Revenge porn, donna di 60 anni si erge a giustiziera di tradimenti
Il revenge porn è un reato che prevede la pubblicazione online di materiale intimo, senza il consenso del soggetto ritratto. il film "Mia".

Il revenge porn è un reato che prevede la pubblicazione online di materiale intimo, senza il consenso del soggetto ritratto. il film "Mia".

La vicenda avviene a Prato, ma accade virtualmente. Una donna di mezza età, con l’aiuto del figlio, avrebbe creato dei profili falsi sui social network con l’obiettivo di adescare giovani uomini impegnati sentimentalmente e provare attraverso materiale fotografico il loro tradimento. Il caso divenuto conosciuto attraverso la cronaca vede vittima un giovane trentenne.
La locuzione “revenge porn” riferisce alla condivisione pubblica di immagini e video intimi tramite internet, senza il consenso del soggetto ritratto. Questa pratica è definita come forme di violenza, abuso psicologico e abuso sessuale. L’obiettivo di tale pratica è la distruzione della reputazione della vittima, ma i moventi possono essere svariati. La pubblicazione del materiale pornografico avviene con lo scopo di umiliare la persona coinvolta. In molti paesi sono stati assunti provvedimenti per contrastare il fenomeno e disciplinarne il reato. Coloro che mettono in pratica il revenge porn possono essere accusati di molestia, violazione della privacy, diffamazione e in alcuni casi istigazione al suicidio. In Italia il 2 aprile 2019, dopo una petizione che ha visto la firma di oltre 100.000 mila persone, la Camera approva all’unanimità l’articolo 612-ter contenuto nel disegno di legge “Codice Rosso” che criminalizza la diffusione di materiale sessualmente esplicito senza il consenso della persona ritratta.
La donna di sessant’anni aiutata dal figlio quasi trentenne avrebbe architettato il piano per distruggere la coppia. La signora,a quanto si apprende, avrebbe scambiato conversazioni erotiche con il ragazzo, praticato del sexting – ossia lo scambio di messaggi, foto e video a sfondo sessuale – e inviato il materiale alla compagna dell’uomo, alle famiglie di entrambi, ai colleghi, stampato le chat spedendole sul luogo di lavoro della compagna della vittima.
Per mettere insieme le prove del tradimento, la donna avrebbe pedinato l’uomo con l’obiettivo di documentare la sua infedeltà. La vicenda è iniziata nel febbraio del 2020, ma non è la prima volta che la donna è protagonista di simili attività. Il suo obiettivo non è ricattare la vittima, bensì ergersi a “vendicatrice” di uomini infedeli. La donna era stata più volte segnalata, ma solo con questo caso è arrivata la condanna del tribunale di Prato. Le accuse sono revenge porn, diffamazione, stalking, sostituzione di persona, e prevedono una pena di due anni e quattro mesi nella sentenza di primo grado. Anche il figlio è stato accusato a un anno e otto mesi poiché complice nella creazione di profili falsi. Al momento non sembrano esserci precise spiegazioni sulle motivazioni che hanno portato la donna a commettere tale reato e a mirare questa coppia, le uniche motivazioni sono quelle fornite dalla signora ed è probabile che scelga in modo casuale i suoi bersagli, spinta a suo dire dalla volontà di “difendere” le donne.
La donna accusata di revenge porn non ha mai visto di persona le sue vittime, il suo obiettivo è quello di smascherare la vita nascosta della coppia presa di mira. In questo caso i due ragazzi hanno deciso di denunciare l’accaduto alle autorità. Attraverso le indagini si è compreso che alla sessantenne non bastava distruggere la vittima attraverso la pubblicazione del materiale pornografico, ma vuole che la coppia si lasci. Quando la donna viene a sapere che la coppia ha deciso di non lasciarsi, ma di denunciare l’accaduto che iniziano i pedinamenti. La coppia accortasi di essere seguita dalla donna e dal figlio li segnalano alla polizia che riesce a individuare i responsabili. Non è ancora possibile sapere quante volte la donne abbia messo in pratica queste attività, al momento però è accusata dei reati sopra riportati con una pena di in primo grado a due anni e 4 mesi.
Essendo un tema molto ampio, che può riguardare varie fasce di età e di genere, sento di consigliarvi la visione del film Mia. Un’opera che riesce a raccontare il percorso complicato di giovani ragazzi vittime di revenge porn. In questo caso la protagonista è una ragazza liceale, ma credo possa rappresentare un simbolo di questa pratica violenta che stravolge la vita della vittima e che può portare anche a conseguenze estreme. Inoltre, vi segnalo questo sito, attraverso il quale potete denunciare forme di violenza e nello specifico di Revenge Porn.
