Il genocidio di Srebrenica, per non dimenticare
Quello di Srebrenica è il più grave eccidio avvenuto in Europa dopo la Seconda guerra mondiale ed è considerato un genocidio. Il film "I diari di mio padre".

Quello di Srebrenica è il più grave eccidio avvenuto in Europa dopo la Seconda guerra mondiale ed è considerato un genocidio. Il film "I diari di mio padre".

L’11 luglio ricorre il trentesimo anniversario del genocidio di Srebrenica. Quello di Srebrenica è il più grave eccidio avvenuto in Europa dopo la Seconda guerra mondiale ed è considerato un genocidio dalla giustizia internazionale.
Il massacro di Srebrenica è avvenuto durante la guerra di Bosnia ed Erzegovina (1992 – 1995), uno dei conflitti delle guerre di Jugoslavia in cui furono coinvolti diversi territori appartenenti alla ex Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.
A Srebrenica una città a maggioranza musulmana nell’est della Bosnia Erzegovina, si erano rifugiati migliaia di sfollati bosniaci musulmani per fuggire alla guerra e alla pulizia etnica in corso nella regione. Per salvaguardarli nel 1993 le Nazioni Unite designarono Srebrenica come “area protetta” sotto la tutela di un contingente olandese dell’ONU.
L’11 luglio 1995 però le forze serbe, guidate dal generale Ratko Mladić, riuscirono a entrare a Srebrenica e nonostante la presenza di truppe dell’Onu la città fu conquistata. Si saprà poi che i comandanti dell’Onu e della Nato respinsero la richiesta di attacchi aerei per fermare le truppe serbe e i caschi blu olandesi non difesero la popolazione.
Una volta entrati nella città, le forze di Mladić separarono gli adulti di sesso maschile dalle donne, dagli anziani e dai bambini. Donne, bambini e anziani vennero trasferiti in posti valutati “sicuri” ma le condizioni di vita erano durissime e molte donne subirono violenze sessuali, torture e abusi.
Gli uomini invece vennero deportati. Nel giro di pochi giorni torturarono e giustiziarono 8.372 uomini e ragazzi e li seppellirono in fosse comuni. Ad oggi circa 7.000 vittime sono state identificate e adeguatamente sepolte, le altre risultano ancora disperse.
Secondo la Convenzione Onu per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, “per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale:
a) uccisione di membri del gruppo;
b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;
d) misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo;
e) trasferimento forzato di bambini da un gruppo ad un altro”.
Il Tribunale penale internazionale per la ex-Jugoslavia (ICTY), che ha punito i principali responsabili (tra cui Mladić), e poi la Corte internazionale di giustizia hanno dichiarato ufficialmente “genocidio” quello avvenuto a Srebrenica. Le due Corti hanno riconosciuto l’intenzione da parte dell’esercito dell’allora Repubblica Serba di annientare i bosniaci musulmani attraverso torture, esecuzioni, stupri e condizioni di vita disumane.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel maggio del 2024, ha istituito questo giorno come la Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio di Srebrenica.
La storia si ripete, purtroppo. Altri genocidi si sono verificati dopo quello di Srebrenica: Sudan, Siria, Birmania, gli uiguri in Cina, e oggi, quello di Gaza.
Raccontare il genocidio di Srebrenica potrebbe, però, farci riflettere su quanto sta avvenendo a Gaza e potrebbe aiutarci a impedire che questi crimini di massa si verifichino ancora. Celebrare la memoria di Srebrenica, così come quella di altre stragi, significa onorare i morti, lenire il dolore di chi sta cercando ancora i padri o i fratelli scomparsi, e provare a non dimenticare per far sì che non si ripetano.
er continuare a ricordare o per conoscere quei giorni, ci sono film e libri che raccontano il genocidio di Srebrenica. Qui ne citiamo solo alcuni. I diari di mio padre del regista italo – bosniaco Ado Hasanović racconta la storia di Bekir, padre del regista. Attraverso i suoi diari si indaga sul come Bekir sia scampato all’eccidio. Il film è proiettato in numerosi festival e sale. Sul profilo Instagram del regista si possono scoprire i prossimi appuntamenti.
Quo vadis Aida?, invece, è la storia di una donna bosniaca che lavora come interprete per le forze dell’Onu. Aida ha accesso a informazioni riservate e quando le forze serbe invadono Srebrenica mille domande e paure la attanagliano. Il film è disponibile su alcune piattaforme a pagamento.
Surviving Srebrenica. Sopravvivere al genocidio 11 luglio 1995 è il libro testimonianza di Hasan Hasanovic, un sopravvissuto alla strage. Hasan, raccontando la storia della sua famiglia scomparsa, narra la storia di un popolo e del suo sterminio.
