Dal 16 al 18 ottobre, il Centro Socio-culturale Ararat di Roma ospita ÇAND – Festival della Cultura Curda, una tre giorni di incontri, dibattiti, proiezioni, musica e danze per raccontare la ricchezza e la complessità della cultura curda. Un evento promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, in collaborazione con l’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia (UIKI Onlus) e con il supporto di Zètema Progetto Cultura.

L’obiettivo è chiaro: dare voce a un popolo senza Stato, ma non senza storia, lingua e identità, e offrire uno spazio di conoscenza e solidarietà in un momento in cui le lotte per la libertà, dall’Oriente al Mediterraneo, continuano a intrecciarsi.

Kurdistan: una terra frammentata, un’identità comune

Il Kurdistan non è un Paese riconosciuto, ma una vasta regione che si estende tra Turchia, Siria, Iraq e Iran, occupando un’area montuosa tra l’altopiano anatolico e la Mesopotamia. Dal punto di vista geografico, è una terra di contrasti e di straordinaria bellezza: montagne che superano i 4.000 metri, vallate fertili, ricche risorse idriche e un mosaico di climi che va dal mediterraneo al continentale.

Proprio questa posizione strategica e la ricchezza del territorio hanno fatto del Kurdistan, nel corso dei secoli, un crocevia di culture ma anche un teatro di dominazioni, conflitti e repressioni. Oggi, i circa 30-40 milioni di curdi sparsi tra i confini di quattro Stati continuano a rivendicare autonomia, democrazia e riconoscimento culturale, spesso pagando un prezzo altissimo in termini di diritti e vite umane.

Una questione politica ancora aperta

Politicamente, la “questione curda” resta una delle più complesse del Medio Oriente contemporaneo.
Nel nord della Siria, l’esperienza della Rojava ha mostrato al mondo un esperimento politico radicalmente diverso: un modello di autogoverno democratico, ecologista e femminista, basato sul confederalismo democratico teorizzato dal leader Abdullah Öcalan, tuttora prigioniero in Turchia.

Ma mentre la Rojava resiste sotto attacco, nel sud-est della Turchia la repressione contro amministratori, giornalisti e attivisti curdi continua. In Iran e in Iraq, la situazione non è meno fragile: le aspirazioni di autonomia spesso si scontrano con interessi geopolitici e risorse contese, in particolare quelle petrolifere.

Non solo Palestina: ricordare tutti i popoli in lotta

In tempi in cui il mondo guarda, giustamente, alla tragedia del popolo palestinese, è fondamentale ricordare che non esiste una sola resistenza, ma molte, e che ogni lotta per la libertà e la dignità umana merita attenzione e solidarietà.
Parlare del Kurdistan non significa sminuire altre cause, ma riconoscere che la libertà è indivisibile, e che dimenticare una parte del mondo significa rendere più debole la voce di tutte le altre.

Un festival per conoscere e condividere

Il programma del Festival ÇAND riflette proprio questa visione: tre giorni di libri, film, musica, danza e dibattiti che intrecciano politica e poesia, tradizione e resistenza.
Dalla proiezione del documentario Lêgerîn – In Search of Alina (2023) alla presentazione del libro Autunno – Appunti partigiani dal Kurdistan, fino al dibattito “Verso la pace e una società democratica in Kurdistan” con la partecipazione di Massimiliano Smeriglio, Chiara Cruciati, Giovanni Russo Spena, Piero Bernocchi, Zerocalcare e altri, l’iniziativa offre un’occasione per ascoltare e comprendere.

Durante tutte le giornate sarà possibile visitare mostre fotografiche, degustare piatti della tradizione curda e partecipare a workshop di danze popolari, in un clima di condivisione e partecipazione.

Programma: Appuntamenti da non perdere
ÇAND – Festival della Cultura Curda è molto più di un evento culturale: è un invito a non restare indifferenti, a conoscere, a tenere gli occhi aperti.
Perché ogni volta che un popolo lotta per la propria libertà, anche la nostra libertà si rinnova.

Durante tutte le giornate saranno presenti stand informativi, mostre fotografiche e sarà possibile degustare la cena curda a partire dalle ore 20:00.
Si consiglia di raggiungere il Centro Socio-culturale Ararat con i mezzi pubblici:
Metro B fermata Piramide
Autobus linee 83, 96, 719, 775

Centro Socio-culturale Ararat, Largo Dino Frisullo, Roma
16 – 18 ottobre 2025
Sito: www.uikionlus.org | Mail: info.uikionlus@gmail.com | Tel. 329 9359885

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