Il fascino di Winchester ci conquista appena si arriva in città: la sua architettura caratterizzata dalle case a graticcio, il fiume Itchen sinuoso e ribelle, la cattedrale che inabissa le sue fondamenta nell’acqua, il mito della tavola rotonda di re Artù e i ruderi del Wolvesey Castle ne fanno una città di grande malia. Impossibile visitarla senza rimanerne sedotti.

Città antichissima fondata dai Romani con il nome di Venta Belgarum, nel medioevo diventa capitale dell’Inghilterra e sede dell’incoronazione reale, ma nonostante le sue origini così antiche oggi si presenta frizzante, dinamica e stuzzicante, per la via dello shopping ancora piena di boutique locali indipendenti, per i suoi tanti ristoranti eleganti che propongono una raffinata gastronomia, e per le migliaia di giovani che ne frequentano il Winchester College, la scuola più antica di tutta l’Inghilterra.

Città in divenire dunque, che vale la pena di scoprire partendo proprio dalla High Street, la principale arteria dello shopping, su cui si affacciano belle case a graticcio caratterizzate dalla tipica intelaiatura in legno dello stile Tudor.

La strada non è ancora stata del tutto invasa dalle grandi griffe internazionali, e resistono i piccoli negozi locali, come le librerie e le boutique, anche se stanno cedendo il passo a supermarket e fast food. Qui rilassatevi a prendere un caffè alla cioccolateria Chococo, ve lo serviranno accompagnato da uno dei loro deliziosi cioccolatini.

Chococo Chocolate House, Winchester – photo by Vera Risi

A pochi passi da Chococo vi troverete di fronte alla superba Guildhall, la sede municipale della città, un’architettura neogotica dominata dall’imponente torre dell’orologio e alleggerita dalle eleganti finestre bifore.

Guildhall, Winchester – photo by Vera Risi

Sulla parete dell’edificio, alcune custodie in legno ospitano un termometro e un barometro della città che ci fanno capire il profondo legame di Winchester con l’acqua: ci forniscono infatti informazioni geografiche come latitudine e altitudine, tra cui l’altezza sul livello del mare, indicata a soli 127,2 piedi, ovvero circa 38 metri. Questo spiega perché la bellissima cattedrale presenta per gran parte dell’anno la sua cripta allagata, perché tutta la città sorge in una zona che un tempo era aquitrinosa.

Guildhall, Winchester (dettaglio) – photo by Vera Risi

La cattedrale di St. Swithin

Per le sue dimensioni la cattedrale di Winchester è la maggiore cattedrale gotica d’Europa, e ospita le sepolture di numerosi re e scrittori, tra cui la celebre Jane Austen che passò a Winchester gli ultimi mesi della sua vita. Fu sempre meta di pellegrinaggio perché ospitava i resti di San Svitino (St. Swithin, vescovo di Winchester nel IX secolo d. C.).

Costruita dai Normanni nel 1089 su un terreno paludoso, nel 1906 rischiò il crollo del suo lato orientale. Fu solo grazie al lavoro di un intrepido palombaro, William Walker, che la cattedrale fu consolidata: per sei mesi infatti William Walker, immergendosi ogni giorno, sostituì i vecchi pali di legno marciti con fondamenta in cemento. Visitando la cattedrale si possono vedere le antiche foto in bianco e nero che ne documentano i lavori.

Il palombaro William Walker – photo by Vera Risi

La sua cripta ipogea è di grande suggestione, perché se la si visita nel periodo invernale si scoprirà che è soggetta a inondazioni, proprio a causa della sua costruzione in una zona paludosa. E le pesanti volte a crociera, riflettendosi nell’acqua, regalano a tutto l’ambiente sotterraneo una sensazione di aerea leggerezza. Così gli archi di pietra non sembrano più di pietra, ma paiono vele gonfie di vento pronte a salpare.

E dall’acqua emerge una scultura contemporanea di Antony Gormley, chiamata Sound II. Si tratta di una statua realizzata in fogli di piombo, una figura umana con le mani in posizione di supplica. All’interno della statua c’è una canalizzazione che attraversa il corpo fino alle mani. Le mani a coppa, durante le periodiche inondazioni causate dall’alta falda freatica e dal pozzo all’interno della cripta, vengono spesso a riempirsi d’acqua. Un’opera che vuole esaltare l’acqua come elemento di purificazione, e che interagisce con l’acqua e la pietra della cripta creando un’atmosfera inquietante e mistica.

Cripta della Cattedrale, Winchester – photo by Vera Risi

Il Military Quarter di Winchester

Per una visuale di Winchester dall’alto si può attraversare la bellissima Westgate per raggiungere il Military Quarter con sei musei militari tra cui il Royal Green Jackets Museum, che sorge sul sito storico dove nel 1067 Guglielmo il Conquistatore costruì un castello reale poi ampliato da re Enrico III (1216-72).
Nel 1683 re Carlo II fece di quegli edifici un palazzo reale nello stile di Versailles ma non fu mai completato. Oggi l’area è elegante e distinta, con edifici che disegnano squisite architetture che si riflettono nelle acque delle grandi vasche antistanti, in un incantevole gioco di specchi e riflessi.

The Military Quarter, Winchester – photo by Vera Risi

La Great Hall con la Tavola Rotonda di Re Artù

Del grande castello voluto da Guglielmo il Conquistatore rimane oggi una delle più raffinate sale medievali del XIII secolo, la Great Hall, spesso scelta per girare molti film ambientati nel Medioevo. La sala è dominata dalla gigantesca Tavola Rotonda, forse il più grande simbolo della mitologia medievale legato alla leggenda di Re Artù, che ha esercitato il suo fascino per migliaia di anni.

