Woody Allen compie 90 anni. Ripercorriamo la sua carriera
La carriera di Woody Allen è costellata da opere che narrano le emozioni più recondite dell'essere umano. Oggi il regista compie 90 anni. "Midnight in Paris".

La carriera di Woody Allen è costellata da opere che narrano le emozioni più recondite dell'essere umano. Oggi il regista compie 90 anni. "Midnight in Paris".

Domenica 30 novembre 2025, Woody Allen ha compiuto 90 anni. Il suo compleanno rappresenta una festa per il cinema internazionale, un bene materiale e immateriale di cui non potremo mai scordarci. Il regista, con le sue opere, ha avuto un impatto sostanziale sulla società, sul modo di pensarci, di porci rispetto alla vita e al passare del tempo.
Ha rappresentato la società moderna con le sue schizofrenie e nevrosi, le ansie e il tempo che passa inesorabilmente verso la morte, di cui ha sempre parlato in chiave comica con risvolti profondamente filosofici. Ci ha fatto ridere, piangere, riflettere, con un impetuoso senso di inadeguatezza verso noi stessi e il resto del mondo. Woody Allen ci ha dato modo di scherzare sui problemi che più ci attanagliano, consentendoci di aprire il nostro cuore alla grottesca realtà che abitiamo e di odiarla felicemente.
Io non vorrei mai appartenere a nessun club che contasse tra i suoi membri uno come me
Io e Annie (1977)
Woody Allen, pseudonimo di Heywood Allen (nato Allan Stewart Königsberh) nasce a New York il 30 novembre 1935. È cresciuto nel quartiere del Bronx da una famiglia ebraica di origine russo-austriaco-tedesca. La passione per il cinema inizia alla giovane età di tre anni, quando la madre lo porta a vedere Biancaneve e i sette nani, da allora la sala cinematografica diventa il suo luogo preferito.
Il rapporto con la scuola non è dei migliori, sviluppa un odio nei confronti dell’ambiente scolastico, ma si dimostra interessato e capace in vari sport, tra cui la pallacanestro, il football americano, il baseball e in particolare il pugilato che dovrà lasciare su richiesta dei genitori. Ha uno spiccato talento nei giochi di magia, passione che ricorrerà in molte delle sue opere cinematografiche.
Anche il rapporto con la religione è complicato, dopo aver frequentato la sinagoga e ambienti religiosi ebraici, si allontana diventando ateo, condizione spirituale e sociale narrata largamente nei suoi film. La musica ha sempre fatto parte dei suoi interessi, in particolare il jazz, che lo accompagnerà sia artisticamente, attraverso le varie colonne sonore realizzate per i suoi film, sia nelle esibizioni con gruppi musicali nei locali newyorkesi. Pur dimostrando poco interesse per lo studio e non ottenendo risultati all’università, sviluppa una grande capacità nella scrittura, soprattutto nella produzione di gag e barzellette. Sono Walter Winchell e Earl Wilson a notare per primi il talento di Allen. Quando compie diciassette anni comincia a farsi chiamare con lo pseudonimo di “Woody Allen” e cambia legalmente il suo nome in Heywood Allen.
Il regista inizia presto a riscuotere successo con la sua scrittura e ciò gli permette di scrivere battute per personaggi dello spettacolo come Ed Sullivan e Sir Caesar. Nel 1954 viene assunto dalla rete televisiva ABC, dove diventa l’autore principale. Nel 1955 si trasferisce alla NBC con sede a Hollywood, unendosi al gruppo di scrittura di cui fa parte anche Danny Simon, al quale Allen sarà sempre riconoscente per l’aiuto ricevuto nello sviluppo della scrittura. Tra il 1956 e il 1958 lavora la teatro Tamiment dove fa esperienze sia come autore che come regista, nella scrittura e direzione di musical e sketches comici settimanali. Nel 1959 lavora con Larry Gelbart alla NBC per il The Chevy Show, programma che va in onda per oltre dieci anni e che avrà una candidatura per l’Emmy. Dopo un lungo periodo di lavoro come autore televisivo, emerge in Allen il desiderio di dedicarsi al Cabaret. Porta personalmente sul palco i pezzi comici che aveva prodotto per terzi. Nel 1959 debutta al Blue Angel e nel 1960 riscuote un gran successo, cominciando così la sua carriera di stand-up comedian.
