In occasione di uno dei giorni più belli della mia vita, desidero raccontarvi della band con la quale sono cresciuta e della loro musica: i 5 Seconds of Summer.

I 5 Seconds of Summer sono una band pop-punk e rock nata nel 2011 in Australia. È composta da quattro ragazzi, ormai compagni di vita migliori amici, in ordine d’età: Ashton Irwin (batteria e voce), Calum Hood (basso e voce), Michael Clifford (chitarra e voce) e Luke Hemmings (chitarra e voce principale). Tutti i membri partecipano al processo creativo dei brani, soprattutto nelle tre pubblicazioni più recenti, gli album Youngblood, Calm e 5SOS5.

Sono un gruppo musicale, a mio avviso, fin troppo sottovalutato, nonostante tra il 2014 e il 2015 fossero in testa alle classifiche con il brano She Looks So Perfect, che li ha consacrati e ha dato loro fama mondiale. Il loro successo è stato sicuramente favorito dall’essere stati scelti dagli One Direction nel 2014 nel loro Where We Are Tour come band d’apertura. Questa esperienza ha dato al gruppo l’opportunità di essere sempre maggiormente conosciuti.

Da quegli anni – caratterizzati da skinny jeans, camicie di flanella, Converse, bandane improbabili e t-shirt di vecchie band – tutto è stato un crescendo: i loro singoli She’s Kinda Hot e Hey Everybody hanno conquistato le radio nazionali e mondiali, ma anche il piccolo schermo.

I nuovi 5 Second of Summer

Già con il loro secondo album in studio Sounds Good Feels Good, i ragazzi indagano e scoprono generi diversi, riuscendo a far coesistere le canzoni Money, Broken Home e uno dei loro capolavori: Outer Space/ Carry On in uno stesso album. Proprio in questo, abbracciano nuove tematiche, ben diverse dalle cotte adolescenziali di cui parlano nella loro prima pubblicazione: la disoccupazione giovanile, l’enorme dolore che prova un figlio nel vedere i genitori litigare, il sentirsi invisibili, la voglia di rinascita e di non mollare mai.

È con l’album Youngblood che, a parer mio, riescono a trovare la loro vera essenza e unicità: qui, raccontano l’amore in tutte le sfumature del dolore che esso può dare, con le canzoni Lie To Me, More e Ghost Of You, dove approdano alla consapevolezza di essere ancora troppo giovani per saper parlare d’amore. Nell’album, inoltre, non rinunciano mai al dualismo tra ballad romantiche e rock, che li contraddistingue.

Ritrovano, però, speranza nell’amore con il loro quarto album Calm (per altro, l’acronimo dei nomi Calum, Ashton, Luke e Michael). Fondamentali per questa nuova ottica sono i brani Best Years, Lover Of Mine e Wildflower, nelle quali raccontano l’amore con più consapevolezza, con dei nuovi sound, a tratti più folk e pop.

Il climax viene raggiunto, dal mio punto di vista, con l’album 5SOS5, rilasciato il 23 settembre 2022, dove riescono a dire ciò che tutti noi avremmo bisogno di sentirci dire, con la delicatezza che in pochi sanno avere. Sarò di parte, ma, i brani sono uno più bello dell’altro, creando delle armonie perfette e un messaggio coerente. I sound, gli arrangiamenti, i tesi si intrecciano quasi come fossero un dipinto espressionista: ricco di emozioni, carico di amore, talvolta di rabbia, ma anche di speranza e di paura, sempre con la loro unica dolcezza, con la quale ti prendono per mano e ti portano a casa, perché è esattamente lì che ti fanno sentire.

Il mio legame con i 5SOS

Sono stata totalmente travolta dal loro ultimo album, tanto che partecipare al loro concerto al Mediolanum Forum di Assago il 26 settembre 2023 è stato inevitabile e, al contempo, la data che più aspettavo con gioia da sei mesi: sentivo il bisogno di rivederli, per la seconda volta, dopo quell’indimenticabile 17 novembre 2018.

Dopo cinque anni, il mio amore per la loro musica e per la band non era affatto affievolito, tutto il contrario. Oltre al loro talento, è la loro genuinità a renderli unici, tanto che il fandom, la “5SOSfam”, vede in loro dei fratelli maggiori.

Personalmente, li ascolto dal 2014 e posso dire di essere cresciuta con loro: ci sono stati in ogni momento della mia vita – bello e doloroso – sempre nelle mie cuffie e nella mia voce. Ci sono stati nei momenti di massima felicità dopo aver preso un bel voto a scuola, li ho ascoltati il giorno della mia Laurea alla Triennale, ci sono stati durante la malattia di mia madre. Ci sono stati nel percorso verso la Scuola Media in Sicilia e ci sono ogni mattina nel tragitto verso l’Università in Lombardia.

