Latera Art Farm: artist* da tutto il mondo nel borgo vergine della Tuscia
Dal 4 al 6 giugno si possono incontrare gli artisti e le artiste da tutto il mondo che hanno riscritto il borgo vergine di Latera.

Dal 4 al 6 giugno si possono incontrare gli artisti e le artiste da tutto il mondo che hanno riscritto il borgo vergine di Latera.

Latera The Art Farm è un progetto che utilizza la suggestione dell’arte contemporanea per rigenerare l’antico borgo di Latera, di appena 800 abitanti “Il contatto tra la popolazione locale e gli artisti provenienti da tutto il mondo costituiscono il volano intorno a cui far rinascere il borgo, offrendo un’occasione per rileggere la storia del territorio con gli occhi dell’oggi“, spiega il sindaco, Francescpo Di Biagi.

Street art, installazioni, sculture e altri progetti culturali site specific dialogano col territorio riscrivendo la storia e la tradizione millenaria della Tuscia e proiettandola nel suo futuro, fatto di recupero del borgo rimasto intatto e turismo slow. Sono ancora pochissime le strutture recettive per soggiornare, solo qualche stanza in affitto come B&B e nessun hotel. Spettacolare, in particolare, le Terrazze della Tuscia, una casa vacanza in un piccolo casale in tufo arredato con pezzi unici di arte contemporanea, dove soggiornare in vista del 4-6 giugno, giorni in cui saranno presenti a Latera gli artisti e le artiste da tutto il mondo che hanno contribuito a trasformare il remoto borgo in un cuore pulsante di street art e scultura.
Stiamo parlando di Elisa Capdevila, Emeid e Loste, seguiti a maggio 2025 da Daniele Di Girolamo, Francesco Vullo, Chiara Gambirasio, Nicola Ghirardelli e Carla Cascales che hanno installato nelle vie di Latera le loro sculture, inserendole nel tessuto del borgo. A giugno 2026 sarà la volta dei Polymetis, duo artistico canadese vincitore del bando internazionale indetto da Latera, che opera all’intersezione tra arte, architettura e progettazione del paesaggio ed è celebre per i suoi innovativi progetti site-specific (tra i riconoscimenti ricevuti figurano il Canada 150’s 30 Architecture Firms Breaking New Ground, Twenty + Change for Emerging Canadian Design Practices e l’Urban Design Award della Città di Mississauga).

Al confine tra Lazio e Toscana, arroccato su un colle e circondato da fitti boschi che lo nascondono agli occhi dei viaggiatori, il borgo, costruito interamente in pietra locale pietra chiamata Basaltina, è immerso in una vallata di origine vulcanica chiamata Caldera di Latera (proposta come sito di interesse comunitario nel 2005). La sua storia antichissima affonda le radici nel Medioevo, tutt’oggi chiara evidenza nel paese vecchio, costituito da una rocca farnesiana (il palazzo più antico di Latera, eretta in sostituzione di una più antica, di età longobarda, nel XV secolo, e dimora dei Farnese per numerosi secoli) ed una chiesa adiacente.
Sono tanti le e gli intelletuali e artisti che stanno acquistando casa in questa zona, a ancora vergine e fuori da qualsiasi itinerario di massa, capace di esprimere ancora tradizioni popolari di un innegabile fascino. Basti pensare che esiste un solo bar, due soli ristoranti (La cantina del Mago e La Montagnola, uno più buono dell’altro e soprattutto totalmente locali: fanno una cucina autentica e casereccia con prodotti locali a km zero), un forno, un parrucchiere, un tabaccaio, due macellerie e nessun altro negozio. Dalla primavera all’autunno, si vedono in giro tedeschi e austriaci, alla ricerca dell’Italia più segrete, e pittoresca, che affittano stanze nelle case del borgo, quando le Terrazze della Tuscia è piena. “Sono state acquistate di recente varie case – continua il Sindaco – per farci un albergo diffuso. La lotta contro le multinazionali del fotovoltaico, geotermico ed eolico qui hanno sempre trovato il pugno di ferro, proprio per la volontà di lasciare il proprio territorio inalterato“.
Tra le escursioni che consigliamo, il Sentiero dei Briganti, nell’Alta Tuscia: si ripercorrono le tracce dei banditi che, durante il XIX secolo, seminarono il terrore in questa zona. Si tratta di un itinerario lungo quasi 100 km, percorribile a piedi, in bicicletta o a cavallo, che collega la Riserva Naturale di Monte Rufeno, al confine tra Lazio, Umbria e Toscana, con Vulci, in piena Maremma laziale. Il percorso, un progetto realizzato dalla Comunità Montana “Alta Tuscia Laziale”, con la collaborazione dei comuni di Canino, Farnese, Latera e Ischia di Castro. Per info, o altri itinerari, leggi qui.
.
