Al vocalist Andrea Rodini abbiamo posto una sola domanda, ma quella giusta.
Il noto maestro e produttore, è stato vocal coach di Morgan nella prima e seconda edizione di X Factor nel biennio 2008-2010 , e vocal coach dei talenti di Noemi nel programma The Voice of Italy nel 2015. Inoltre insegna Arrangiamento e produzione, e Vocal Interpretation al CPM Music Institute di Milano

Ci sono tanti “artisti”, maschi e femmine, tante voci giovani che tecnicamente cantano bene, ma sono completamente privi di personalità. Perché accade questo?

Ci sono, secondo me, alcune cause concomitanti. Ne elencherò due, ma prima è importante che si definisca il concetto di personalità. Con questo termine intendo la presa in carico del fatto di essere unici e irripetibili, e il coraggio di presentare la conseguente propria visione del mondo. Parlo di coraggio perché a volte presentare la propria unica e irripetibile visione del mondo può portare con sé solitudine, difficoltà di essere compresi e riconoscimento insufficiente, quindi insoddisfazione.

Da quando il mondo è mondo, l’adolescenza è una età in cui si ha la necessità di riconoscersi in una tribù. Bene: la bella voce (e anche qui ci sarebbe da discutere su cosa sia una voce bella), la voce virtuosa da un certo punto di vista basta a se stessa, non ha bisogno di essere compresa, fa scattare immediatamente l’identificazione da parte dell’ascoltatore e il conseguente riconoscimento sociale. L’artista con la bella voce è soddisfatto e non deve cercare altro. L’ascoltatore è soddisfatto dal bello di superficie e non va a ricercare altro.

Il secondo motivo risiede secondo me nella quantità assurda di scuole di musica e di insegnanti di canto che operano in Italia. Il mercato delle lezioni di canto è floridissimo, deve la sua fortuna al sogno americano indotto dai talent show.

La grandissima parte dei miei colleghi insegnanti di canto insegnano essenzialmente Tecnica Vocale, cioè insegnano come usare la voce in maniera canonicamente giusta. Uso la parola giusta perché dentro vi è sia il significato di corretta da un punto di vista tecnico, sia di bella da un punto di vista estetico, sia di bravo, hai fatto bene i compiti che riguarda il rapporto allievo-insegnante. Ma l’arte non è mai stata giusta, né corretta, semmai bella, e a volte neppure quella. L’arte a volte è brutta, scomoda, scorretta, violenta, acida! Ma questa cosa non si può insegnare. 

Vi racconto un aneddoto: ero un giovane insegnante di canto (27 anni) e non avevo ancora chiari nè i meccanismi sopra descritti nè quelli del mercato discografico. Mi chiamó un DJ molto famoso, chiedendomi di mettere a posto la voce di un’artista che avrebbe voluto produrre. Avevo a disposizione 8 lezioni da un’ora. Prima lezione: si presentó una ragazza di una bellezza sconvolgente con una voce di una bruttezza altrettanto sconvolgente. La voce presentava errori di impostazione e tecnici talmente evidenti che paradossalmente il lavoro era facile, perché facilmente individuabile. In 8 lezioni feci quello che si può fare (poco) ma diciamo che i problemi più grossi li avevo risolti. Qualche giorno dopo la fine delle lezioni mi ritelefonó il DJ insultandomi come raramente mi è successo in vita mia. In pratica mettendola a posto avevo tolto alla ragazza le caratteristiche vocali che, per quanto brutte, facevano della sua voce una voce unica e riconoscibile. Anni dopo capii che quel DJ, che insultai a mia volta, aveva ragione.
Concludo con tre considerazioni:
1- Non ci fosse la vetrina sovraesposta dei talent, probabilmente le belle voci senza personalità non le prenderebbe in considerazione nessuno.
2- Il fenomeno bella voce in Italia sta piano piano sfumando. Gli ascoltatori della fascia di età 16/28 (da sempre quelli che determinano il mercato), ascoltano prevalentemente Hip Hop e derivati e indie pop, due generi che non necessitano di particolari doti vocali. La bella voce è relegata per l’appunto ai talent e a quello che io chiamo NAZPOP.
3- La verità è che il successo (altra parola il cui significato andrebbe indagato), ha spesso alla base una caratteristica che nulla ha a che fare con le 12 note o con la voce: il Carisma!

Il Carisma, che contiene la Personalità, è un concetto bizzarro: nessuno lo sa definire ma tutti lo riconoscono. Non approfondire la ricerca della personalità, in un mestiere artistico, porta spesso all’inutilità, soprattutto nell’uso della voce.