Woody Allen in questi anni forma il suo personaggio, poi diventato famoso globalmente, un uomo nevrotico, psicologicamente turbato e continuamente sollecitato o disturbato da domande esistenziali. Il primo successo teatrale avviene con Don’t Drink the Water (1966) messo in scena al Morosco Theatre, che varrà 598 repliche. Questo è anche l’anno del debutto cinematografico per Allen, con Che fai rubi?. La produzione cinematografica continua con Prendi i soldi e scappa (1969), Il dittatore della stato libero di Bananas (1971), Tutto quello che avresti voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere (1972). Film che hanno visto la partecipazione della sua seconda moglie, Louis Lasser. Woody Allen prosegue anche la sua carriera da comico, producendo album che raccolgono i suoi maggiori successi, tra cui Woody Allen: Standup Comic.
È assolutamente evidente che l’arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita si ispira alla TV
Woody Allen, Piccola antologia del pensiero breve (Franco Montanini)
Se nel 1966 Allen debutta alla regia, già nel 1965 firma la sua prima sceneggiatura cinematografica per Ciao Pussycat, film diretto da Clive Donner, nel quale appare con un piccolo ruolo. Nel suo primo lungometraggio entra in scena anche come attore. È il 1969, quando durante i provini per la sua celebre opera teatrale Provaci ancora, Sam incontra Diane Keaton. Un incontro che varrà per la storia cinematografica otto opere, in cui i due metteranno in scena le più esilaranti, struggenti, melodrammatiche e grottesche dinamiche sentimentali che rappresentano a pieno le dinamiche amorose e intellettuali del Novecento. Una coppia che ha rappresentano la nevrosi da una parte e l’isteria dall’altra, in un controbattere di battute estremamente reali e sincere che hanno permesso alla società di accettare le relazioni per quello che sono: un casino senza fine accompagnato da un dolce romanticismo e un odio profondo. Inoltre, hanno sdoganato indelebilmente il tradimento, il desiderio sessuale al di fuori della relazione, normalizzando la separazione e il dolore che ne consegue, elementi che legano la coppia con un filo emotivo (in)distruttibile. In ordine cronologico i due attori hanno recitato insieme in Provaci ancora, Sam (1972), Il dormiglione (1973), Amore e guerra (1975), Io e Annie (1977), Interiors (1978), Manhattan (1979), Radio Days (1987), Misterioso omicidio a Manhattan (1993). I maggiori successi commerciali avvengono dopo l’esordio di Io e Annie, opera di grande rilevanza sociale per i tempi in cui venne prodotta e che si aggiudicò quattro premi Oscar: miglior film, migliore regia, miglior sceneggiatura originale, migliore attrice protagonista) e un Golden Globe. È un’opera che ha segnato positivamente un’intera generazione e ha influenzato la moda di quell’epoca. Nel 1980 Woody Allen produce Stardust Memories, opera ispirata al cinema europeo, in particolare al cinema di Federico Fellini e di Ingmar Bergman. L’anno successivo dirige Zelig, una tragicomica parodia di un documentario degli anni venti e trenta.

La fine della relazione sentimentale con Diane Keaton, sancisce un nuovo inizio cinematografico per il regista, che vedrà protagonista di molte sue opere la sua compagna Mia Farrow. In totale recitano in 13 film: Una commedia sexy in una notte di mezza estate (1982), Zelig (1983), Broadway Danny Rose (1984), La Rosa purpurea del Cairo (1985), Hannah e le sue sorelle (1986), Radio Days (1987), Settembre (1987), Un’altra donna (1988), New York Stories (1989), Crimini e misfatti (1989), Alice (1990), Ombre e nebbia (1992), Mariti e mogli (1992).

