Le parole che creano, ingannano e raccontano il passato, video intervista a Marco Maurizi
Marco Maurizi, insegnante, riflette sull’importanza delle parole nel trasmettere conoscenza, suscitare emozioni e modellare la realtà.

Marco Maurizi, insegnante, riflette sull’importanza delle parole nel trasmettere conoscenza, suscitare emozioni e modellare la realtà.

Marco Maurizi, insegnante, riflette sull’importanza delle parole nel trasmettere conoscenza, suscitare emozioni e modellare la realtà.
Le parole non sono solo strumenti di comunicazione, ma possono anche ingannare e creare discriminazioni. Citando Moretti e Chomsky, evidenzia come alcune espressioni, come intelligenza artificiale, nascondano realtà più complesse e oscure.
Le parole danno forma al mondo, ma a loro volta esprimono una visione della realtà. Il linguaggio cambia con la società e la tecnologia, facendo scomparire termini che un tempo erano comuni.
Pasolini osservava come la lingua italiana si uniformasse con i nuovi mezzi di comunicazione e il progresso tecnologico. Tuttavia, recuperare parole dimenticate non è un esercizio nostalgico, ma un modo per ascoltare il passato e comprendere chi ci ha preceduto. Ogni parola perduta rappresenta una voce che può ancora parlarci. Per questo, Maurizi invita i suoi studenti a cercare il significato delle parole sconosciute, poiché salvarle dall’oblio significa mantenere vivo un legame con il passato, arricchendo la nostra esperienza presente.
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