(English translation below)
A un anno dal lockdown natalizio imposto in gran parte dei paesi europei, il Vecchio Continente è tornato alle restrizioni per limitare la diffusione di una nuova variante di quel virus (il SARS-COV-2) che ci accompagna da quasi due anni ma che, purtroppo, non conosciamo ancora a sufficienza. Ecco le principali misure prese dai governi negli ultimi giorni.

Europa settentrionale

In Germania il governo del neocancelliere Scholz, pur continuando ad incoraggiare la popolazione a vaccinarsi ha imposto un lockdown leggero nel periodo natalizio. Il paese si trova a combattere contro una crescente radicalizzazione dei gruppi no vax sui canali social, in particolare attraverso il servizio di messaggistica di Telegram e sostenuta da esponenti del partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) che, in nome di una presunta violazione della propria libertà, istigano all’odio e alla violenza.

Anche la vicina Austria si prepara alla rapida diffusione della variante Omicron ricorrendo a misure restrittive. Qui è in vigore la cosiddetta regola delle “2-G” (Geimpft=vaccinati, Genesen=guariti), insieme all’obbligo di mascherina FFP2 per accedere a strutture ricettive, ristoranti, musei, impianti di risalita ed esercizi commeciali come i parrucchieri. I ristoranti chiudono alle 22, e la ristorazione notturna e l’après-ski sono interdetti in questo periodo (aggiornamento al 4 gennaio 2022).

Regola delle 3 G in Germania: vaccinato, testato, guarito

E’ ancora presto per affermare l’efficacia e il successo di tali misure che tuttavia, stando ai dati più recenti, sembra stiano contribuendo alla riduzione dei contagi, così come non si può escludere un nuovo lockdown (a distanza dal recente durato tre settimane) durante le prime settimane del 2022.

I Paesi Bassi, per prevenire un’incontrollabile crisi sanitaria come l’ha definita il primo ministro Mark Rutte, sono in lockdown da domenica 19 dicembre: solo i negozi di generi di prima necessità, come supermercati, farmacie e drogherie, restano aperti fino alle 20.00. invece ristoranti, bar, cinema, musei, teatri, negozi e attività non essenziali restano chiusi fino al 14 gennaio. Quanto al numero massimo di ospiti in casa, il governo ha imposto il limite di due persone.

Il confinante Belgio ha introdotto nuove misure per il contenimento della pandemia: la chiusura delle sale al chiuso di cinema, concerti e ricevimenti, ad eccezione dei matrimoni e funerali, con l’obbligo in questi casi di presentazione di Covid Safe Ticket (CST, vedi oltre) a partire da 50 partecipanti al chiuso e 100 all’aperto; la chiusura dei ristoranti a partire dalle 23, con un numero massimo di sei persone sedute al tavolo; la chiusura delle discoteche.

In Francia l’aumento del numero di casi di infezione (giunti ormai ad oltre 300.000 casi giornalieri)  ha spinto il governo a introdurre diverse misure preventive tra le principali misure, l’accelerazione della campagna vaccinale di richiamo (già a buon punto) e la chiusura dei locali notturni. Inoltre, seguendo l’esempio di Irlanda, Repubblica Ceca, Lettonia, Estonia, lo scorso 6 gennaio è stato approvato, seppure tra tante polemiche, il pass vaccinale, ed entrerà in vigore il 15 gennaio. Ci sarà inoltre un inasprimento delle misure sanzionatorie contro i falsi pass. Dal 3 gennaio è stato reso obbligatorio il telelavoro per almeno tre giorni a settimana, e sempre dal 3 gennaio sono vietati i concerti in piedi, così come nei caffè e nei bar il consumo in piedi. A partire dal 15 gennaio la validità del green pass sarà vincolata alla terza dose.

In Irlanda bar, pub e ristoranti dovranno chiudere alle 20, come anche tutti gli eventi al coperto che saranno peraltro soggetti a limitazioni relativamente al numero dei partecipanti anche nelle altre fasce orarie. Tali regole saranno in vigore almeno fino alla fine di gennaio e saranno soggette a regolare revisione.

Scandinavia

Ad esser preoccupata di una diffusione incontrollata della variante è anche la regione della Scandinavia. In Danimarca da domenica 19 dicembre sono fermi teatri cinema e sale da concerto così come parchi di divertimento e musei.

In Finlandia, dove nelle ultime settimane si è visto un’impennata di contagi, si pensa a nuove misure preventive e l’inasprimento di quelle esistenti. La situazione è particolarmente preoccupante nella terra di Babbo Natale, la Lapponia, dove ai positivi è imposta una quarantena di dieci giorni e ai turisti è consigliato di stipulare un’adeguata assicurazione di viaggio, oltre che l’onere per clienti di alberghi e strutture recettive, della ricerca di alloggi temporanei e il costo del volo di ritorno, eventualmente rimandato.

