Sul treno per il sud una ragazza legge “Prima o poi l’amore arriva” di Stefano Benni


Il Lupo se n’è andato sulla luna.
Qualche anno fa, quando ho saputo che stava male ero in un hotel decadente bukowskiano di Bologna e scrissi una poesia finita poi, quasi nascosta, nell’antologia “Fuori piove una canzone di Jannacci”. Ora mi sembra il mio modo migliore per ridargli indietro un pezzettino di poesia, satira e commozione che ci ha saputo donare.
Sul treno per il sud una ragazza legge Prima o poi l’amore arriva di Stefano Benni.

In via indipendenza una homeless
si è costruita una casa di Barbie di cartone
per riscaldarsi legge Il Corvo di Edgar Allan Poe
le mie monete nel bicchiere di plastica non fanno rumore
per vedere il Compianto di Nicolò dell’Arca bisogna pagare
mi salva solo un vocalizzo di Rachele Bastreghi in Nessuno
e un trancio alle acciughe da Altero
la cassiera guarda negli occhi e sorride materna agli studenti
e disinfetta le ferite delle cariche della polizia
Ho riconosciuto la maschera del Teatro Duse
l’ho vista al teatro greco ammazzare i suoi figli
Al mercatino di piazza Irnerio
trovo una medaglia in argento con la faccia di Antonio Gramsci
ed il vinile del Lamento dei mendicanti di Matteo Salvatore
Jacqueline du Pré con il cielo salato negli occhi
mi racconta in sogno
che ha fatto visita al Lupo nella casa di cura
non ricorda più di essere un grande poeta
e le ha chiesto di portarlo via da quel luogo dal giardino finto
a Piazza Grande espongono una Ferrari
Lucio disegnato da Manara sul muro di via d’Azeglio
nevica mare dagli occhiali
compro un biglietto della lotteria di capodanno
come segna-pagine Del teatro e il suo doppio di Artaud
sul treno per il Sud
una ragazza legge Prima o poi l’amore arriva di Stefano Benni.
