Conosco Giovanni Gioz Scarduelli da anni e amo la sua “mano felice”. Nel 2018 con il suo tratto ho realizzato un piccolo progetto per la scuola dedicato alla corretta nutrizione, e da quel momento ho continuato a seguire il suo lavoro. Oggi sono lieta di poter dare comunicazione, anche attraverso ReWriters, dell’uscita del suo impegnativo Romanzo Grafico intitolato Corpo a Corpo, Milano, Terre di Mezzo Editore 2025.

Corpo a corpo è un riconnettersi con il proprio passato, con l’importanza dei ricordi e le esperienze della personale adolescenza, che per Giovanni GiozScarduelli hanno avuto una funzione terapeutica permettendogli di portare oggi alle lettrici e ai lettori dei contributi fondamentali. E’ di grande valore una memoria fisica, tattile, importanti sono le semplici dimostrazioni di affetto, che spesso riuscirebbero a risolvere situazioni in cui le parole non sarebbero necessarie, perché quando comunicare con la parola diventa complicato l’affetto risolve molte situazioni facendo esplodere sentimenti ed emozioni.

Giovanni “Gioz” Scarduelli dopo alcuni anni di elaborazione del progetto, ci travolge con un lungo fumetto (336 pagine) che racconta una storia autentica e imprevedibile, capace di indagare aspetti complessi dell’adolescenza. Corpo a Corpo, come forma d’arte ben definita, si presenta al pubblico con il proprio punto di vista attraverso immagini silenziose o visivamente parlanti, per osservare le tensioni, le contrapposizioni dell’adolescenza.

Nel Romanzo Grafico è l’Amore a muovere la storia, un sentimento assoluto motore del movimento di ciò che accade, di situazioni vere raccontate per descrivere casi di vita, incontri fortuiti e fortunati, possibilità che si concretizzano a dispetto dei nostri piani. Il passato è l’unico tempo della vita che possiede il valore di realtà e comprenderlo ci aiuta a capire meglio che tutt* noi, nel territorio insondabile del caso, potremmo improvvisamente ritrovarci in un magico incantesimo, o gravat* dal peso di un dolore estremo.

Fotografia di Roberto Fontana – Giovanni “Gioz” Scarduelli – Festivaletteratura 2025 – Mantova

L’intervista

Caro Giovanni, raccontaci un po’ di te e del tuo percorso?
Sono sempre stato considerato un bambino con la “mano felice”, ho iniziato a disegnare da piccolo e mi è sempre riuscito abbastanza bene. Era la materia che prediligevo e in cui avevo i voti più alti. Non avrei mai proseguito il mio percorso scolastico in materie scientifiche o umanistiche (anche se oggi ci ripenso parecchio).
Ho studiato al Liceo d’arte Giulio Romano di Mantova, poi Visual Design all’Istituto Design Palladio di Verona e infine al MiMaster Illustrazione di Milano.
È stata una formazione molto lineare e coerente, ma sicuramente non è obbligatoria per fare questo mestiere.

Si può fare l’illustratore/fumettista anche senza una formazione artistica?
Sì, non per forza! Ognuno può sviluppare il suo metodo di disegno e i suoi strumenti senza per forza avere alle spalle un percorso artistico o accademico. Si può trovare la propria strada in questa professione anche venendo dal Classico!
Anzi, alcuni dei migliori professionisti che conosco, uomini e donne, vengono proprio dal Classico. Forse è quanto riesci a formare il tuo cervello prima della tua mano, quanto leggi e quanto osservi.

Giovanni “Gioz” Scarduelli, Corpo a Corpo, Milano, Terre di Mezzo Editore 2025

È molto interessante quello che dici, tra poco torneremo sul “Liceo Classico”.
Quindi come si inizia davvero a fare gli illustratori/fumettisti
?
Si cerca – con tutte le proprie forza – di trovare qualcuno che ti paghi per i tuoi disegni! (ride).
All’inizio è abbastanza dura, le case editrici hanno bisogno di sapere che possono far affidamento su di te, che sarai una persona con cui si potrà lavorare bene (e anche che saprai farti sfruttare un pochino, all’inizio).
È normale partire senza uno straccio di commissione, allora ce le si inventa, si prendono articoli o copertine già esistenti e si prova a lavorare su quelle. Dopo un po’ di tempo la testa avrà iniziato ad affinarsi sul mestiere e il portfolio lavori conterà un po’ di materiale da proporre ad un vero editore.
I “No” sono stati tanti, eh – non voglio dire che è stato facile. Ma piano piano i lavori fittizi hanno lasciato spazio a quelli veri. Poi è solo questione di continuare nella direzione giusta.

Corpo a corpo è il tuo ultimo libro, un lungo fumetto su un gruppo di ragazzi alle prese con le sfide dall’adolescenza. Da dove nasce? Perché hai sentito l’esigenza di raccontare questa storia?
Ho iniziato a disegnarla qualche anno fa, ancora senza sapere che sarebbe diventata un libro, cercando di mettere su carta discorsi, dialoghi e quelle dinamiche che hanno fatto parte della mia adolescenza.
Senza accorgermene stavo raccontando una storia sul corpo, ma dalla prospettiva maschile.
Per me è nato tutto come un momento terapeutico, lo facevo nei ritagli di tempo, perché mi faceva star bene tornare là con la testa. Poi ha preso più spazio, ha richiesto uno sforzo maggiore, e quando Terre di Mezzo ha intuito cosa stavo facendo mi ha proposto di farci un libro.

