La lunga assenza da queste pagine corrisponde a una frenesia nell’esistenza materiale tra festival culturali e laboratori di poesia, dove da organizzatore ho in realtà, come spesso succede, mutuato più di quanto io abbia dato. Che, se ci riflettiamo, è il superpotere della Poesia: sei sempre un allievo, lei verrà a bussare ogni volta con più forza e a distruggere le fondamenta del tuo pensiero libero.

Bei cipressetti, cipressetti miei è stato un compagno attento ed ingenuo in questi mesi di rapido correre del tempo; Nicola Crocetti e Vivian Lamarque con il loro libro di poesia per bambini, vecchi e nuovi parlano al nostro fanciullino e, perdonate l’associazione mentale, quasi lo corteggiano.

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Un rifugio nei grandi poeti del passato

Corteggiare il nostro Es, invocarlo senza cadere nel banalità di rincorrere il Tempo Perduto, ma scavare in quel tempo un rifugio per la parola poetica più genuina e diretta, trovando nei grandi poeti del passato la chiave di volta che ci permetta di abbracciare la nostra natura caduca.

Camillo SbarbaroPadre, se anche tu non fossi il mio

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre, se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso, egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.
E di quell’altra volta mi ricordo
che la sorella, mia piccola ancora,
per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia aveva fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura ti mancava il cuore:
chè avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia e, tutta spaventata,
tu vacillante l’attiravi al petto
e con carezze dentro le tue braccia
avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo che eri il tu di prima.
Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

La poesia come una balia, una educatrice

Un conversare con le nostre coscienze passate per avere un contatto con la nostra esistenza primordiale e in più rivolgerci alla poesia come una balia, un educatrice che ci permetta di vedere le distorsioni del mondo contemporaneo da un altro punto di vista.

Il cambio di prospettiva può considerarsi in qualche modo il nostro traguardo; quando non riusciamo ad abbracciare le nostre molteplici nature e la convivenza diventa a tratti asfissiante, il consiglio che troverete sempre tra queste pagine è:

Apriti alla Poesia, apriti al tuo tempo interiore e fai tuo quello degli altri, quando il Peso del Mondo ti toglie il respiro, tu trattienilo di proposito ed annega nei Versi”

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