Quando ne avevo parlato due anni fa proprio qui su Rewriters, Sant’Angelo di Roccalvecce era ancora sconosciuto ai più. Ora, soprattutto nei fine settimana, orde di turisti affollano questo piccolo borgo che, a pieno titolo, ha acquisito l’epiteto di paese delle fiabe per via dei bellissimi murales ispirati alle più note favole del nostro immaginario che ne decorano le semplici case.

E allora perché riparlarne? Perché questo borgo continua a riscrivere la sua storia con grande creatività, con spirito costruttivo e con uno sguardo attento ai cambiamenti della contemporaneità e alle istanze più pressanti delle nostre società.

La prima cosa da sottolineare è che il progetto, nonostante sia nato dall’effervescenza creativa di due intraprendenti maschi, Alessandro e Gianluca Chiovelli (Associazione Acas) è tutto al femminile: le opere, infatti, dipinte sulle case e sui muri di questo piccolo borgo del viterbese, sono state tutte concepite e realizzate da street artist donne: Tina Lo Iodice (la street artist che decora i primi murales) Isabella Modanese e Cecilia Tacconi (due studentesse universitarie di Bolzano), Daniela Lai, Layla Xing, SteReal (al secolo Stefania Marchetto, artista milanese), Stefania Capati, Rame 13 (una street artist pisana), Desiré Di Liberto (giovanissima artista di Agrigento) sono solo alcune delle autrici delle opere.

Non solo: il filo conduttore dei murales, quello delle fiabe, nasce dalla mente di una ragazza di Sant’Angelo, Egle, che ha partecipato fin dall’inizio alla nascita del progetto e tutt’ora si impegna a portarlo avanti con dedizione.

E se quando ne ho parlato nel 2020 il progetto contava poco più di venti opere, oggi ha raggiunto un totale di 56 opere distribuite in tutto il borgo. Tra gli ultimi murales si possono ricordare la Sirenetta, la Principessa di Ghiaccio, Masha e Orso, Robin Hood, le Mille e una notte, la Volpe e l’Uva, Mary Poppins.

L’altro elemento di nota è lo spirito europeistico di questo piccolo paese: qui infatti uno dei murales, quello di Mowgli il bimbo della giungla, dipinto da Rame 13, è stato finanziato dalla Comunità Europea attraverso il progetto Erasmus Plus, con lo scopo di usare la street art e le fiabe come strumenti di integrazione e cittadinanza attiva, ed ha visto la partecipazione di 35 studenti provenienti da Lituania, Francia, Spagna, Portogallo e Italia.

E che dire dell’assoluta modernità dei soggetti scelti? Colpisce ad esempio la figura coraggiosa rievocata nella ballata di Mulan, il poema di Liang Tao risalente al VI secolo a.C. e più contemporaneo che mai. L’opera infatti raffigura la protagonista del poema, la giovane eroina cinese Mulan, che si arruola in un esercito di soli uomini per difendere il suo paese al posto del suo anziano padre.

Mulan, l’eroina cinese simbolo del superamento degli stereotipi di genere

L’opera racconta le difficoltà della ragazza costretta a nascondere la sua identità femminile, il duro addestramento militare ed i suoi successi in battaglia. E infine la scoperta della sua identità di genere e l’ammirazione del generale per le sue doti da guerriera. Un’opera che sottolinea il superamento degli stereotipi sulla femminilità.

C’è un altro murales che abbatte un altro tipo di stereotipo, quello sulla crudeltà di certi animali: l’opera di Cappuccetto Rosso infatti, realizzata da Vera Bugatti nel 2021, celebra una nuova riconciliata relazione tra la bambina e il lupo, che non appare più come il selvaggio e cattivo mostro pronto a divorarla, ma come un docile cucciolo desideroso di carezze.

Cappuccetto Rosso – di Vera Bugatti

E’ una versione animalista ed ecocentrica della fiaba (scritta inizialmente da Charles Perrault con finale drammatico ma conosciuta nella interpretazione a lieto fine dei fratelli Grimm) in cui il lupo non rappresenta più il pericolo e l’ignoto. L’abbraccio tra Cappuccetto Rosso ed il lupo enfatizza il bisogno di tornare alla natura e di trovare un nuovo equilibrio tra essere umano ed altri esseri senzienti.

Anche la figura della nonna, dipinta sulla casa di fronte dalla stessa artista Vera Bugatti, scardina vecchi cliché: qui infatti ci appare un volto di donna scavato dalle rughe, ma il cui cuore pulsa ancora pieno di vita per sostenere un albero spoglio, simbolo di una natura deturpata dalla deforestazione, un albero malato ma che vive ancora, ed una donna che, seppur scavata dall’età, non cessa di emozionarsi e combattere in difesa della natura. Un’opera che ci riporta alle lotte in difesa dell’ambiente, alle tematiche ageless e al coraggio di mostrare i segni dell’età senza vergogna.

Cappuccetto Rosso e la nonna – di Vera Bugatti

L’opera di Vera Bugatti dedicata alla rivisitazione della favola di Cappuccetto Rosso è arrivata seconda al mondo su una selezione di 25 murales, ed è stata inserita nel bellissimo libro fotografico Solo Street Art Italia edito da Psicografici Editore che porta alla scoperta dei cento muri italiani più belli, resi unici dalla creatività e dal talento di cento diversi artisti di strada. Un libro a cura di Alessio Vigni con testo di Nicolas Ballario per toccare con mano una delle forme d’arte più potente di sempre.

Il libro “Solo Street Art Italia” aperto sulla pagina del murales di Vera Bugatti

E allora, se non ci siete ancora stati, correte ad ammirare la street art di Sant’Angelo di Roccalvecce e ricordatevi di lasciare un’offerta nella grande damigiana sotto il murales di Peter Pan, perché è grazie alle donazioni che il progetto artistico cresce.

Il paese delle fiabe vi aspetta per offrirvi un viaggio nell’arte urbana, alla scoperta di opere della creatività femminile capaci di riappropriarsi di questo anonimo villaggio per regalargli un’identità forte, contemporanea, femminile e avanguardistica fuori da ogni pregiudizio.

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