Perché invecchiamo e perché non dobbiamo per forza farlo
Vi invito a leggere "Longevità: perché invecchiamo e perché non dobbiamo farlo": quali strategie possono aiutarci a salire di livello.

Vi invito a leggere "Longevità: perché invecchiamo e perché non dobbiamo farlo": quali strategie possono aiutarci a salire di livello.

Quando ho compiuto 45 anni mi sono resa conto di aver già vissuto almeno una buona metà della mia vita su questo piano di esistenza. Nel realizzarlo mi è preso un colpo. Poi ne ho fatti 50 e la vita ha preso una piega ancora più interessante. Ora mi è evidente come non abbia molto senso focalizzarci su quanti anni abbiamo ma piuttosto su come ci sentiamo salendo di livello nel gioco della vita. Però viviamo in una società in cui se entro i trent’anni non troviamo la nostra strada sembra sia già tutto deciso e allora tanto vale stare fermi e buoni in attesa di decadere. Invecchiamo.
Eppure moltissimi personaggi interessanti hanno cominciato molto tardi le loro attività più famose, basti pensare al nostro Camilleri che avrebbe voluto fare lo scrittore per tutta la sua vita e c’è riuscito invece solo a settant’anni. Ovviamente ciò non significa che chi ama fare, o essere, in un certo modo, senza doversi reinventare ogni volta, sia da meno, ma solo che il detto «non è mai troppo tardi» è decisamente vero.
Una frase attribuita a Henry Ford recita più o meno così:
«Se pensi di farcela hai ragione, se pensi di non farcela hai comunque ragione»
come a rimarcare il concetto che il nostro pensiero, specialmente quello che si esprime in ciò che crediamo di noi stessi, crea la realtà. Moltissime persone spendono tempo e denaro nel creare i loro personaggi virtuali, ma piuttosto che lasciarci affascinare e trascinare dalla possibilità, sempre più pervasiva (vista anche la creazione di visori sempre più tecnologici), di una nuova, altra, vita virtuale, perché non giocare a vivere al meglio la nostra personale avventura?
Venendo al mondo non possiamo scegliere la nostra personale dotazione, ci penseranno i geni, l’ambiente, forse il caso, ma possiamo scegliere come usare i doni che abbiamo ricevuto (più o meno abbondanti che siano) e farlo al massimo delle nostre possibilità. Immaginare la vita come un gioco di ruolo può avere l’effetto di un sano distacco (parola piuttosto tabù alle nostre latitudini) che ci permette di osservare come stiamo giocando e cosa mettere in campo in ogni dato momento, senza farci travolgere dagli eventi.
Ma in un gioco così complesso come possiamo pensare di capire già tutto ai primi livelli? Ci vogliono errori, tentativi, ripetizioni, cambi di strategia e tutto questo richiede tempo. Il mio sentire è che il gioco della vita è fatto di un continuo inizio, cambiamento, cominciare, ricominciare, capire, fermarsi, riflettere, essere. Tutto questo non ha fine.
La vera vecchiaia probabilmente comincia quando siamo così stufi del gioco da non volerlo più giocare e ci prepariamo per uscirne, e ciò ha poco a che fare con l’età. Nonostante nella nostra cultura invecchiare sia spesso percepito come la fine della salute, della sessualità, della possibilità di amare, tutto ciò è soltanto una narrazione che possiamo scegliere di cambiare.

Inoltre, ricordando come il linguaggio e ciò che crediamo di noi stessi siano creatori di realtà, possiamo usare la metafora del gioco anche per raccontare la nostra età. Io ho da poco completato il 54° livello e sono entrata nel 55°. Pensateci, non suona meglio di «compio 54 anni»? Non è una mia idea ma la trovo geniale. In un contesto dove essere giovani sembra contare più di ogni altra cosa, avere raggiunto l’80° livello certo non è paragonabile a essere solo al 20°! Mettere in campo con leggerezza e umorismo questo tipo di linguaggio può veramente cambiare il modo in cui percepiamo il nostro maturare.
Al di là di come vogliamo pensarci comunque non dobbiamo per forza invecchiare, a quanto pare. Purtroppo negli ultimi decenni come specie abbiamo guadagnato anni di vita, ma non abbiamo aumentato di pari passo gli anni liberi da malattia, anzi. La qualità di vita però è fondamentale per continuare a godersi il gioco, e normalizzare il fatto di vivere con più patologie, difficoltà di movimento, problemi mentali già dai 60 anni in su non è … umano.
Vi invito quindi a leggere il libro Longevità: perché invecchiamo e perché non dobbiamo farlo in cui scoprire quali strategie possono aiutarci a salire di livello con un corpo sano e una mente lucida. E continuare a goderci il gioco!

