A Milano orizzonti Fringe! Intervista a Francesca Romana Vitale
Fringe Milano Off, la rassegna in programma fino a domenica 11 ottobre. Ne parliamo con la sua direttrice artistica: Francesca Romana Vitale.

Fringe Milano Off, la rassegna in programma fino a domenica 11 ottobre. Ne parliamo con la sua direttrice artistica: Francesca Romana Vitale.

Milano veste Fringe da giovedì 1 a domenica 11 ottobre. Caratteristica peculiare di una rassegna che prevede 55 spettacoli per 215 repliche, 84 artisti in scena, 11 spettacoli internazionali e 36 nazionali ospitati in 20 spazi distribuiti su tutto il territorio cittadino, è la vocazione inclusiva e internazionale, con numerose compagnie straniere ospitate provenienti da Regno Unito, Francia, USA, Giappone, India, Australia, Finlandia che portano in scena linguaggi, estetiche e prospettive artistiche differenti, in dialogo con quelle provenienti da tutta Italia. Ne parliamo con la sua direttrice artistica: Francesca Romana Vitale.
Il vostro Festival è ormai un appuntamento consolidato: quali arti e quali paesi ospita?
Il festival è per sua natura inclusivo, sicché qualsiasi tipo di arte performativa è accolto: in particolare, abbiamo teatro fisico, drammaturgia contemporanea, stand up, teatro per bambini e anche molti spettacoli esteri, quest’anno dal Giappone, dalla Finlandia, dal Regno Unito, dagli Stati Uniti, dall’Australia, dall’India e dalla Francia.
Esiste questo anno una location dedicata particolarmente all’ambiente, ce ne parli.
È lo SpazioBacca, chiamato così perché dedicato all’artista siciliana Pippa Bacca: è uno spazio restituito alla città da un’associazione che opera nel settore del Green e siamo molto felici di collaborare con loro; lo spazio sarà sede del village, ovvero lo snodo e punto di raccordo di tutto il festival.
I giovani riceveranno una particolare attenzione partecipando anche in forma di giuria, come?
Lo studente in giuria è un progetto che coltiviamo da anni: i ragazzi delle scuole, ma anche dell’università, vengono formati per essere in grado di giudicare un progetto di spettacolo e poter dare delle valutazioni che porteranno poi alla scelta di uno spettacolo vincitore.
Due parole anche sugli omaggi a figure di spicco della storia del teatro e perché proprio loro.
Ogni anno non mancano. Ques’anno abbiamo uno spettacolo dedicato a Franca Viola, uno alla papessa Giovanna e ogni anno non mancano omaggi allo sport, come la storia di Alfonsina Strada, prima donna a correre il giro d’Italia nel 1924, la storia di Trudi Ederle, prima donna ad attraversare lo stretto della manica. Come si vede anche le storie di sport intrecciano storie al femminile eccezionali.
Che rapporto ha il vostro festival con omonimi colleghi internazionali?
Il festival ha connessioni reali con diversi Fringe del mondo: in particolare Edimburgo, Praga, Stoccolma, Avignone, Tessaloniki, Denver, Hollywood, New York, Las Vegas, Parigi, Vienna, Azzorre e altri ancora: siamo in rete e in collaborazione per valorizzare i progetti drammaturgici e dar loro un rilievo internazionale. La filosofia di un Fringe è precipuamente questa: consentire agli artisti di allargare i loro orizzonti.
