Tra le scene più attive e vivaci a Roma c’è l’Off Off Theatre, che, grazie a una programmazione attenta alla contemporaneità e a un pubblico sensibile, ha velocemente conquistato uno spazio significativo a Roma. Responsabile organizzativa Carmen Pignataro, direttore artistico Silvano Spada, che incontriamo oggi.

Silvano Spada, in merito alla sua scelta di proseguire di mese in mese a rimettere mano alla nuova stagione dell’Off Off Theatre, su quali basi (artistiche, economiche, emozionali) sta lavorando in questa direzione così controcorrente? 
Dover cambiare la programmazione, di volta in volta, in base alle date di ogni nuovo decreto, non c’è dubbio che rappresenti il lavoro più stressante, sia da un punto di vista pratico che, soprattutto, psicologico, dal momento che ogni spettacolo previsto ha necessità di organizzazione, prove, allestimenti, tecnici e scenografici da parte delle compagnie. È estremamente doloroso informare le compagnie che, per causa di forza maggiore, non potranno mettere in scena il loro spettacolo con particolare riferimento al danno economico subito.
Analogamente per il Teatro stesso impegnato in una continua programmazione, stampe tipografiche, ufficio stampa e promozioni ecc. che subiscono continue variazioni. È ovvio che gli spettacoli che rientrano nelle date che i decreti impongono di annullare, nella maggior parte dei casi diventano irrecuperabili perché le date a seguire sono già impegnate.


Quali sono i maggiori cambiamenti che il Covid ha portato nel contesto teatrale?  
Certamente ci sono settori di lavoro ancora più fortemente danneggiati a causa del covid rispetto alla situazione in cui si trova oggi il Teatro. Avevamo approntato e messo in atto tutte le direttive sanitarie per assicurare sanificazioni, mascherine, disinfettanti, termoscanner, distanziamenti, ecc. In quest’ottica il teatro ha dimostrato una grande serietà e responsabilità.

Come vorrebbe aprire la sua nuova stagione rivoluzionata?  
Al momento abbiamo previsto la riapertura della stagione il 19 gennaio, come da programma, con un grandissimo del nostro Teatro Roberto Herlitzka con lo spettacolo “In viaggio con Dante”, un evento speciale dedicato a Dante Alighieri.

Come vive un teatro come il suo… c’è qualche aiuto pubblico?  
L’ Off Off Theatre è un’impresa privata e vive degli incassi al botteghino e fin qui, dalla sua apertura, vive del successo ottenuto. Per quanto riguarda gli aiuti pubblici cerchiamo di tenerci informati sui vari ristori di cui si sente parlare.

La sua stagione si distingue per una forte attenzione alle tematiche di gender, è una scelta che attrae un pubblico comunque eterogeneo?  
Le nostre programmazioni dedicano una grande attenzione a tematiche tra le più attuali, dal disagio giovanile e sociale, all’immigrazione, dai rapporti uomo-donna a tematiche di gender. A questo proposito devo sottolineare che, come tutti i teatri da Broadway a Parigi, da Londra a Berlino, il tema della sessualità e in particolare di genere, suscitano un enorme interesse ampiamente eterogeneo.

Esiste, da parte vostra, una certa curiosità verso compagnie giovani e sperimentali. Che consiglio avrebbe per i nostri giovani artisti forzatamente fermi?  
L’attenzione verso i giovani autori, attori e registi è la caratteristica base e principale della Off Off Theatre, insieme al rispetto del ruolo delle grandi star del nostro Teatro. E sono felice e considero un grande risultato il fatto che grandi protagonisti vogliono essere sul nostro palcoscenico alternati ai tantissimi giovani talenti. Ai giovani artisti forzatamente fermi consiglio di non perdere la fiducia in se stessi, reagire ed essere certi di un futuro che, speriamo a brevissimo, tornerà ad essere vivace e costruttivo.

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