Tutti sono capaci di fare un museo con le cose belle, più difficile è crearne uno bello con le cose umili come le mie (Ettore Guatelli 1921 – 2000).

Opera di Nunzio Paci

Così affermava Ettore Guatelli, maestro elementare, collezionista di cose e di storie, etnografo, museografo visionario che connetteva racconti e oggetti, che interloquiva con poeti e professori, fotografi e grafici, artigiani, contadini e rottamai.

Opera di Nunzio Paci

Guatelli, figlio di mezzadri a Ozzano di Taro in provincia di Parma, fino alla fine della vita, avvenuta nel settembre 2000, ha continuato a dedicarsi alla sua opera raccogliendo, accumulando, accogliendo ospiti e visitatori, allestendo e riallestendo stanze e pareti.

La raccolta che oggi costituisce il patrimonio del Museo di Ozzano di Taro, in provincia di Parma, divenne via via sempre più presente sulla scena museografica ed etnografica nazionale tanto che nel 2003 è nata la Fondazione Ettore Guatelli che gestisce il museo promuovendo la valorizzazione della propria eredità culturale e uno spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea.

Opere di Nunzio Paci

La seconda edizione del progetto Visioni dall’infra-ordinario si pone l’obiettivo di approcciare la contemporaneità con una modalità interdisciplinare in cui sono coinvolte l’arte, l’antropologia e la scienza.

L’esposizione intitolata Scarti, curata dalla storica dell’arte Elisabetta Pozzetti e dall’Antropologo e Direttore del Museo Guatelli Mario Turci, ha presentato le opere dello Scultore Nicola Biondani, del Pittore Nunzio Paci e del Fotografo Nicola Vinci.

Nicola Vinci, Nunzio Paci, Nicola Biondani

“Gli Scarti (affermano Elisabetta Pozzetti e Mario Turci) non sono più appendici di fine vita da eliminare, ma substrato da riciclare e ricollocare nel mondo, non più rifiuto ma risorsa, non più abbandono ma recupero. E reimpiego. E allora ciò che ne deriva può essere un regalo al nostro pianeta, di bellezza e cura, che merita di essere «scartato»”.

Opera di Nunzio Paci

L’incontro con Nunzio Paci, nel contesto perfetto di questa esposizione dal titolo Scarti, è l’occasione per presentare al pubblico opere inserite in un percorso di ricerca che osserva l’arte anche da un punto di vista tanatologico culturale.

Le radiografie che un tempo venivano consegnate al paziente, oggi non hanno più l’aspetto di riproduzioni su pellicola fotografica degli organi o degli apparati anatomici, investiti e illuminati dai raggi X, ma sono state sostituite da nuovi supporti più sofisticati, creati dall’inarrestabile progresso tecnologico.

Quelle lastre, così definite nel linguaggio comune, sono oggetti appartenuti a un periodo del vissuto di qualsiasi individuo che, malauguratamente, durante il percorso dalla nascita alla morte è incappato in un momento in cui sia lecito parlare di fragilità e nel quale la consapevolezza della sofferenza è sempre possibile diventi base di un’angoscia più profonda e immobilizzante tanto da configurare nella mente umana immagini di situazioni più temibili.

Nunzio Paci

La testimonianza visibile, attraverso la tecnologia, di un incidente avvenuto durante il percorso di vita rende tangibile l’alterazione della struttura ossea. E’ quello il punto dal quale Nunzio Paci, con un lavoro accurato di invenzioni grafiche attinte nel mondo floreale tramite il sapiente uso del bulino, genera le relazioni straordinarie tra le ossa e la natura.

Connessioni apparentemente inusuali ma che trovano la propria ragione nella rappresentazione della creazione di un medicamento ancestrale, come se la trasmissione del potere dei vegetali ridefinisse il confine tra l’umanità e la natura sconfinando in territori di fantasia e visionarietà.

Opere di Nunzio Paci

Queste letture di momenti tragici sono al tempo stesso determinate dall’istinto di sopravvivenza; una strategia di difesa come assicurazione a garanzia della tranquillità necessaria per continuare a vivere. Nunzio Paci bulina la superficie della lastra scavando quei sottili solchi che armonizzano con l’invisibile sostegno rigido del nostro apparato scheletrico.

Il nuovo raffinato equilibrio che si genera tra il dolore e la sua elaborazione, si mostra come un abile lavoro di ristrutturazione a dispetto del reale e della caparbietà nel credere di non poter trovare da esso vie d’uscita.

Dinanzi alla coscienza dell’essere corpi fragili e mortali l’artista offre all’esistenza precaria una anàbasi, la possibilità di credere di poter risalire e ricostruire le fratture partendo proprio dallo scheletro essenziale dell’opera Essere Umano.

Nunzio Paci, Mario Turci, Elisabetta Pozzetti, Nicola Biondani, Nicola Vinci

Visioni dall’infra–ordinario. Scarti sarà visitabile presso il Museo Ettore Guatelli fino al 27 Novembre 2022.

Qui è possibile scaricare gratuitamente il catalogo.

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