Uscito il 13 maggio 2025, Non smetterò mai di cercarti. Ogni parola è un passo verso di te, Giulia è il libro scritto da Chiara Tramontano per ricordare la sorella, Giulia Tramontano, uccisa mentre era incinta il 27 maggio 2023 dall’allora compagno Alessandro Impagnatiello.

L’omicidio di Giulia Tramontano

Giulia Tramontano è stata tragicamente uccisa il 27 maggio 2023 dal suo – ai tempi – compagno Alessandro Impagnatiello. Il delitto è stato commesso nella casa dei due a Senago, nella città di Milano. Quando è stata uccisa, Giulia aveva 29 anni ed era incinta del figlio di Alessandro, purtroppo morto nel fatto. Lo stesso giorno Giulia aveva incontrato la donna con cui Impagnatiello la stava tradendo, svelando e distruggendo il suo “castello di bugie”.

Impagnatiello è stato accusato di omicidio volontario pluriaggravato, procurato aborto e occultamento di cadavere con aggravanti di premeditazione e di crudeltà. Anche se Impagnatiello è stato condannato il 25 giugno 2025 all’ergastolo per quello che ha fatto, l’aggravante di premeditazione è stata esclusa, decisione molto criticata da Chiara, sorella di Giulia:

“Vergogna, vergogna. La chiamano legge ma si legge disgusto. L’ha avvelenata per sei mesi. Ha cercato su Internet: ‘Quanto veleno serve per uccidere una donna’. Poi l’ha uccisa. Per lo Stato, supremo legislatore, non è premeditazione“.

Chiara e Giulia Tramontano

L’aggravante di crudeltà è stata rifiutata allo stesso modo anche se, per la procuratrice generale Maria Pia Gualtieri, ha sottolineato la sussistenza di questa aggravante:

“Giulia è stata trucidata con 37 coltellate, 11 quando era ancora viva. Portava in grembo il suo bambino. Tre colpi le sono stati inferti al viso: lesioni non mortali volute per sfigurarla“.

Non smetterò mai di cercarti: “Un modo per non perderti definitivamente”

La sorella di Giulia Tramontano, Chiara, ha deciso di scrivere un libro in sua memoria, “Non smetterò mai di cercarti. Ogni parola è un passo verso di te, Giulia”, uscito lo scorso 13 maggio. Il libro non è solo un memoir ma un’elaborazione del lutto in cui Chiara cerca di riparare all’incongruenza presente tra i fatti realmente accaduti e quello che lei ricorda. Questa dissonanza percepita da Chiara è un meccanismo di difesa del nostro cervello, che cerca di proteggerci da un fatto traumatico:

“In quei giorni a Senago fatti di insonnia, incredulità e disperazione, ho perso tutto: te, i miei genitori, mio fratello e non per ultima me stessa – continua Chiara nella prefazione -. La persona che ho lasciato a Senago dopo il tuo ritrovamento non esiste più. È sepolta tra le macerie della vita che le è crollata addosso, schiacciata dal peso di domande senza risposte e della paura di un futuro vuoto” scrive Chiara nella prefazione.

Chiara cerca di resistere alla sensazione di nebbia e di offuscamento che sente nei confronti del fatto successo a sua sorella e il modo migliore è proprio attraverso questo libro. Con questo memoir, Chiara vuole ricordare Giulia come era, non come vittima di un femminicidio:

“Sento il bisogno di raccontare la tua storia attraverso i miei occhi, attraverso ciò che di te vive ancora nei miei ricordi. Un modo, forse, per non perderti definitivamente, per cercare di ancorarti a queste pagine e lasciarti esistere ancora” continua nella prefazione.

Il libro va oltre la cronaca del femminicidio, ricerca un senso da dare alla perdita di una persona cara, cerca di metabolizzare il lutto riflettendo sull’enorme dolore vissuto e sulla necessità di ricordare, anche per chi verrà dopo.

Condividi: