Passeggiando per una Dublino notturna, l’occhio si dirige verso ombre che portano uno strumento sotto al braccio. Da dove proviene il suono dell’arpa, quello del flauto, della fisarmonica e del violino? Da dove spuntano tali melodie celtiche? Usati nella musica tradizionale irlandese, questi strumenti cantano una storia nei pub di tutta l’Irlanda.
La loro musica si sparge in Europa attraverso i pub irlandesi, espressa dal vivo a Dublino in una maniera unica. In questi luoghi, giovani e anziani si ritrovano per diffondere una musica che racconta la loro storia, rappresenta la loro cultura e apre la possibilità del viaggio oltre frontiera. Un’esperienza di questo genere si può vivere nel quartiere di Stoneybatter, in cui l’identità di un paese si racconta nei i suoi canti e nei suoi concerti, di cui ognuno è musicista. Nella capitale irlandese, due destinazioni uniche per un sogno musicale e un’approccio multiculturale alla storia del paese sono ‘The Cobblestone ‘e ‘McNeills‘, pub in cui lo spettatore diventa spettacolo e che sono meta privilegiata dei giovani. Grazie a questa musica la storia non cade mai nell’oblio: niente viene distrutto nel progresso del ruolo irlandese nel progetto europeo. Questi spazi uniscono con calore e fantasia chi viene da tutta Europa, e anche io, da italiana, mi sento a casa.  

Arrivando con uno strumento, chiunque abbia un minimo di conoscenza musicale può partecipare al concerto. Paradossalmente, nel pub rumoroso, per ogni canto e composizione tutti si quietano, lasciando spazio a voci e strumenti. La raccolta di storie comincia così, partendo dal  signore irlandese il cui padre faceva parte dell’IRA, al Protestante che scappò dalle bombe di Belfast per Dublino, dove non trovò mai lavoro a causa del suo accento, passando per la signora col cappello che passò sei anni nelle ‘Case Magdalene’ fino al ragazzo tedesco che si innamorò della musica celtica e lì si trasferì. Questi luoghi sono e raccontano pezzi di pura storia – come da McNeill’s, negozio di strumenti irlandesi tradizionali aperto nel 1834 poi convertito in pub, famoso per le sue ‘pub sessions’ dal giovedì al sabato. Così, anno dopo anno, si è creato un modo travolgente di rivivere il passato da una prospettiva personale, includendo cultura musicale e storica, facendo rivivere a giovani e stranieri il passato, costruendosi adesso su un filo di identità europea che riunisce il pubblico intero. In questa realtà della quale siamo tutti attori e spettatori, dall’isola al continente, attraverso l’amore per la musica e la storia dell’altro, si sparge un sentimento unico di passione, serenità e coraggio.

Tale ricchezza si ritrova anche nei Jazz club di Parigi. È facile immedesimarsi passando per Rue des Lombards, dove la musica diventa aria e il luogo il suo strumento, dove l’individuo si pone di fronte a un’altra storia, attraverso una lingua che non si parla ma si ascolta, si incontra. A Parigi, Rue des Lombards è il luogo per una serata d’incontro e condivisione, nel jazz bar ‘Le Baiser Salé’, il classico Le Duc des Lombards’ e l’unico ‘Sunset Sunrise’. Grande meta per giovani come il ‘Cobblestone‘, dà un’opportunità unica per scoprire l’identità del vicino europeo, nella quale ci si riflette, comparando modi e opinioni tra ragazzi e anziani. 

Come in una scuola, in questi locali, attraverso la musica si volta pagina per poterne scrivere una nuova insieme, mettendo nel bagaglio culturale l’immenso rispetto per la tradizione, tenuta stretta sotto al braccio mentre si cammina verso un pub. Così, degli altri si capirà l’origine e il passato, elementi essenziali per costruire un sentimento di appartenenza continentale. Lo smacco del nazionalismo che costituì i fondamenti dell’Europa non significa l’abbandono di una propria cultura e tradizione; al contrario, è l’inizio di una nuova storia, diversa e costruita insieme.  Così, si suona una storia che ha formato il proprio paese e che adesso cresce parallela e intrinseca al continente.
Pezzi prima mai uditi si compongono in un sospiro da persone di diversità infinita, riunendo un pubblico col desiderio di ascoltare il racconto dell’altro, di costruire qualcosa di nuovo attraverso il suono del violino, dell’arpa, della tromba e del sassofono. Insieme, costruiamo qualcosa di nuovo, insieme ci ascoltiamo e ci ricreiamo. Attraverso queste storie, alcune più occulte di altre, riscopriamo la nostra Europa, immaginandola in un modo nuovo.  Questa musica non evoca un nazionalismo profondo, anzi, preferisce tenere ricordo e affetto per la propria patria, prendendo una strada nuova, verso un continente europeo, senza tuttavia dimenticarne la sua vera appartenenza.

Così, la musica svela, rende visibile una storia, raccoglie e accoglie persone da tutta Europa, offrendo uno spazio di scambio che dà luce alla bellezza multiculturale di chi ama soddisfare la sua curiosità continentale di sapere cosa succede oltre la riva.
I ritmi soavi parigini non si ripetono altrove, come non si rivede una ragazza con un’arpa sottobraccio entrare in un pub a Roma. Così, si ricorda la storia di posti diversi ma uniti, attraverso lo scambio e il linguaggio della musica, che fonde idee e sensazioni, lasciando il cittadino sognare la sua Europa attraverso la musica in luoghi storici che si confondono in uno soltanto. Anzi, ci aprono gli occhi al desiderio di ascoltare di più, mescolarci e viaggiare per il nostro continente, portando con noi tradizione e onore.