Nella nostra società siamo circondati sempre più spesso da storie che ci vengono raccontate, riproposte sotto forma di narrazioni fedeli che delle volte non riusciamo a distinguere il sottile confine tra il vero e la pura fantasia. Un mondo che si avvicina alla realtà per poi ributtarla nella finzione fino a lasciarci increduli è il teatro di Carlo Goldoni portato in scena da Gabriele Lavia attraverso un testo inverosimile come Un curioso accidente.

Accade in un testo narrativo dove il lettore dovrebbe accettare la sospensione dell’incredulità, sapendo che tutto quello che leggerà è una vicenda immaginaria: l’autore non gli sta raccontando una menzogna anche se fa finta di fare un’affermazione vera.

Il nostro mondo è la rappresentazione della realtà.

Alessandro Longhi – Ritratto di Carlo Goldoni (c 1757) Ca Goldoni Venezia – Close-up

La figura di Goldoni nel Settecento veneziano

Dimentichiamo il nostro tempo e torniamo indietro fino al Settecento e alla società veneziana per inquadrare al meglio la figura di Goldoni.

Una società tagliata fuori dalla vita economica e intellettuale del periodo, che piuttosto si offre agli occhi di tutta Europa come una città spettacolo per il suo carnevale, con i suoi divertimenti, costumi e maschere senza dimenticare la finzione del melodramma.

I testi teatrali sono anche occasioni, come i personaggi del suo teatro che vivono e prendono scena incontrandosi in un ritmo dettato da un continuo dialogo.

Dalla lingua al dialetto per analizzare gli strati sociali dei personaggi: dal tono basso delle classi popolari a quello medio dei bottegai per salire a quello alto delle famiglie mercantili. Ma sapeva anche guardare verso l’Europa, come in questo preciso testo, trasportandoci in Olanda nel periodo della Guerra dei sette anni.

La pace di Aquisgrana e l’inizio della Guerra dei sette anni

Gravi questioni erano rimaste aperte dopo la pace di Aquisgrana dove non si era risolto il conflitto tra Inghilterra e Francia, così nel 1756 iniziò la guerra che durò sette anni combattuta in Europa e nell’America settentrionale con la vittoria della Gran Bretagna che conquistò concretezza politica e territoriale, segnando con la sconfitta della Francia il suo tramonto coloniale.

La storia reale si ferma a questo punto in cui si innesta la vicenda inverosimile che riguarda i soldati francesi i quali, ridotti in modo malconcio sotto ogni punto di vista, decidono di spostarsi in Olanda, paese che in quel momento storico viveva in modo prospero e isolato rispetto a quello che la guerra aveva portato nel resto d’Europa. E saranno proprio l’Olanda e le vicissitudini dei soldati francesi il teatro di questo testo goldoniano, tra quelli più rappresentati all’estero, pochissime volte però portato in scena nel nostro Paese.

Tutto quello che leggiamo nel nostro tempo è un percorso a ritroso verso il passato: una guerra che ci pone delle riflessioni su innumerevoli guerre, i discorsi tra i vari personaggi non sono tanto diversi da quelli che intercorrono verso gli individui del nostro tempo.

Ci vengono raccontate storie ma troppo spesso ci dimentichiamo di leggerle facendo un’analisi critica di ogni frammento, perché pensare è diventata un’azione che richiede impegno, fatica e per questo motivo ricorriamo a narratori approssimativi che tra media e social ci spacciano delle possibili verità.

Siamo tutti un po’ malconci e cerchiamo una rivalsa esattamente come i soldati di questa vicenda che Goldoni ci propone senza farci dimenticare l’importanza della commedia all’interno delle nostre vite.

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