Diamo voce alla 5SOSfam

Avevo comprato il biglietto per il parterre e il 26 settembre, con un’amica (conosciuta, per altro, durante il mio primo concerto dei 5SOS, nel 2018), abbiamo fatto la fila per assicurarci un posto più vicino al palco. Parlando con la 5SOSfam, ci siamo accortə che, non solo noi fan siamo cresciutə con loro, ma anche la band è cresciuta con noi: da piccolə, infatti, cercavamo di indovinare i nomi delle fidanzate dei membri in modo scherzoso; adesso, invece, pensiamo a quale sarà il nome scelto da Michael e sua moglie per la bimba che nascerà.

Sempre durante le interminabili ore di attesa in fila – sotto il sole cocente del tutto inaspettato – ho avuto l’immenso piacere di intervistare fan, dai più giovani alle mamme e i papà appassionati.

Emma, 23 anni, mi racconta di aver conosciuto i 5 Seconds of Summer proprio grazie a Luke Hemmings, che seguiva su YouTube e di conseguenza ha iniziato a seguire loro. La sua canzone preferita è Heartbreak Girl e mi ha confidato che, grazie ai 5SOS si sente capita da ogni punto di vista.

Ludovica, 22 anni, ha conosciuto i 5 Seconds of Summer a 13 anni, grazie a MTV, che trasmetteva sempre il video musicale di Don’t Stop. La loro canzone che ama di più è Wrapped Around Your Finger (che, tra l’altro, è anche la mia preferita). La ragazza mi ha rivelato di come il gruppo la faccia sentire bene: «È come se mi dicessero “è tutto a posto».

Asia, 21 anni: «Li ho conosciuti grazie ad una mia amica, che mi ha fatto ascoltare Unpredictable, ma la mia canzone preferita è Why Won’t You Love Me». Mi ha raccontato di come il gruppo la faccia sentire protetta.

Valentina, 21 anni, «È stata Asia a farmeli conoscere, ricordo che a liceo, passava ore a guardare le loro foto sul telefono. La mia canzone preferita è Emotions, quando li ascolto sono tranquilla, rilassata».

Linda, 18 anni, ha conosciuto i 5SOS molto casualmente, cercando i vari concerti in programma al Forum: «Me ne sono subito innamorata. Un’ora dopo averli ascoltati per la prima volta, ho deciso di comprare i biglietti, mi fanno sentire bene. La mia canzone preferita è Ghost of You».

Lara, 17 anni, ha conosciuto la band durante la pandemia e ora li segue da tre anni. Riescono a mettere in musica tutto ciò che lei prova.

Mauro, 52 anni, è il papà di una piccola fan del gruppo. L’uomo mi ha raccontato di come loro siano stati d’aiuto a legare ancora di più con sua figlia, inoltre «Sono i soli, tra le band più giovani, che riescono a fare musica di qualità e che ricordano un po’ la musica che ascoltavo io da ragazzo».

Angela, 43 anni, fa compagnia al concerto a sua figlia, «Io e mia figlia siamo sempre state molto unite, ma loro ci hanno permesso di stabilire un legame ancora più forte, li cantiamo a squarciagola in macchina insieme e la mia canzone preferita è Youngblood».

Marcus, 19 anni, mi ha confidato di aver comprato i biglietti per la sua fidanzata, che li segue da molti anni e – nonostante non voglia ammetterlo – anche lui è diventato un loro fan, soprattutto perché, adesso, può rendere felice la sua dolce metà.

Elena e Alice, 18 e 16 anni, sono due sorelle che condividono l’amore per il gruppo, un posto sicuro, da poter vivere in serenità e in sorellanza. La loro canzone preferita è Broken Home.

Il concerto

Finalmente, termina l’attesa e io e le ragazze con le quali ho fatto amicizia in coda non abbiamo esitato a correre più velocemente possibile per raggiungere un punto all’interno dell’arena in cui ci fosse una buona visuale.

Il concerto è iniziato e sono stata piacevolmente sorpresa dal duo musicale che ha aperto lo spettacolo: gli AR/CO, composto, tra l’altro, da Mali-Koa Hood (sorella di Calum) e specializzati in musica elettronica. Sono riusciti, fin da subito, a catturare il pubblico con la loro energia positiva e amorevole, per questo, anche io ve li consiglio.

Poi, i 5SOS – dopo aver enunciato le regole di sicurezza – hanno fatto il loro ingresso ed è stato il delirio. Le prime due canzoni fanno parte della lista delle mie preferite: Bad Omens e 2011. Il gruppo, a mio avviso, ha pensato in modo strategico al coinvolgimento del pubblico, proponendo due giochi: un dado gigante lanciato nel parterre in cui, su ogni faccia, era presente il titolo di una canzone che avrebbero dovuto cantare e una sfida all’ultimo rumore tra il pubblico e il batterista.

Per me, la felicità sono loro, la loro musica, il passare due ore senza pensieri, mentre si osservano i loro sorrisi genuini – erano immensamente gioiosi su quel palco – e si canta con loro. Sono ricordi che terrò per sempre nel mio cuore

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