Oscar Wilde, scrittore, drammaturgo e grande intellettuale dell’Età Vittoriana di origini irlandesi, è stato un caposaldo del Decadentismo e dell’Estetismo. Tristemente noto anche per il processo per omosessualità che subì e che si concluse con la sua condanna ai lavori forzati. Wilde morì in povertà, sua moglie e i figli dovettero cambiare nome, con il timore che il cognome “Wilde” fosse maledetto per i successivi cento anni. Per fortuna, ciò non avvenne e ancora oggi ricordiamo un personaggio brillante che è presto diventato un’icona queer, un simbolo delle conseguenze della società vittoriana, perbenista e repressiva, che lo mandò in prigione, come disse lo stesso Wilde:

Voglio arrivare al punto di poter dire semplicemente e senza affettazione, che i due grandi momenti cruciali della mia vita sono stati quello in cui mio padre mi mandò a Oxford, e quello in cui la società mi mandò in prigione. 

Oscar Wilde, De Profundis

La città di Dublino ricorda i 125 anni dalla sua scomparsa con una serie di iniziative: una sala nel Museo della Letteratura che è già attiva e fuori Dublino il Festival In Our Dreams dal 16 ottobre (compleanno di Wilde) al 20 ottobre. Giunto alla sua terza edizione, propone vari eventi incentrati su Wilde, tuttavia si tiene a Enniskillen, che dista più di due ore di macchina da Dublino e fu un luogo molto caro all’autore in quanto studio lì dal 1864 al 1871.

Oscar Wilde

Alla scoperta della Dublino di Oscar Wilde

Dublino è una città piena di importanti scrittori, tra questi naturalmente James Joyce che nel suo Ulisse ha citato moltissimi luoghi della capitale irlandese, tanto che è possibile visitarla tramite un itinerario “joyciano”. Tuttavia, anche Oscar Wilde, benché nelle sue opere la vera protagonista sia Londra, appartiene alla città di Dublino. Innanzitutto per ricordare la sua memoria è importante visitarne la casa, situata in Merrion Square. Non si tratta della vera e propria città natale: Wilde nacque invece in Westland Row, comunque vicino Merrion Square. Qui oggi sorge l’Oscar Wilde Centre, centro di ricerca dedicato all’autore, e dove è possibile ammirare una sua statua con accanto una targa con scritto:

Oscar Wilde all’età di 14 anni trovò il suo primo lavoro qui in questo locale, sistemando scaffali e guadagnando qualche scellino nel 1860″.

A Merrion Square si trova, invece, la casa dove pochi anni la sua famiglia si trasferì, con il salotto della madre, una poetessa, e lo studio del padre, un medico. L’Oscar Wilde House ha anche inserito in una stanza le effettive misure della cella dove l’autore fu rinchiuso quando fu incarcerato. Oltre a visitare quindi semplicemente l’abitazione, entrare in questa casa significa assaporare l’essenza dell’infanzia di Wilde, con la libreria di suo padre dove egli scrisse i primi articoli e racconti brevi e dove a quanto pare conversò addirittura con Bram Stoker, celebre autore di Dracula.

Dalla sua stanza, l’autore poteva ammirare il Merrion Square Park, dove oggi sorge una statua in suo onore: l’Oscar Wilde Memorial Sculpture, Danny Osborne venne incaricato dal Guinness Ireland Group di creale e così è stata inaugurata nel 1997 dal nipote di Wilde, Merlin Holland. Di fronte la statua si trovano due statue di bronzo che rappresentano la moglie di Wilde e il dio Dioniso con incise delle citazioni tratte dalle poesie di Wilde.

Il Trinity College e il MoLi

Per immergersi nel mondo accademico irlandese che fu foriero di cultura e formazione anche per Wilde e tanti autori illustri, una visita al Trinity College è indispensabile. Farlo prima possibile può anche essere una buona idea, in quanto la bellissima Long Room della Biblioteca Antica lunga quasi 65 metri ed una delle biblioteche più imponenti del mondo, sta venendo svuotata per lavori di ristrutturazione; è anche presente una bellissima scultura della Terra al centro. In questo college, Wilde si distinse come studente brillante, studiò quelle che noi potremmo chiamare Lettere Classiche. Era brillante soprattutto in greco classico, tanto da vincere la Berkeley Gold Medal e una borsa di studio per il Magdalen College di Oxford, dove poi si trasferì.

Per gli amanti dei libri, anche il Museo della Letteratura – Moli è un’ottima meta: incentrato più che altro sulla figura di James Joyce, per la ricorrenza dei 125 anni dalla morte di Oscar Wilde ha però dedicato una sala al De Profundis, la lunga lettera che l’autore compose mentre si trovava in carcere e indirizzò all’amante Lord Alfred Douglas “Bosie”. L’opera non è semplicemente uno sfogo personale dell’autore, ma un elogio del dolore e rappresenta l’evoluzione poetica di Wilde più intensa e profonda, come suggerisce il titolo. La sala è abbastanza scarna: presenta solamente una proiezione con testimonianze di scrittori, artisti e attivisti LGBTQ+. Mentre prima all’ingresso del Museo si trova un busto dedicato a Wilde e una serie di edizioni rare delle opere dell’autore esposte in teca.

Ma mentre vi sono state ore in cui mi sono rallegrato all’idea che le mie sofferenze dovessero essere infinite, non avrei potuto sopportare che esse fossero prive di significato. Ora trovo nascosto in fondo alla mia natura qualche cosa che mi dice che nel mondo intero niente è privo di significato, e tanto meno la sofferenza. Quel qualche cosa nascosto in fondo alla mia natura, come un tesoro in un campo, è l’umiltà. È l’ultima cosa che mi sia rimasta, e la migliore di tutte; la scoperta finale a cui sono giunto; il punto di partenza per una evoluzione nuova.

Oscar Wilde, De Profundis

Ulysses Rare Books e l’immortalità
delle storie wildiane

Il vero modo per entrare in contatto con i libri di Oscar Wilde è però la Ulysses Rare Books a Duke Street: è una libreria con libri rarissimi di ogni autore irlandese. Se si chiede, è facilissimo poterli vedere o sfogliare con delicatezza e ovvia supervisione. Si trovano diverse edizioni anche molto antiche, come una seconda edizione de Il ritratto di Dorian Gray. Quest’ultimo è l’unico romanzo di Wilde ed è considerato il suo capolavoro: riecheggia in essa la tematica del doppio, racconta infatti delle maschere che portiamo come volti, della vacuità della bellezza se essa non si appoggia a un’anima pura, e della potenza dell’arte come rivelatrice di verità.

Certo l’amore è una cosa meravigliosa, più prezioso degli smeraldi e più caro degli opali. Perle e granati non possono comprarlo, né viene offerto sulla piazza del mercato. Non può venire acquistato dai mercanti, né può venir pesato sulla bilancia in cambio di oro.

Oscar Wilde, Il Principe Felice

Si trova anche un’edizione illustrata de Il Principe Felice (che dà anche il titolo a un film biografico su Wilde) firmata dall’illustratore che dà vita a uno dei racconti più toccanti della produzione di Oscar Wilde, incentrato sull’importanza dell’altruismo con una critica sprezzante all’ossessione per il denaro che ha la società, dimentica dei più deboli. Questo è solo uno tra i tanti lavori di Wilde che riecheggiano ancora oggi di profonda attualità, un’attualità che si può notare nelle sue parole e nel modo in cui ha demistificato la società, ma anche grazie alla sua triste vicenda personale.

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