Perché la tavola rotonda si trova a Winchester? Perché secondo alcune leggende medievali Winchester era l’antica Camelot. Ma grazie a moderne tecniche di datazione oggi sappiamo che la tavola in questione risale al XIII secolo, e non al VI secolo quando Re Artù pare sia vissuto. Tuttavia questo non toglie, anzi aggiunge, fascino al manufatto, perché la scienza moderna ci permette di individuarne i vari passaggi storici. I campioni prelevati dalle assi della tavola rotonda infatti mostrano che sono state utilizzate almeno sette querce diverse, e che l’anello più giovane si formò nel 1219. Secondo il metodo di datazione radiometrica, probabilmente si tratta di alberi abbattuti tra il 1236 e il 1319.

La Great Hall con la tavola rotonda – photo by Vera Risi

Dunque un’opera realizzata non nei primi secoli bui, all’epoca presumibilmente di re Artù, bensì all’apice dell’età della cavalleria, molto probabilmente per ordine di Edoardo I. Poi fu dipinta nel primo XVI secolo, per volontà del re Enrico VIII, proprio perché creduta la tavola di Re Artù, e dunque restaurata e ridipinta per rappresentare il re con la spada e il globo in mano, con i nomi di 24 dei suoi cavalieri scritti intorno al bordo, e al centro la rosa dei Tudor in rosso e bianco. Ma i raggi X hanno dimostrato che il volto di Artù ha le sembianze del giovane re Enrico VIII, che quindi volle far ritrarre Artù con le sue fattezze per rafforzare la pretesa dei Tudor di essere discendenti diretti di Artù. Non è affascinante tutto questo?

Il fiume Itchen: la parte romantica della città

E a proposito di fascino, lasciatevi trasportare dalle sinuose forme del fiume Itchen che bagna Winchester attraversando il suo parco e costeggiando i giardini all’inglese delle bellisime case che si affacciano sulle sue acque. Qui il fiume bagna di romanticismo la città e si mostra impaziente di scorrere via, muovendosi tortuoso tra le case e i ponticelli che lo attraversano, mentre cigni ed anatre si lasciano cullare dalle sue acque.

Se lo seguirete, vi accompagnerà fino ai ruderi del castello di Wolvesey, antica residenza del vescovo di Winchester, che oggi si presenta come un insieme di affascinanti rovine in cui le finestre si affacciano nel vuoto e la pietra racconta profondi silenzi.

Nella zona di Kingsgate, l’altra bellissima antica porta della città, troverete la casa dove Jane Austen trascorse i suoi ultimi giorni, e il college privato più antico dell’intera Inghilterra. Il Winchester College fu fondato nel 1382 con lo scopo di istruire i giovani appartenenti alle famiglie meno abbienti. Oggi è invece una delle scuole più esclusive d’Inghilterra e d’Europa, e il suo campus vanta ben 80 edifici storici, la maggior parte dei quali risalenti alla fine del 14mo secolo. E’ visitabile un paio di pomeriggi a settimana.

Kingsgate, Winchester – photo by Vera Risi

Jewry Street: la nightlife di Winchester

La città di Winchester è nota anche per saper proporre una cucina molto raffinata, di certo una delle migliori di tutto l’Hampshire. In particolare lungo Jewry Street, un tempo il centro della comunità ebraica medievale, si trovano non solo i tradizionali ristoranti e pub inglesi, ma anche locali di gastronomia giapponese e francese.

Il mio consiglio? Sicuramente la Brasserie Blanc, che vi serve ottimo cibo francese basato su ingredienti di stagione accompagnati da una carta dei vini molto curata. Notevole la scelta delle carni, tra fagiano, pollo, maiale e manzo, servite con affumicature alla quercia o accompagnate da salse e marinature.

Brasserie Blanc, Winchester – photo by Vera Risi

Alternativa intrigante è Margaux, di recentissima inaugurazione, dove si propongono zuppe, fondute, insalate ma soprattutto strepitosi taglieri con i migliori formaggi artigianali e gli affettati più gustosi. I taglieri possono essere composti dagli stessi clienti, che scelgono tra formaggi stagionati o freschi, inglesi o esteri (qui si spazia dalla Svizzera alla Francia all’Italia). Naturalmente io ho optato per formaggi britannici, come il buonissimo cheddar del Somerset, dal profilo aromatico robusto con sfumature burrose e un finale piccante, e il tunworth dell’Hampshire, che vanta una crosta sottile e rugosa e una consistenza cremosa e cedevole dal sapore complesso.

Chi preferisce optare per un classico fish and chips può accomodarsi in quello che è considerato il più antico pub di tutta l’Inghilterra, The Royal Oak, situato nel vicolo più stretto di Winchester. La sua cantina risale all’anno mille e dal XVII secolo opera come birrificio.

Il vicolo del pub The Royal Oak, Winchester – photo by Vera Risi

E prima di lasciare Winchester ricordatevi che siete a pochi chilometri da Stonehenge, quella incredibile struttura architettonica, circondata da un alone di magia e mistero, che nella sua forma circolare risale addirittura a 5mila anni fa, e che poi nel 2500 a.C. assunse l’aspetto che oggi noi tutti conosciamo, con le sue enormi pietre sarsen arrivate dal nord del Wiltshire e le più piccole pietre blu provenienti dal Galles occidentale.

Non potete partire da Winchester senza lasciarvi pervadere dalla straordinaria potenza di questo luogo che ancora oggi suscita domande e nasconde segreti, e che stimola l’archeologia moderna sul più difficile dei quesiti, perché fu costruito. Una domanda a cui forse non si potrà mai pienamente dare risposta.

Stonehenge – photo by Vera Risi

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