Peggy Gou: musica, moda e potere femminile nella scena elettronica
Peggy Gou è un’autentica icona globale, che merita di essere raccontata a maggior ragione prima del suo arrivo a Milano per la prossima Fashion Week.

Peggy Gou è un’autentica icona globale, che merita di essere raccontata a maggior ragione prima del suo arrivo a Milano per la prossima Fashion Week.

Peggy Gou non è soltanto una dj: è un fenomeno trasversale che lega suono, stile, cultura e identità. Nata a Incheon, Corea del Sud, riconoscibile per il suo percorso che abbraccia diverse città – Londra, Berlino, Seoul – la storia di Peggy Gou è emblema di come la musica elettronica possa essere veicolo di autenticità e auto-espressione.
Giovedì 25 settembre 2025 la dj e producer coreana sarà all’ex Macello di Milano per il primo dei tre appuntamenti con Vision Open Air, festival che proseguirà venerdì 26 con PAWSA e sabato 27 con Solomun, una tre giorni che risulta tra gli appuntamenti clou durante la Fashion Week di settembre, come lo scorso anno abbiamo già avuto modo di raccontare.
Fin dai suoi esordi, Peggy Gou ha mostrato un approccio al fashion che non significa soltanto abbigliamento, ma parte integrante della sua identità artistica. Dopo aver frequentato il London College of Fashion, muovendosi tra styling e design, ha lanciato il suo brand KIRIN, diventato subito un’estensione naturale del suo essere: capi caratterizzati da colori vivaci, pattern audaci, ispirazioni che mescolano l’Est e l’Ovest, linee fluide e gender-fluid. Del resto nel vestire Peggy riesce a combinare elementi streetwear con pezzi più sartoriali, giocando con contrasti: oversize vs dettagli ricercati, sneakers vs accessori di alta moda.
Musicalmente, non è meno eclettica. Le sue tracce – come “(It goes like) Nanana” e “Starry Night”, la compilation DJ Kicks! – e i suoi set attraversano house, techno, disco, suoni sperimentali, riuscendo a parlare a platee diverse. Peggy Gou Ha calcato palchi importanti: Glastonbury e Coachella, su tutti, festival che richiedono non solo un forte appeal musicale ma anche presenza scenica, coerenza artistica e capacità di catalizzare l’attenzione del pubblico internazionale.
Un aspetto determinante della carriera di Peggy Gou è il fatto che è donna in un mondo che per molto tempo è stato dominato da figure maschili. Negli ultimi anni, tuttavia, la scena elettronica ha visto un aumento non solo numerico ma qualitativo della presenza femminile: DJ, producer, ma anche imprenditrici, stiliste, curatrici culturali. Peggy Gou è una delle tante artiste che stanno ridisegnando la mappa dell’elettronica: Charlotte de Witte, Amelie Lens, ANNA, Nora En Pure, Honey Dijon e tante altre contribuiscono ad ampliare ciò che si può essere come donna nel club, nello studio, nel business. Questo cambiamento porta con sé sfide: il sessismo latente, le aspettative su come debbano essere “viste” le donne, la pressione mediatica, ma anche opportunità concrete: essere al centro della scena significa avere voce, essere scelte per line-up importanti, brand partnership, editoria, moda, influenzare gusti, estetiche, culture.
foto: ufficio stampa Vision Open Air