Europa meridionale

Seppure i tassi di ricovero e contagio siano numericamente più contenuti che nel resto del Continente, anche i paesi del Sud Europa hanno aggiornato e rafforzato le norme per la prevenzione di un’incontrollata diffusione di Omicron. In Portogallo, entrato nella fase di emergenza il 1 dicembre, ha anticipato l’obbligo di lavoro a distanza al 25 dicembre, così come la chiusura, prevista dalla prima settimana di gennaio, di ristoranti, discoteche e locali notturni, fino a qualche giorno fa accessibili su presentazione di un test Covid-19 negativo o certificato di avvenuta guarigione. Inoltre sono prolungate le vacanze scolastiche.

In Spagna il governo ha approvato l’uso obbligatorio delle mascherine all’aperto, anche laddove sia rispettato il distanziamento sociale e annunciato l’assunzione di personale sanitario in pensione, oltre a professionisti sanitari con qualifiche specifiche ottenute in paesi extra UE.

Anche la Grecia ha optato per l’uso obbligatorio delle mascherine all’aperto. Il governo inoltre, ha ventilato l’ipotesi di un nuovo possibile licenziamento del personale sanitario non vaccinato da aprile prossimo. Tale decisione fa seguito al provvedimento dello scorso settembre che ha portato nel paese alla sospensione dal lavoro di 10.000 operatori sanitari, a cui è seguita una parziale reintegrazione di una parte di essi, alla luce della preoccupante carenza di personale riscontrata e all’insufficiente numero di reparti di terapie intensive.

Europa orientale

In un’area del Continente in cui il tasso di vaccinazione della popolazione è ben al di sotto della media dell’UE (circa il 30% contro il 67%) si stanno finalmente mettendo a punto strategie per contenere l’avanzata del virus.

In Bulgaria, dove il tasso di vaccinazione non arriva al 30% e meno del 5% della popolazione ha ricevuto la dose di richiamo, il governo neoeletto ha dato un chiaro segnale per spingere le imprese ad aumentare il numero di vaccinazioni COVID-19, con l’introduzione di un Covid pass che, tuttavia, non sarà obbligatorio a causa dell’opposizione di alcuni partiti della compagine governativa. E non solo la loro: recenti sondaggi d’opinione mostrano che circa 45% dei bulgari afferma di non volersi vaccinare: nonostante il certificato verde sia una condizione per l’accesso a centri commerciali ed eventi culturali, non è un incentivo alle vaccinazioni, considerata la possibilità di entrarvi se in possesso di una certa quantità di anticorpi.

Anche in Romania, seppure lievemente maggiori, i numeri sono deludenti con un tasso medio al di sotto del 40% della popolazione vaccinata.

Il 2021 è finito, la pandemia purtroppo ancora no. L’impegno nella lotta al Covid-19, l’aumento delle vaccinazioni, la ricerca per lo sviluppo di ulteriori sieri più efficaci contro le nuove varianti, le misure di prevenzione e contenimento non potranno mancare nei prossimi mesi. L’augurio più apprezzato per il 2022 è che finalmente si trovi un accordo per un approccio globale alla lotta al virus, come continuano da tempo ad affermar autorevoli esperti del settore, che restano troppo spesso inascoltati e talvolta, purtroppo, addirittura ostracizzati.

ENGLISH VERSION

Welcome 2022: here are the anti Covid-19 rules to start the year well in Europe

European states begin 2022 with new rules to prevent and contain the spread of infections. To say goodbye to the virus soon.

One year after the Christmas lockdown imposed in most European countries, in the Old Continent we return to restrictions to limit the spread of a new variant of that virus (SARS-COV-2) that has accompanied us for almost two years but which, unfortunately, we still don’t know enough. Here are the main measures taken by governments on the occasion of the end of the Holiday Season.

Northern Europe

In Germany, the government of the new Chancellor Scholz, while continuing to encourage the population to get vaccinated, has imposed a light lockdown during the Christmas period. The country is fighting against a growing radicalization of no vax groups on social channels, in particular through the Telegram messaging service and supported by members of the far-right party Alternative für Deutschland (AfD) who, in the name of an alleged violation of their freedom, they instigate hatred and violence.

Neighboring Austria is also preparing for the rapid spread of the Omicron variant by resorting to restrictive measures. Here the so-called “2-G” rule is in force (Geimpft = vaccinated, Genesen = cured), together with the obligation of an FFP2 mask to access accommodation facilities, restaurants, museums, ski lifts, and commercial establishments such as hairdressers. Restaurants close at 10 pm, and night dining and après-ski are prohibited during this period (updated to 4 January 2022).

It is still too early to affirm the effectiveness and success of these measures which, however, according to the most recent data, seem to be contributing to the reduction of infections, just as a new lockdown cannot be ruled out (after the recent three weeks). during the first weeks of the 2022.

