David 2025: “Berlinguer” e “Parthenope” in vetta alle nomination
Alla 70ª edizione dei David di Donatello, in programma il 7 maggio 2025, un titolo svetta su tutti: "Berlinguer – La grande ambizione"

Alla 70ª edizione dei David di Donatello, in programma il 7 maggio 2025, un titolo svetta su tutti: "Berlinguer – La grande ambizione"

Sotto le luci dei riflettori della 70ª edizione dei David di Donatello, in programma il 7 maggio 2025 presso gli studi di Cinecittà a Roma, un titolo svetta su tutti per intensità tematica e impatto culturale. Berlinguer – La grande ambizione, diretto da Andrea Segre, è il film con il maggior numero di nomination, ben quindici. Un segnale forte che mostra come il cinema italiano stia ritrovando nel racconto del passato uno strumento per rileggere il presente.
Il film di Segre è un’opera ambiziosa, non solo nel titolo. Racconta con profondità la figura di Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano negli anni più turbolenti della storia repubblicana. Attraverso una regia asciutta e al tempo stesso poetica, Berlinguer – La grande ambizione esplora l’umanità dietro il politico, mettendo a nudo i dilemmi morali, le intuizioni strategiche e il carisma silenzioso di un uomo che ha incarnato una possibilità alternativa per l’Italia.
Il protagonista Elio Germano, già vincitore di diversi premi prestigiosi, offre un’interpretazione magnetica, capace di restituire la complessità e la riservatezza di Berlinguer senza mai cedere alla caricatura. La sua candidatura al David per la categoria “Miglior Attore Protagonista” è tra le più forti di questa edizione. Il film concorre anche nelle categorie “Miglior Regia“, “Miglior Sceneggiatura Originale“, “Miglior Fotografia“, “Montaggio“, “Colonna Sonora” e “Miglior Film“, confermando la centralità dell’opera nel panorama cinematografico del nostro paese.
Il lavoro di Andrea Segre, noto per il suo sguardo attento alle tematiche sociali e politiche, è stato capace di dare vita ad una biografia cinematografica che dialoga con il presente. In un’Italia segnata da polarizzazioni e incertezze, Berlinguer – La grande ambizione diventa uno specchio critico e necessario, una proposta di riflessione collettiva che ha trovato eco anche tra il pubblico, ottenendo ottimi riscontri al botteghino e nei festival.
Accanto a Segre, si impone Paolo Sorrentino con il suo “Parthenope“, che conquista anch’esso 15 nomination. Il regista napoletano torna a raccontare la sua città con una storia dal respiro epico e sensuale, attraverso lo sguardo di una giovane donna che incarna il mito e la contraddizione. Se Berlinguer è il volto della riflessione politica, Parthenope è il canto lirico della memoria, in un testa a testa che vede la sfida interna tra rigore documentaristico e una visione autoriale.
Ma i David di Donatello 2025 non si fermano a questi due giganti. Tra i film più candidati spiccano L’arte della gioia di Valeria Golino e “Vermiglio” di Maura Delpero, entrambi con 14 nomination, a conferma della vitalità del cinema al femminile. Golino affronta il capolavoro postumo di Goliarda Sapienza con coraggio e fedeltà, mentre Delpero torna dopo Maternal con un dramma intimo e potente ambientato nelle Alpi friulane.
Da segnalare anche l’esordio della categoria “Miglior Casting Director“, un riconoscimento atteso da tempo che valorizza il ruolo fondamentale del lavoro dietro le quinte nel dare forma e volto alle storie. Un segnale che mostra l’evoluzione del cinema italiano anche nei suoi criteri di premiazione.
Sul fronte degli attori, oltre a Germano, brillano le interpretazioni di Silvio Orlando (Parthenope), Fabrizio Gifuni (Il tempo che ci vuole) e Tommaso Ragno (Vermiglio). Tra le attrici, spiccano Barbara Ronchi (Familia) e Tecla Insolia (L’arte della gioia), protagoniste di performance intense e sfaccettate.