Giovanni “Gioz” Scarduelli, Corpo a Corpo, Milano, Terre di Mezzo Editore 2025

In Corpo a corpo si parla molto la lingua degli adolescenti, sia nel modo che nel tipo di interazioni che ci sono tra i personaggi. Parlando della tua adolescenza (ricordiamolo, sei classe 1992) hai parlato anche dell’adolescenza di oggi?
Non lo so, penso che ogni adolescenza sia diversa dall’altra, anche tra coetanei, figuriamoci tra anni e generazioni diverse. Le variabili sono tantissime.
Tuttavia penso ci sia un filo rosso che le lega tutte. Ci sono un’insieme di aspetti che vanno all’osso, che sono trasversali, e si ripetono dall’alba dei tempi: il rapporto con il proprio corpo in cambiamento e con i coetanei; con i professori o i genitori, con chi ha più autorità di te e poi – ovviamente – con le persone di cui ci innamoriamo per la prima volta.

È l’amore il motore che muove questa storia?
Secondo me sì, alla fine sta tutto lì. L’amore per se stessi, l’amore che si vorrebbe vivere, quella spinta atavica che sentiamo dentro e ci chiude lo stomaco. L’adolescenza è il tempo delle prime volte e l’amore è forse la più bella e potente, anche se può essere estremamente dolorosa.

Giovanni “Gioz” Scarduelli, Corpo a Corpo, Milano, Terre di Mezzo Editore 2025

Cosa puoi dirci del tuo disegno in questo libro? Hai usato una tecnica particolare?
Questo è il primo lavoro che ho realizzato esclusivamente in digitale.
In precedenza, nei miei fumetti ho sempre lavorato a tecnica mista: matite e chine su carta poi scansione e colore digitale.
In questo libro volevo sentirmi più libero di sbagliare e tornare sui miei passi ma anche di andare più veloce.
Mi piaceva un tratto nero, veloce e abbozzato, che si sposasse bene con il ritmo dei capitoli.

È il tratto del Liceo Classico? Come mai hai ambientato la storia proprio qui?
No, non lo definirei così, è solo il tratto di questa storia.
La scelta di ambientare questa storia al Classico viene da un piccolo trauma giovanile: alle medie fui costretto dalla prof di italiano a partecipare alla classe di latino (che sarebbe stata un’attività facoltativa). Il risultato? Non ho mai saputo da che parte iniziare. Ero completamente perso, non ci trovavo né capo né coda. Oggi non mi ricordo nulla del latino, solo quel senso di oblio, del non capirci una mazza; che è un po’ la difficoltà che ha Martino, il protagonista del libro, con il greco – complice un professore molto difficile e autoritario.
Alla fine poi, il Classico è stata una trovata narrativa per far muovere un personaggio particolare.

Giovanni “Gioz” Scarduelli, Corpo a Corpo, Milano, Terre di Mezzo Editore 2025

Corpo a corpo è uscito in libreria lo scorso 5 settembre, cosa sta succedendo adesso?
Adesso è tempo di promuoverlo! Con Terre di Mezzo stiamo organizzando una serie di eventi e un tour di promozione per andarlo a raccontare in giro per l’Italia.
Abbiamo iniziato con il Festivaletteratura, che è stato un battesimo del fuoco meraviglioso per questa storia, assieme a Alessandro Barbaglia (Scusa ma resto qui, Mondadori) e Marianna Albini.
Per non farci mancare nulla, durante i giorni del festival, abbiamo allestito una piccola mostra, con le tavole del libro, nello studio di Alessandro Sanna, che è un collega e un caro amico.
Non avrei potuto desiderare di meglio!

Giovanni “Gioz” Scarduelli, Corpo a Corpo, Milano, Terre di Mezzo Editore 2025

Si dice che quando un libro esce sul mercato per l’autore è “già vecchio”, stai lavorando a qualcosa di nuovo?
Questo libro è stato un viaggio straordinario, così lungo e impegnativo che ora penso mi godrò un po’ di riposo, in questo senso. Ci tengo ad incontrare lettori e lettrici e a portarlo nei suoi spazi, a scuola, che è un po’ dove è nato.
Ho una mezza idea per il prossimo libro, ma la faccio riposare ancora un po’ prima di buttarmici a capofitto.

Giovanni “Gioz” Scarduelli, Corpo a Corpo, Milano, Terre di Mezzo Editore 2025

C’è un sogno nel cassetto che non hai ancora realizzato?
Il sogno è ancora quello del giorno uno, ovvero disegnare una storia di Batman.
Piano piano, forse, ci stiamo avvicinando.

Te lo auguro di cuore!

Fotografia di Gabriele Greco – Giovanni “Gioz” Scarduelli

Chi è Giovanni “Gioz” Scarduelli

Classe ’92, è illustratore, fumettista e visual designer.
Collabora con i principali editori italiani (tra cui Mondadori, Rizzoli, La Stampa, Feltrinelli) per cui disegna storie, copertine e fumetti.
Insegna fumetto in corsi professionali e laboratori per i più giovani nelle scuole.
È mantovano ma vive nella bassa modenese, dove cerca spunti per storie che diano nuova luce e profondità alle adolescenze.

Immagine in evidenza: Fotografia di Roberto Fontana – Giovanni “Gioz” Scarduelli – Festivaletteratura 2025 – Mantova.

La pubblicazione delle immagini tratte dal Romanzo Grafico di Giovanni “Gioz” Scarduelli, Corpo a Corpo, Milano, Terre di Mezzo Editore 2025 per questo articolo scritto per la testata giornalistica digitale ReWriters, è stata autorizzata da Giovanni “Gioz” Scarduelli.

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