell’immaginario contemporaneo sul genere.

2023 – Alessandro Gassmann, premiato nella sede ReWorld di Roma, per il suo impegno nella riscrittura dell’immaginario contemporaneo al fine di trasformare la nostra visione egocentrica in una ecocentrica, e diventare, da predatori, custodi del pianeta che abitiamo.

2022 – Loredana Bertè, premiata al Teatro Brancaccio di Roma: per aver riscritto l’immaginario del terzo tempo della vita, contribuendo, con i suoi capelli turchini e le minigonne vertiginose, a smontare gli stereotipi ageisti e a creare corridoi tra le generazioni. Il tuo modo irriverente e grintoso di interpretare anche il tuo terzo tempo è un esempio per molte donne di emancipazione dal peso di quello sguardo maschile che le definisce bambole a scadenza.

2021 – Serena Dandini, premiata al Museo MAXXI di Roma: scrittrice, autrice e conduttrice, che, con il suo lavoro in TV e con il suo sguardo sull’esistenza, ha contribuito, con geniale ironia, a riscrivere l’immaginario collettivo sulle donne e sul rapporto tra i sessi, dando voce a persone, storie e temi che, dopo di lei, non sono più stati invisibili ma, anzi, hanno acquistato potenza nel complesso e vasto universo della rappresentazione, restituendo così ai rapporti umani maggiore giustizia e verità.

2020 – Bebe Vio, premiata a Palazzo Velli Expo di Roma: giovane donna e grande atleta che, con la sua stessa vita, e con l’impegno quotidiano svolto insieme alla sua associazione art4sport, non solo sta cambiando la percezione che il mondo ha della disabilità ma sta riscrivendo la storia dello sport e, attraverso questo, anche di ciò che si può fare delle proprie risorse, dei propri sogni, della propria esistenza.

Attraverso queste assegnazioni, il Sampietrone diventa non solo un oggetto artistico ma anche simbolo tangibile di un impegno condiviso: premiare chi, con la propria opera e visione, contribuisce concretamente a ispirare e dare un esempio per cambiare la narrazione dominante (che protegge gli interessi di pochi a discapito dei diritti di tutti), costruendo nuove possibilità per un futuro più equo.
