In questi tempi di cancel culture dicono: chissà che accoglienza riceverebbe oggi “Lolita”. Ah, sì? E allora che direste di questo?

Io lo lessi un mucchio di anni fa e non ricordo granché della trama, anche perché una trama vera e propria mica c’è. Lo ha pubblicato nel 1972 la francese Gabrielle Wittkop, e oltre a questo – che è il suo romanzo più celebre – in Italia di suo non è stato stampato altro. Quella di questo romanzo è la storia d’amore più forte che mi sia capitato di leggere.

C’è questa frase di Kundera che prima o poi mi tatuerò sulla fronte: Il romanzo deve raccontare le varie possibilità dell’esistenza. Il romanzo indaga, non si ferma mai, non ha limiti, e tutto quello che appartiene all’uomo ha il dovere di raccontarlo. Anche le deviazioni, le pulsioni incomprensibili, le patologie fanno parte delle possibilità dell’esistenza, e vanno raccontate senza velleità censorie, perché dove il romanzo censura e si fa morale, la sua missione cessa. Il romanzo non giudica, non è un tribunale e non è Dio perché è al di sopra di Dio, ebbene sì.

E qui comunque entra in gioco Gabrielle Wittkop e il suo capolavoro. Che racconta la storia di un necrofilo e dei suoi accoppiamenti con cadaveri. Certo, parlare di storia d’amore è un po’ forzato, dal momento che entriamo nel campo del patologico.
Ma ricordatevi che siamo pur sempre in un romanzo, e stiamo navigando tra le varie possibilità dell’esistenza, tutto accade qui e noi possiamo osservarlo senza che debba scontare le conseguenze che appartengono al campo della realtà. Non solo in un romanzo non si giudica, ma in un romanzo nessuno ci giudica. Ci sentiamo sollevati, quando navighiamo nei romanzi, e allora leggete Gabrielle Wittkop e la sua immensa capacità di farci entrare in quella dimensione lì, di farci comprendere quest’uomo, e di riuscire a farci provare per lui compassione mentre leggiamo la cronaca di quella discesa nell’abiezione. Leggete Gabrielle Wittkop e la sua capacità di trasformare fino a rendere poetica (sì, poetica) l’aberrazione che abita nella realtà appena abbandonata. Leggete questa splendida storia d’amore.

Gabrielle Wittkop, Il necrofilo (Es edizioni)
P.S. Il libro è di difficile reperibilità, va scovato nei vari remainders e libracci.

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