Nel 1996 Allen dirige il suo primo musical Tutti dicono I Love You, ambientato a Venezia, New York e Parigi, le tre città preferite dal regista. Nel 1998 produce Celebrity e nello stesso anno il regista esordisce anche al doppiaggio, con il protagonista di Z la formica. Nel 1999 esce Accordi e disaccordi, opera dedicata al jazz, grande passione di Woody Allen. Con il nuovo millennio il regista attraversa un periodo di crisi che termina nel 2005 con Match Point, interpretato da Scarlett Johansson e Jonathan Rhys-Meyers. In questo caso, Allen non recita nel film e scrive una sceneggiatura dramma/thriller, in parte ispirata liberamente al romanzo di Fëdor Michajlovič Dostoevskij Delitto e castigo.
Nel 2006 continua la collaborazione artistica con Scarlett Jahansson in Scoop. Successivamente Sogni e delitti. Nel 2008 il regista dirige Vicky Cristina Barcelona, quarto lungometraggio girato fuori dagli Stati Uniti. L’opera vince l’Oscar per la migliore attrice non protagonista, Penélope Cruz. Nel 2011 Woody Allen gira a Roma il celebre film To Rome with Love e nel 2013 Blu Jasmine, grazie al quale la protagonista ottiene il premio Oscar. Nel 2015 dirige la serie Crisis in Six Scenes e nello stesso anno esce il film Irrational Men. Il 2016 e il 2017 sono gli anni di Café Society e di La ruota delle meraviglie, grazie al quale il regista torna nella sua città natale. Nel 2023 Allen presenta il suo cinquantesimo film Un colpo di fortuna, prima opera recitata in francese.
Da come si è potuto comprendere, è difficile riassumere la carriera di Woody Allen in poche pagine. La vita del regista è piena di importanti riflessioni psicologiche e filosofiche che si tramandando di opera in opera e sarebbe presuntuoso supporre di poterne decifrare di ognuna le caratteristiche. Ciò che invece è indispensabile fare, in un’epoca in cui non sappiamo quanto del regista arriverà alle nuove generazioni, è raccontare l’iconico mondo dell’autore.
È risaputo che Woody Allen abbia avuto una grande passione e reverenza nei confronti del cinema europeo, in particolare per la filmografia felliniana, per le opere di Antonioni e di Bergman, oltre alle influenze godardiane. I suoi film presentano un’estetica che ricorda le opere in stile slapstick che hanno reso celebri per la loro semplicità e precisione comunicativa Charlie Chaplin e Baster Keaton.
Ciò che però reputo ancora più rilevante delle influenze storiche nella filmografia del regista, è stata la sua capacità di sfruttare drammaturgicamente i valori sociali dell’età moderna nelle sue opere. Woody Allen è stato tra i registi che maggiormente si sono esposti pubblicamente e artisticamente su temi come la psicoanalisi, dichiarando di aver compiuto 30 anni di terapia. Il tema psicologico è entrato nella sua produzione a gamba tesa. Lo ha narrato sia satiricamente sia sensibilmente, ne ha profanato i valori, raccontando anche la dimensione indispensabile del dialogo privato che l’uomo moderno necessita. Insomma, ha sdoganato qualsiasi tabù che la società avesse creato.
La rappresentazione disperatamente grottesca che Allen interpreta e che mette in scena con temi come la psicanalisi, la crisi di coppia, la depressione, è il frutto e la conseguenza di una perdita di controllo interiore dell’essere umano che necessita essere condivisa. Le opere di Woody Allen hanno permesso la condivisione della pesantezza umana, in un dialogo nato al cinema e poi evolutosi nella società.
Infine, vorrei consigliarvi un film che possa immergervi totalmente nel mondo onirico e psicologico del regista, un’opera di speranze, di amori e di molta immaginazione Midnight in Paris
