(English translation below)
I pessimisti diranno che questa pandemia saboterà il nostro Natale, che ne farà scomparire la magia e l’intimità famigliare. Eppure, in alcune città europee, l’incanto della cultura, dell’arte e della musica, rubato da uno stato mondiale di catalessi durato mesi, sembra essere tornato in modo speciale. Per Natale torna la musica torna, inaspettata e felicemente sorprendente. A Parigi, contestualmente alla riapertura delle numerose gallerie nei i vari arrondissement della metropoli, si presentano al pubblico i concerti di Natale in chiese dalla bellezza spettacolare e dall’estetica unica. Spaziando tra architetture settecentesche, gotiche e di stile corinzio, con un sistema sonoro ben più armonioso di quello che offre la nostra tecnologia, l’eco delle chiese, nel calore e nell’incontro, risuona del Natale. Concerti di Natale in chiese che si trasformano in spazi unici e vibranti: come quelli in collaborazione con Candle Light, concerti al lume di candela di cui abbiamo parlato in un blog precedente. Nel viaggiare nel passato, rivivendo una storia già accaduta, ci si trova ai piedi di alcune delle architetture più risplendenti che mai, accompagnati da una musica classica abbandonata da mesi.

Il prossimo appuntamento si trova alla Sainte-Chapelle, cappella gotica situata sull’Ile de la Cité, vicino alla famosa cattedrale di Notre-Dame. L’atmosfera creata per Natale in questi spazi, con questi concerti distanziati, concilia giovani e anziani, adulti e bambini, in una condivisione di amore e interesse per la musica classica, suonata e risuonata per tutta Europa. La costruzione della Sainte-Chapelle inizia nel 1240, ordinata dal Re Luigi IX, come spazio per custodire le reliquie dalla terra Santa, un’eredità che la predispone all’attenzione di cittadini di tutto il mondo. In tempi come i nostri, rimane importante ricordarsi del bagaglio storico visibile e onnipresente nella nostra cultura europea che, distribuendosi di paese in paese, unifica, ritrovando tratti simili tra città europee, vicine e cugine. Tra le luci splendenti delle vetrate policrome, uniche e celebri per la loro eleganza e pregevolezza, nelle ultime ore di luce dei giorni invernali, si è pervasi da speranza ed ottimismo. Il prossimo incontro è il 19 dicembre alla Sainte-Chapelle, 8 Boulevard du Palais, a Parigi, accompagnati dalle dolci note di Antonio Vivaldi e Johann Strauss. Chi ama la musica, il calore e l’essere insieme, non solo non mancherà a questi concerti di Natale in chiese di rara bellezza, ma inviterà a sua volta chi saprà apprezzare.

        Un altro appuntamento si trova all’Église Saint-Ephrem, luogo mitico costruito in stile corinzio, ormai casa della musica da diversi anni. Dopo aver chiuso durante il lock down, la chiesa riapre al pubblico, facendosi messaggera di una tradizione di sogno e di scambio. Dal 19 dicembre in poi, musicisti talentuosi riprodurranno opere di Liszt, Chopin, Bach e molti altri,a cui potremo assistere, accompagnati da un sorriso e una calma abissale, come solo una chiesa può offrire. In effetti, le chiese hanno questo ruolo di luoghi del silenzio e della pace, che in città caotiche come Parigi, favoriscono l’introspezione. Così, tra le sciagure e le ansie di questi ultimi tempi, concediamoci un’ora per colmare il cuore e la mente, abbandoniamoci ai ricordi di un passato che presto sarà di nuovo futuro. L’amante dell’arte non sarà deluso dai dipinti antichi ospitati nella chiesa, che ne decorano i muri da secoli.

La chiesa di Saint-Ephrem rimane famosa per la sua acustica, rinomata in tutto il quartiere Latino parigino fin dal 1733, anno di costruzione. Luogo inconfondibile, ricorda nella sua struttura la bellezza della multiculturalità, particolarmente in tempi di difficoltà nel dibattito religioso per la Francia. In effetti, nel Novecento, Saint-Ephrem accoglieva individui di diverse fedi. Era uno spazio usato da chiunque lo desiderasse, favorendo così scambi, immaginazioni, creazioni. In tal modo, si ritrova saggezza in un passato condiviso.

Ogni chiesa, cappella e cattedrale ha un elemento unico nella propria storia, identità e tradizione culturale che mostra ad un pubblico amante, distanziato da due metri, ma vicino. La chiesa di Saint-Sulpice, la seconda più grande nella capitale francese dopo Notre-Dame, ospita opere di Mozart. In più, la chiesa offre l’opportunità di usare il suo organo singolare. La consuetudine dell’uso dell’organo di Saint-Sulpice è tradizione dal diciottesimo secolo. Lo spettatore si ritrova in un luogo particolare, e la mente va alle famiglie e agli individui che viaggiarono lì sin dal tredicesimo secolo, quando ne incominciò la costruzione.
Chiudiamo gli occhi, e in tempi di Natale, cerchiamo la calma che ci offrono questi concerti non solo in questi luoghi storici, ma anche in molte altre chiese, più piccole e più nascoste.

