La scorsa domenica 2 marzo, a Domenica In è stata ospite Dalila Di Lazzaro, ex attrice e modella, e ora scrittrice, che ha raccontato le sfide che ha affrontato nella sua vita come persona, donna e madre. Dagli abusi subiti all’età di 5 anni, al rapimento all’età di 17, alla morte del figlio a cui ha dedicato la vita, Di Lazzaro ha descritto i suoi traumi e come li ha affrontati, fino all’amore con l’attuale compagno Manuel Pia.

La filmografia di Dalila Di Lazzaro: una stella del cinema

La carriera di Dalila Di Lazzaro comincia quando lei aveva solo 16 anni: l’età che aveva nel 1969 quando è nato suo figlio Christian, motivo per cui Dalila comincia a lavorare fin da giovane. All’inizio comincia come modella e indossatrice, partecipando anche ad alcuni spot televisivi del Carosello tra il 1969 e il 1975.

Nel 1972 debutta nel cinema con il film western all’italiana Si può fare… amigo di Maurizio Lucidi. Da qui parte la sua carriera cinematografica, con ruoli minori ma anche come attrice protagonista, come nel film Oh, Serafina! del 1976, diretto da Alberto Lattuada. Di Lazzaro verrà poi scritturata nuovamente in diversi film, sempre con il ruolo della femme fatale, girando diversi film e fiction, diventando protagonista della scena cinematografica italiana degli anni settanta, ottanta e novanta. Proprio negli ultimi dieci anni del ventesimo secolo però la sua carriera ha uno stop: la morte del figlio nel 1991 e un incidente motociclistico che la fa stare a letto 11 anni e le provoca un dolore cronico che ancora l’accompagna, portano ad uno stop nella sua carriera.

I suoi successi non finiscono con gli anni ’90 però: negli anni duemila si reinventa come scrittrice, con diversi libri come L’angelo della mia vita. Piccoli miracoli intorno a me, pubblicato all’inizio del 2008, e Il mio tesoro nascosto. La forza interiore che ispira la mia vita, pubblicato nel 2011. Mentre scrive e racconta la sua vita, riprende la carriera da attrice con L’ultima ruota del carro, film del 2013 diretto da Giovanni Veronesi e con le fiction Rodolfo Valentino – La Leggenda e 1992.

Dalila “la montagna”: gli abusi, la morte di Christian e l’amore trovato

Dalila Di Lazzaro era una stella del cinema, partecipando a più di 30 film durante il suo apice professionale. Una donna molto forte, perché tutto questo lo faceva con dei grandi traumi alle spalle: all’età di 5 anni è stata abusata dai figli di alcuni parenti che si prendevano cura di lei quando i genitori non potevano, e a 17 anni è stata «sequestrata da un pazzo criminale. – ha raccontato in un’intervista a Vanity Fair nel novembre del 2024 – La violenza è passata su di me 5 volte. A volte dico di me che sono una montagna. Certo, qualche cicatrice resta, ho avuto crisi di panico e mi sono curata. Ma sono robusta, ho le spalle larghe».

Una porzione della puntata si sofferma sul figlio di Di Lazzaro, Christian, morto a 22 anni a causa di un incidente stradale. Dalila vuole ricordare il figlio così com’era: amante della musica, adorava suonare con gli amici, anche se lo ha scoperto solo dopo la sua morte:

«Mio figlio suonava la chitarra. Aveva fatto un concerto al Palaeur. Si vergognava. Non amava mettersi in vista come “il figlio di”, quindi usava il cognome del babbo».

Durante la puntata di Domenica In del 2 marzo, ripercorre questi suoi dolori, raccontandoli a Mara Venier e al suo pubblico:

«Sono stata violentata 5-6 volte, ormai ce l’ho nella pelle».

Dalila racconta come la musica di Manuel Pia, suo attuale compagno, l’ha aiutata. Manuel racconta di come già conosceva Dalila, era un suo fan da piccolo, e la descrive come una donna forte, ma anche un pulcino fragile. Si sono poi conosciuti a Milano dopo un concerto di lui che Dalila era andata a sentire:

«Mi disse che era molto bravo. Tornai a Cagliari, iniziai a scrivere una canzone per lei e dalla collaborazione è nato l’amore».

Dalila non era pronta, ma Manuel è riuscito a «rompere i catenacci» che la rinchiudevano, «con tanta delicatezza. Era delicato, faceva cose per me incredibili».

Il dolore neuropatico di Dalila e l’appello al pubblico

La parte principale della puntata era dedicata al dolore neuropatico che affligge l’ex attrice e modella, con cui convive da quasi 30 anni, a causa del suo incidente motociclistico nel 1997, dopo che i medici hanno fatto un errore, e, dice Di Lazzaro, ne paga le conseguenze da allora. L’incidente è accaduto a Roma, quando l’attrice guidava il suo motorino per strade piene di buche della capitale. Mentre guidava non è riuscita ad evitare una di queste buche, sbattendo forte la testa e rompendosi la prima vertebra. La frattura era composta, e non si vedeva senza fare una lastra transorale, che i medici non volevano farle, a detta di Dalila.

Non molti parlano di questa condizione, per questo vuole farlo Dalila:

«Milioni di persone vogliono che io parlo con la mia voce. Ci sono tante persone che soffrono di dolore cronico neuropatico, anche bambini».

I motivi per il dolore cronico sono diversi a seconda della persona: si può avere come conseguenza di un incidente, o del diabete, o di un’operazione,

«Una persona su cinque al mondo soffre di dolore neuropatico», afferma Di Lazzaro.

La star è stata costretta a letto 11 anni a causa di questo errore commesso dai medici: «I chirurghi mi dicevano che non potevano far niente, i nervi si sono slabrati». Dalila racconta questi 11 anni come terribili, ma è riuscita a riprendersi, riuscendo a lavorare di nuovo.

Infine, Dalila lancia un appello ai medici:

«Qualcuno che mi ascolta, medici, fate di tutto per questa gente che non ha la parola».

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