La figura di Emma Goldman è ben nota anche al di fuori degli ambienti anarchici, sia in quanto oratrice e attivista coraggiosa, sia in quanto donna indipendente e anticipatrice di diversi temi del femminismo moderno. La sua autobiografia, ormai introvabile in italiano, è stata di recente pubblicata in una nuova traduzione di Luisa Dell’Acqua dalla casa editrice dell’associazione Quaderni di Paola.

Il progetto, a cura di Selva Varengo, comprende quattro volumi che coprono quarant’anni di militanza. Il primo volume della storia di Emma la rossa racconta gli anni giovanili della grande rivoluzionaria russa negli Stati Uniti. In attesa degli altri tre, è un documento di grande interesse per l’intreccio di temi strettamente biografici e riflessioni di carattere filosofico e politico.

Goldman negli Stati Uniti, gli anni giovanili di Emma la rossa

Il primo volume della storia di Emma la rossa racconta gli anni giovanili della grande rivoluzionaria russa negli Stati Uniti. Il decennio che va dal 1889 al 1899 è infatti quello in cui, dalla Russia, Emma Goldman si trasferisce negli Stati Uniti, dove si avvicina al movimento operaio a partire dalla partecipazione emotiva alle vicende dei Martiri di Haymarket (Chicago).

La gioventù di Emma la rossa, a partire da questo episodio in particolare, diventa quella di una ragazza, e poi di una donna, che sposa con estrema determinazione gli ideali anarchici e la causa della classe operaia. Il volume, però, racconta anche le relazioni con i compagni rivoluzionari e gli incontri con personaggi di spicco del movimento o della cultura del tempo.

Fra le pagine dell’autobiografia si distinguono quindi figure come Pëtr Kropotkin, John Turner e Louise Michel, ma anche Sigmund Freud. Nelle pieghe dei rapporti con gli uomini e con scrittrici come Voltairine De Cleyre, si costruisce, passo passo, la coscienza femminista di Emma Goldman.

Si tratta evidentemente di rapporti tormentati, oscillanti fra il desiderio e l’indipendenza, su cui l’autrice riflette in modo profondo, ricostruendo il percorso che la porta, in pochi anni, a diventare famosa (anche) in quanto fautrice del libero amore. Fra queste relazioni con gli uomini del movimento, che spesso rivelano tutta la loro arretratezza sulle questioni di genere, spicca quella con Alexandr Berkman, una relazione vissuta perlopiù a distanza a causa della lunga carcerazione del militante anarchico.

Il diritto all’aborto: questione che diverrà centrale nell’attivismo femminista

Non si tratta solo di questo, però. Emma Goldman si misura direttamente con una questione che diverrà centrale nell’attivismo femminista dei decenni successivi: il diritto all’aborto. Goldman si trova a interrogarsi sul tema a partire da un posizionamento molto concreto, che è quello di infermiera e ostetrica nei quartieri popolari, dove l’estrema miseria, unita alla ferrea divisione in classi di sesso, costringe le donne proletarie e sottoproletarie a continue gravidanze indesiderate.

Accanto alle riflessioni di carattere più introspettivo, come quelle che fanno emergere la difficile infanzia e i burrascosi rapporti con la famiglia d’origine, gli anni giovanili della rivoluzionaria sono un susseguirsi di eventi che ne orientano il pensiero e gli scritti. Anzitutto, la carcerazione negli Stati Uniti, a Blackwell’s Island, costituisce un’esperienza traumatica e al tempo stesso stimolante per la fede anarchica di Emma la rossa. In tutto il decennio, poi, l’attività di oratrice, sollevatrice delle masse operaie, è un leit motiv che accompagna l’evolversi delle convinzioni della rivoluzionaria.

Infine, il volume segue l’autrice nei suoi viaggi in altri paesi come Inghilterra e Austria, alla scoperta dei diversi circoli rivoluzionari, con le loro peculiarità e le loro prassi. Alcuni episodi, come quello dell’assassinio del primo ministro spagnolo Canovas de Castillo ad opera dell’anarchico italiano Michele Angiolillo, evidenziano il livello di coinvolgimento di figure dall’alto profilo intellettuale come quello di Emma Goldman nella lotta di classe e nella propaganda col fatto della fine del diciannovesimo secolo.

Se la giovane età di Emma Goldman può far pensare a una personalità non ancora matura, il primo volume dell’autobiografia è un’opera preziosa proprio per apprezzare, accanto alla dedizione rivoluzionaria di questa figura, la sua profondità di riflessione su diversi piani, dal carcere alla salute, dalla religione alle questioni razziali, dalla lotta di classe a quella per la libertà delle donne.

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