Ma anche chi non si trova a Parigi può cimentarsi nell’esplorazione e nella scoperta di una cappella nascosta, di sonorità antiche che si librano da un organo, di rintocchi di campane oppure delle note di un antico clavicembalo. In Europa ogni chiesa può nascondere una piacevole sorpresa: e non attende che essere trovata. Nella consapevolezza di quanto siamo fortunati a poter vivere l’emozione di concerti di Natale in chiese dalla storia antichissima, aggrappiamoci al nostro patrimonio europeo, culturale e storico in un clima di unificazione famigliare che possa spargersi per tutto il continente.

Paris: churches open their doors to Christmas concerts 2020.
That’s where and when

Pessimists will say that this pandemic will sabotage our Christmas, that it will dissolve the magic and the intimacy that we find in our families. Yet, in some European cities, the enchantment created by culture, art and music, stolen by the worldwide cataclysm month after month, has come back for a unique period. Unexpected and brightly surprisingly, the pleasure of music meets us back for Christmas. In Paris, alongside the numerous art galleries which reopened in the past week throughout the metropolis, now, in churches of spectacular beauty and unique aesthetics, Christmas concerts are open to the public. Variating between architecture from the eighteenth century to gothic and Corinthian styles, with a sound system much more elaborated than what our technology offers us; the echo of churches; in the warmth of the encounter, opens back for Christmas. Not only are these concerts unique and vibrant: some of them are also in collaboration with Candle Light, candle lighted concerts discussed in a previous blog. Whilst travelling in the past, we relive an already lived story, finding ourselves at the feet of some of the most astonishing architectures, accompanied by a piece of classical music which was abandoned for months.

 The next appointment is at the Sainte-Chapelle, a gothic chapel situated on the Parisian Ile de la Cité, close to the famous Notre-Dame cathedral. The atmosphere created in those social distanced concert spaces for Christmas, brings together youth and elderly, adults and children, sharing love and interest for classical music, played again and again all over Europe. The construction of the Sainte-Chapelle begins in the 1240s, requested by king Louis IX as a space for relics from the Holy Land, constituting heredity which predisposes it for the attention of worldwide citizens for several years already. In our times, it remains important to remind ourselves of our historical baggage, visible and omnipresent in our European culture which, spreading and expanding from country to country, smiles as it finds similar traits in other European cities, neighbour and cousins. Within the resplendent lights of the coloured glass, famously unique for their elegance and sublime art, in the last hours of daylight in winter days, shine of hopefulness and enthusiastic expectations. Thus, the next meeting will be on the nineteenth of December at the Sainte-Chapelle, 8 Boulevard du Palais in Paris, accompanied by the mellow notes of Antonio Vivaldi and Johann Strauss. To whom loves music, warmth and being together at Christmas, I invite to invite at their turn.

Another appointment awaits at the church of Saint-Ephrem, a mythical site built in Corinthian style and the home of music for many years. Urged to close due to lockdown, it has opened to the public back again, enhancing a tradition of dreaming and sharing. From the nineteenth of December onwards, talented musicians will reproduce pieces by Liszt, Chopin, Bach and many others, which we will be able to attend, with a smile and a feeling of abyssal calm only present within churches. Indeed, churches play the role of silence and peace, in chaotic cities such as Paris, an introspective corner. Thus, in the catastrophes and the anxieties of our times, we shall concede an hour to feed our hearts and minds, letting ourselves imagine and remember the reality of the past, which will soon be future. Art lovers will not be disappointed by the paintings disposed around the church, adorning its walls daily for centuries now. Always tied to its musical events, the church of Saint-Ephrem never stops. The church of Saint-Ephrem perpetually remains famous for its acoustic, shining and resonating in the whole Parisian Latin neighbourhood since 1733, when it was first built. The unmistakable venue, its structure reminds of the beauty of multiculturalism, especially in difficult times concerning the religious debate in France. Indeed, in the nineteenth century, Saint-Ephrem would welcome individuals from several diverse faiths, its space by anyone who desired to, sharing, re-imagining and creating. This way, wisdom can be found in a shared past.  

Each church, chapel and cathedral have a unique element to its singular History, identity and cultural tradition which it displays to an admiring public, distanced by two meters yet close together. The church of Saint-Sulpice, second biggest in the French capital after Notre-Dame, hosts work by Mozart, also allowing the musicians to use their pipe organ. The custom of using the organ of Saint-Sulpice, alongside its various uses, has been part of its tradition since the eighteenth century, driving the public to cities and European capitals which share the same sounds and tones, all with their subjective variations. Thus, the spectator finds himself in his personal space, meeting the thought of families and individuals who travelled there since the thirteenth century, when its construction started. We shall close our eyes, and in times of Christmas, let’s look for the calm that these concerts offer us in these historical locations, but also many other churches, smaller, furtherly hidden.

 I invite those who are not in Paris to the exploration and its subsequent hope for discovery: a chapel with its pipe organs, the sound of bells or a harpsichord could be close, waiting to be found. In the good fortune of these events, we shall cling onto our European cultural and historical heritage, getting closer in times of family reunification, which spreads across the whole continent.

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