/f urbä/ è realtà culturale attiva a Guardiagrele (CH), in Abruzzo. Fino al 20 settembre 2026 è possibile visitare la mostra Atlante di Silvia Mantellini Faieta, a cura di Simone Marsibilio, fondatore di /f urbä/.

La mostra, inaugurata il 26 luglio 2026, ruota intorno ad un’unica domanda “che cos’è l’arte?”.

Atlante, la mostra che riflette sul senso dell’arte

L’allestimento che /f urbä/ propone è un itinerario immersivo che porta il visitatore ad immedesimarsi nell’idea di cosa sia l’arte. Il percorso, per volere del curatore Simone Marsibilio, è concepito come una Wunderkammer, un antico gabinetto delle meraviglie presso cui conservare ogni preziosità. Nel nostro caso, però, la stanza diventa percorribile e le pareti si trasformano in supporti per la lettura, dando vita ad una installazione di poesia visiva.

A piedi nudi e in silenzio, il visitatore entra in un quadrilatero bianco le cui pareti sono incise da una serie di frasi ideate da Silvia Mantellini Faieta. Ognuna di queste rimanda al quesito iniziale “che cos’è l’arte?” e sviscera un tema ancora oggi annoso a cui ognuno di noi può dare una diversa risposta.

Forse l’arte è ascesi, scrive Mantellini Faieta, oppure “dove sei quando non sei nella realtà e neanche nella tua immaginazione”, oppure l’arte permette “condividere la propria anima”. Tutte osservazioni giuste, salvo che ognuno di noi potrebbe aggiungere la propria considerazione e completare, con le riflessioni personali, un quadro senza fine. Ecco la singolarità dell’opera di Mantellini Faieta: compenetrando arte e linguaggio, l’installazione assume d’un tratto le caratteristiche del linguaggio stesso e ingloba la proprietà della ricorsività. La ricorsività, infatti, è la proprietà del linguaggio umano di ampliare un concetto iniziale, di creare costruzioni sempre più complesse che espandono la considerazione iniziale, di aggiungere continue subordinate ad una reggente, componendo, così, un quadro di significato senza fine. Questa installazione e quindi la domanda può essere riprodotta all’infinito, declinata a seconda di culture e popoli, affrontata con considerazioni diverse in base ai secoli e ai periodi storici, ripensata alla luce dei cambiamenti dell’età contemporanea.

L’opera site specific prevede la riproduzione di idee e pensieri incisi sulla superficie bianca attraverso l’uso di un bulino. Non tutti, entrando, saremo destinati ad osservare la stessa frase. Ogni visitatore, in base all’altezza, al modo in cui approccerà nella Wunderkammer e sulla base della propria modalità di movimento, sarà orientato a notare un brano piuttosto che un altro. L’opera, dunque, non è un quadro visibile da una sola prospettiva, ma risponde alla sensibilità del visitatore e a questa si svela secondo le proprie inclinazioni. Atlante è un’opera attiva e reattiva, che va letta attraverso l’uso di una luce radente e che è destinata a mutare in base alle ombre di chi la osserva. Anche i segni lasciati dalle trace di chi entrerà fisicamente nella struttura ne muteranno la percezione e la resa artistica.

L’installazione è completata da foto e disegni in cui domina la figura del crisantemo, un fiore che in Italia ha una valenza riferita al passaggio, mentre in altre culture assume il significato di purezza, longevità e rispetto.

Si potrebbe concludere con l’enunciato secondo cui solo l’arte ci salverà. L’assioma non è tanto peregrino in quanto la bellezza, entità astratta che contiene il concetto di arte, è quanto di più adatto per elevare la nostra capacità di crescita e farci volare verso lidi di condivisione e conoscenza. L’opera di Silvia Mantellini Faieta è, quindi, un’ancora di riflessione sul significato dell’arte oggi.

Silvia Mantellini Faieta è nata a Pescara nel 1992, e vive e lavora a Pianella (PE).

/f urbä/

Guardiagrele (Chieti) – Via Tripio, 145
Atlante dal 26/07/2025 al 20/09/2026
Orari: tutti i giorni su appuntamento
fondazioneurbana@gmail.com

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