Afrobluehop: il nuovo sound di Joyce N’sana
Al Festival International Nuits d'Afrique di Montreal l'afrobluehop di Joyce N'Sana: una fusione di afrobeat, hip-hop e blues.

Al Festival International Nuits d'Afrique di Montreal l'afrobluehop di Joyce N'Sana: una fusione di afrobeat, hip-hop e blues.

Joyce N’sana non canta: esplode. Se la musica avesse una carica detonante, avrebbe il suo nome. E’ cresciuta a Brazaville, nella Repubblica del Congo, un Paese gravemente segnato, negli anni ’90, da diverse e sanguinose guerre civili. Ma ha saputo trasformare in musica le ferite che quei conflitti le hanno lasciato addosso, e le ha dato un nome: si chiama infatti Afrobluehop il nuovo stile musicale di Joyce N’sana, una miscela vibrante di afrobeat, blues, reggae, hip-hop e gospel, intessuta su una base di musica tradizionale congolese.
Nominata Rivelazione dell’Anno 2022 da Radio-Canada, è reduce dal suo grande successo alla 40ª edizione del Festival International Nuits d’Afrique di Montreal, sul palco Loto-Québec (Esplanade Tranquille) dove si è esibita con una voce che è tutt’altro che convenzionale e patinata.

Il Nuits d’Afrique è il più grande crocevia nordamericano dedicato ai suoni del mondo, capace di trasformare Montréal nel cuore pulsante delle culture e dei ritmi dell’Africa, dei Caraibi e dell’America Latina. E’ su questo straordinario ponte sonoro dove ogni estate, da circa 40 anni, si celebra la world music, che Joyce N’sana si è esibita con una performance talmente vibrante da incendiare il palco. L’esile artista, dalla voce esplosiva, accompagnata dai suoi musicisti, ha fatto cantare il pubblico di Montreal con le sue canzoni socialmente impegnate e imbevute di riscatto.
La serata ha messo in luce il suo percorso artistico, plasmato dalle sue radici congolesi e dalle sue esperienze di vita, il tutto espresso in diverse lingue, non solo francese e inglese, ma anche lingala, lingua bantu parlata principalmente nell’Africa centrale, e lari, lingua iranica sud-occidentale parlata prevalentemente in Iran e Pakistan.
Joyce N’sana si muove in equilibrio tra la cruda potenza fisica della sua voce e la carica spirituale che esprime con i suoi testi. La grana della sua voce è la sua impronta digitale. Ha una qualità tattile, quasi visiva. E’ una voce graffiante, sabbiosa, brunita, tellurica, carnale. È una voce che reca in sé le increspature del blues e il “fuoco” dei grandi cantanti gospel. Non è una voce cristallina in senso accademico, ma una voce “lavorata dall’anima”, dove la scabrosità del timbro diventa strumento di autenticità espressiva.
La giovane N’sana non si limita a cantare le note: le scaglia con un’urgenza ritmica e una presenza scenica travolgente. Sul palco è dirompente, viscerale, catartica. Ha un’emissione dal volume e dalla spinta polmonare impressionanti. La sua voce si comporta spesso come uno strumento a percussione, integrandosi perfettamente nelle metriche sincopate del reggae e dell’hip-hop, per poi aprirsi in estensioni liriche e quasi mantriche nei refrain.
La vocalità di Joyce N’sana porta con sé la memoria della musica religiosa congolese (il gospel della sua infanzia) innestata nella diaspora canadese e nei linguaggi urbani moderni. E’ una voce sacrale, militante.
La voce di Joyce N’sana incarna la sintesi tra la devozione corale africana e il piglio di protesta del reggae/urban moderno. È la voce di una cantastorie moderna che trasforma la memoria del dolore in una celebrazione di resilienza.
Il suo sound non si è formato solo al ritmo della guerra, ma anche a quello che ascoltava da suo padre, chitarrista e cantautore. Vincitrice di molti premi, l’artista si impegna a promuovere la diversità culturale e partecipa costantemente alle celebrazioni della diaspora africana della città di Laval in Canada, aiutando la comunità afrodiscendente della regione. E’ parte attiva del progetto Biblio Afro Jeunesse, che raccoglie opere di letteratura per l’infanzia con personaggi razzializzati, cioè figure dalle caratteristiche non caucasiche, per contrastare il razzismo.
Piccola di statura, ma titanica nell’estensione e nella presenza scenica, Joyce N’Sana è una forza della natura, prestata alla musica, che farà molto parlare di sé. Intanto chi vuole essere travolto dalla sua onda d’urto può trovarla qui.

