Sostenibilità nell’accezione comune è un concetto che ha a che fare con l’ambiente, e tanti si fermano lì. Ma la sostenibilità ha varie declinazioni, tutte importanti, e non è un caso che tutte siano incluse tra gli Obiettivi dell’Agenda ONU per il 2030. Eugenia Romanelli, scrittrice, giornalista e imprenditrice nonché fondatrice di ReWriters, ha scelto di dedicarsi alla sfaccettatura forse meno nota del tema: la sostenibilità sociale, cioè

“quel concetto che vuole impattare sulla felicità degli esseri umani”.

Agenda 2030 appuntamento per la specie umana

L’agenda 2030 è un appuntamento ineludibile perché offre alla specie umana, responsabile dei danni inflitti all’equilibrio del pianeta, l’opportunità di riparare cambiando direzione rispetto a sistemi produttivi insostenibili. Di insostenibile, però, troppo spesso c’è anche il nostro modo di stare insieme come società, ad esempio imponendo concetti dogmatici di normalità e maggioranza alla varietà e unicità delle persone reali.

Eugenia Romanelli è certa che si possano costruire società virtuose solo creando le condizioni affinché ogni individuo possa sviluppare ed esprimere le sue potenzialità; e spiega che le leve più efficaci per mettere in moto questo processo sono il pensiero divergente, la creatività, il dare voce ai punti di vista altri di cui sono portatrici le persone e le comunità finora marginalizzate, per abbattere i pregiudizi di cui la nostra mentalità è ancora piena. E’ per questo che ha fondato il movimento culturale ReWriters, che attraverso la sua molteplicità di voci punta a fare informazione e divulgazione per una cultura delle unicità.

Finora soggetti politici e organizzazioni – con qualche bella eccezione – ne sanno poco di sostenibilità sociale e poco hanno fatto per raggiungerla, ma a suo modo anche questa è una buona notizia: vuol dire che possiamo fare ancora tanto.

Condividi: