In questi mesi di grande cambiamento, in molti ci siamo interrogati su come il rallentare che ci è stato imposto potesse trasformarsi in un’occasione di evoluzione e innovazione. Noi ci occupiamo di comunicazione e in queste settimane la sfida è stata quella di affiancare le aziende nell’innovare la propria comunicazione per continuare ad essere vicine al proprio target. Ma come farlo? Quale comunicazione scegliere?

Anche nella moda, uno dei mercati insieme alla tecnologia più vivaci e veloci, Giorgio Armani ha chiesto di rallentare. E quindi fermiamoci tutti per qualche istante e riflettiamo su cosa stiamo facendo, sul come lo facciamo ma soprattutto ricerchiamo il perché lo facciamo. Ecco che allora diventa più che mai attuale un intervento di Simon Sinek, scrittore e saggista inglese, al TED del 2009: How great leaders inspire action.

Oggi più che mai la comunicazione deve ispirare azione e cambiamento.

Dobbiamo cambiare prospettiva, non pensare solo a cosa facciamo o come lo facciamo, ma perché lo facciamo. E in questo ci viene in aiuto Simon Sinek con il suo cerchio d’oro.

Il modo più semplice di comunicare, quello che viene più naturale a tutti, è dall’esterno verso l’interno: partiamo dai concetti più semplici, il cosa e il come, e andiamo verso quelli più oscuri, il perché, spesso senza nemmeno arrivarci. I leader e le organizzazioni in grado di ispirare l’umanità, invece, ragionano esattamente in modo opposto: pensano, agiscono e comunicano dall’interno verso l’esterno, partono da uno scopo e arrivano al cosa.

Oggi più che in altri momenti storici, le persone sono alla ricerca di guida e di valori. Siamo diventati più selettivi e attenti ai nostri consumi. Ecco allora che per emergere e farsi notare le aziende devono necessariamente impostare la propria comunicazione in modo nuovo e più efficace. È necessario rivedere il set di messaggi a partire dal perché, dalla ricerca di uno scopo, di un motivo, qualcosa in cui credere e con cui ispirare gli altri.

L’obiettivo non deve più essere semplicemente il business, bensì raggiungere coloro che credono in ciò in cui crede l’azienda, intercettare e fidelizzare coloro che sono ispirati e mossi dai nostri stessi valori.

Il cerchio d’oro di Simon Sinek non è altro che una semplificazione di come funziona il cervello umano. La sezione più esterna è responsabile del pensiero razionale e analitico, facile quindi assimilarla al cosa del nostro cerchio. Le due sezioni centrali sono invece responsabili dei sentimenti, come fiducia e lealtà, ed è qui che prendiamo le nostre decisioni. Il come e il perché del nostro famoso cerchio.

In conclusione, quando comunichiamo agendo dall’esterno verso l’interno, possiamo far comprendere concetti complessi – i nostri referenti sono in grado di assimilare numeri, dati e fatti – ma non guidiamo alcun tipo di comportamento. È solo quando agiamo prima sull’interno del cerchio d’oro che raggiungiamo lo scopo di ispirare.

Se siamo i primi a non sapere perché stiamo facendo qualcosa, quali sono i valori che ci guidano, qual è lo scopo della nostra azienda, come possiamo portare le persone a sceglierci? O a comprare i nostri prodotti? O, cosa più importante di tutte, a darci fiducia ed essere parte di quello che facciamo?

Il successo di un business non deve partire dalla ricerca della ricchezza, dal voler essere i primi. Deve partire dal sogno, dall’idea con cui vogliamo lasciare un’impronta nel mondo. Ed è questo che dobbiamo comunicare.

Un altro esempio molto semplice può essere la fidelizzazione del personale di un’azienda. Se le persone che assumiamo partecipano al nostro business solo perché interessate allo stipendio di fine mese, l’azienda non raggiungerà mai il successo. Se invece i dipendenti credono nell’idea dell’azienda, ne condividono la vision e i valori e perseguono lo stesso scopo – al di là dello stipendio – allora daranno anima e corpo affinché l’azienda raggiunga il successo. Perché ciò che facciamo è prova semplicemente del perché lo facciamo.

La gente non compra ciò che fate, compra il motivo per cui lo fate. La gente fa le cose che testimoniamo ciò in cui crede”, Simon Sinek lo ripete allo sfinimento. E questo deve diventare un mantra per tutti coloro che vogliono raggiungere una comunicazione vincente

Ci sono i leader e ci sono coloro che guidano. I leader detengono una posizione di potere o autorità ma coloro che ci guidano e ci ispirano li seguiamo non perché dobbiamo ma perché vogliamo, non per loro ma per noi stessi.

È il perché a fare la differenza, non il cosa.

Alexandra Cian, BPRESS