Abbiamo i politici peggiori per il momento peggiore del pianeta
Amitav Ghosh, ha scritto dieci anni fa un libro che poneva l'intera umanità di fronte ai cambiamenti climatici del pianeta. "La grande cecità".

Amitav Ghosh, ha scritto dieci anni fa un libro che poneva l'intera umanità di fronte ai cambiamenti climatici del pianeta. "La grande cecità".

Il grande caldo non è passato. Di solito si attenuava dopo Ferragosto.
Ma non è più così. Anzi, tra qualche settimana ricomincerà la scuola e ci vorrà coraggio per i docenti a ripresentarsi di fronte ai ragazzi. Ci vorrà coraggio perché i ragazzi si aspetteranno, magari, dai docenti stessi, in quanto rappresentanti del mondo degli adulti, risposte a domande in merito all’estate che starà per giungere al termine.
Perché tutto questo caldo, prof? Ma i governi stanno facendo qualcosa in merito, vero? Sono diminuiti gli incendi perché si sono attivate per tempo politiche di prevenzione e di salvaguardia dei nostri ecosistemi, non è così?

Amitav Ghosh, noto scrittore indiano, ha scritto dieci anni fa un libro che poneva l’intera umanità di fronte ai cambiamenti climatici. Il suo “La grande cecità” era un campanello d’allarme non solo per scienziati e tecnici ma anche per per scrittori, lettori e cittadini perché il cataclisma ecologico riguardava tutti, nessuno escluso. Eppure, nonostante gli allarmi, il neoliberismo capitalista restava indifferente a tali richieste, anzi era alla base delle scelte dei politici di tutto il pianeta che, nel momento più critico della storia di quest’ultimo, si presentavano del tutto inadatti ad affrontare la sfida più grande per la storia dell’umanità.
“Per tanto tempo i Paesi ricchi si sono rifiutati di onorare i propri impegni nei confronti del fondo delle Nazioni Unite per la mitigazione dei cambiamenti climatici, adducendo come motivazione i vincoli di bilancio. Ma negli ultimi due anni non hanno avuto alcuna difficoltà a trovare trilioni di dollari per scopi militari”
A. Ghosh, «La crisi climatica si risolve affrontando le disparità nel mondo», intervista a Repubblica, venerdì 21 agosto 2026.

Non si possono infatti separare, come cose distinte, le diseguaglianze economiche e le guerre che si stanno espandendo in ogni continente dalla loro – devastante – impronta ambientale su tutto il nostro ecosistema. Non è solo un problema naturale, quello dei cambiamenti climatici, ma oltremodo di indubbia matrice geopolitica.
Nondimeno, sono passati dieci anni da “La grande cecità”.
Anzi, a settembre di quest’anno Ghosh presenterà in Italia il suo ultimo libro, “L’occhio fantasma“.
Sono passati dieci anni, nulla è cambiato e la situazione è peggiorata. Ciò che è stato fatto per il nostro pianeta non solo non è sufficiente ma è opera della “peggior classe politica nel momento peggiore del pianeta”.
Cosa racconteranno tali governi a chi ci sarà dopo di loro tra dieci, cinquanta o cent’anni? Cosa diranno della loro colpevole inazione?
Risponde lapidario pure Ghosh:
“Nel momento peggiore, ci ritroviamo con i leader più incompetenti e compromessi della storia moderna”.
A. Ghosh, intervista a Repubblica, cit.
Torniamo dunque alla scuola e agli studenti che la animano, la abitano. Quegli studenti che saranno la nostra futura generazione che dovrà, a sua volta, ereditare le conseguenze di quelle che sono state le nostre scelte.
Tutta l’Europa è unita nelle sue scelte e non ci sono Stati che pensano solo ai propri interessi, è andata così, prof, no?

Cosa si può rispondere, dunque? Il punto è che risulta impossibile offrire a questi giovani una prospettiva, una possibilità. Come a dire, molte cose vanno male ma per alcune di esse si sta profilando una soluzione. E invece no, perché non è vero. Non ci sono soluzioni al momento e l’orizzonte è cupo, soprattutto quando si vedono i governi europei non solo evitare di coltivare piani a lungo termine ma per di più accanirsi su vicende di una estemporaneità imbarazzante (vedi la questione dei cosiddetti “Dublinanti” o la “difesa dei confini nazionali”).
Con quale credibilità si può riprendere un discorso lasciato in sospeso con gli studenti a giugno?
Ci vuole coraggio, dunque, a tornare nelle aule.