The Netherlands, to prevent an uncontrollable health crisis as Prime Minister Mark Rutte defined it, has been in lockdown since Sunday 19 December: only the shops for basic necessities, such as supermarkets, pharmacies, and drugstores, remain open until 20.00. instead, restaurants, bars, cinemas, museums, theaters, shops, and non-essential activities are closed until January 14th. As for the maximum number of guests in the house, the government has imposed a limit of two people.

Neighboring Belgium has introduced new measures to contain the pandemic: the closure of indoor cinemas, concerts, and receptions, with the exception of weddings and funerals, with the obligation in these cases to present the Covid Safe Ticket (CST, see over) starting from 50 participants indoors and 100 outdoors; the closure of restaurants starting at 11 pm, with a maximum number of six people seated at the table; the closure of discos.

In France, the increase in the number of cases of infection (which has now reached over 300,000 cases per day) has prompted the government to introduce various preventive measures including the main measures, the acceleration of the vaccination campaign (already well advanced), and the closing of night clubs. Furthermore, following the example of Ireland, the Czech Republic, Latvia, Estonia, the vaccination pass was approved on January 6, albeit amid much controversy, and will enter into force on January 15. There will also be a tightening of sanctions against false passes. From 3 January teleworking has been made compulsory for at least three days a week, and from 3 January standing concerts are prohibited, as well as standing consumption in cafes and bars. Starting from January 15th, the validity of the green pass will be bound to the third dose.

In Ireland, bars, pubs, and restaurants will have to close at 8 pm, as well as all indoor events which will also be subject to limitations regarding the number of participants in other time slots. These rules will be in effect at least until the end of January and will be subject to regular review.

The Scandinavian region is also worried about an uncontrolled spread of the variant. In Denmark, theaters, cinemas, and concert halls, as well as amusement parks and museums, have been closed since Sunday 19 December.

In Finland, where in recent weeks there has been a surge in infections, new preventive measures are being considered and the existing ones will be tightened up. The situation is particularly worrying in the land of Santa Claus, Lapland, where positives are imposed a ten-day quarantine and tourists are advised to take out adequate travel insurance, as well as the burden on hotel and accommodation customers. , the search for temporary accommodation and the cost of the return flight, possibly postponed.

Although hospitalization and contagion rates are numerically lower than in the rest of the continent, even the countries of Southern Europe have updated and strengthened the rules for the prevention of an uncontrolled spread of Omicron. In Portugal, which entered the emergency phase on 1 December, it brought forward the obligation to work at a distance to 25 December, as well as the closure, scheduled for the first week of January, of restaurants, discos, and nightclubs, until a few days ago. accessible upon presentation of a negative Covid-19 test or certificate of healing. In addition, the school holidays are extended.

In Spain, the government approved the mandatory use of masks outdoors, even where social distancing is respected, and announced the recruitment of retired health personnel, as well as health professionals with specific qualifications obtained in non-EU countries.

Greece has also opted for the mandatory use of outdoor masks. The government also raised the possibility of a new possible dismissal of unvaccinated health personnel from next April. This decision follows the provision of last September which led to the suspension from work in the country at 10.00.

Greece has also opted for the mandatory use of outdoor masks. The government also raised the possibility of a new possible dismissal of unvaccinated health personnel from next April. This decision follows the provision of last September which led to the suspension from work of 10,000 health workers in the country, which was followed by a partial reintegration of some of them, in light of the worrying shortage of personnel found and the insufficient number of intensive care units.

Eastern Europe
In an area of ​​the continent where the vaccination rate of the population is well below the EU average (about 30% against 67%), strategies are finally being developed to contain the advance of the virus.

In Bulgaria, where the vaccination rate does not reach 30% and less than 5% of the population has received the booster dose, the newly elected government has given a clear signal to push companies to increase the number of COVID-19 vaccinations, with the introduction of a Covid pass which, however, will not be mandatory due to the opposition of some parties of the government structure. And not only theirs: recent opinion polls show that about 45% of Bulgarians say they do not want to be vaccinated: although the green certificate is a condition for access to shopping centers and cultural events, it is not an incentive to vaccinate, considered the ability to enter if in possession of a certain amount of antibodies.

Even in Romania, albeit slightly higher, the numbers are disappointing with an average rate below 40% of the vaccinated population.

2021 is over, unfortunately, the pandemic is not yet. The commitment in the fight against Covid-19, the increase in vaccinations, the research for the development of furthermore effective sera against the new variants, the prevention and containment measures cannot be missed in the coming months. The most appreciated wish for 2022 is that an agreement is finally found for a global approach to the fight against the virus, as authoritative experts in the sector have been affirming for some time, which too often remain unheard and sometimes, unfortunately, even ostracized.

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