“Ancora non mi è morta!”. Lo sblocco della grande madre
Dall'11 al 13 Aprile 2025 presso la Fonderia delle Arti di Roma va in scena "Ancora non mi è morta!" di Betta Cianchini. L'intervista.

Dall'11 al 13 Aprile 2025 presso la Fonderia delle Arti di Roma va in scena "Ancora non mi è morta!" di Betta Cianchini. L'intervista.

Dall’11 al 13 Aprile presso la Fonderia delle Arti di Roma Ancora non mi è morta! di Betta Cianchini: terapia d’urto per un chakra della vagina felice! Ne discutiamo con lei, con divertimento e auguri di felice utilizzo a tutte!In questo testo affronti vari luoghi comuni sul desiderio femminile: quali?
E’ iniziato tutto tanti anni fa. Lavorando per il progetto sulla maternità ho fatto 560 domande a 560 donne neo madri. Da lì ho capito che un punto importante oltre alla maternità nella storia di una donna era il tema della consapevolezza sessuale.E cercando di studiare l’argomento, di fare domande e di documentarmi su quanto di indotto ci sia nelle nostre attitudini alla sessualità e quanto di “nostro” ho capito che testa e top* da sempre litigano! La sovrastruttura culturale androcentrica / consumistica, ginesessualizzante e ipergamica ha sempre relegato la donna a un ruolo subalterno. (Non entro nello specifico sarebbe pericolosissimo per gli orologi )
L’uomo ha pulsioni sessuali. L’uomo VUOLE avere rapporti, la donna o ha mal di testa o è pudica o è una che si vende. Un rapporto paritario nella semplice attitudine alla ricerca del piacere non c’è mai stata nella narrazione sociale. Spesso anche nella narrativa di una coppia che sei ama alla follia. Scoprire invece che la donna ha pulsioni sessuali fortissime, anzi che ha un organo PREPOSTO ESCLUSIVAMENTE ALLA RICERCA DEL PIACERE (La clitoride) è qualcosa che non si sottolinea. E fa ancora abbastanza paura all’uomo. (quelli intervistati!) Gli uomini rimorchiano e sono fighi, sono Don Giovanni, le donne sono prostitute… le parole sono importanti. Sono una appassionata di etimologia. Quella è la chimica che crea le nostre connessioni mentali. La nostra cultura è intrisa di questo. Basta pensare alla M… ignota Madre ignota che poi è diventato l’epiteto che tutti conosciamo quando tagliamo la strada a qualcuno per le vie di Roma. I peripatetici: i filosofi, le peripatetiche: si fanno pagare… per altro.
Veniamo da un mondo che ci descriveva così: (Medea) “SIAM DONNE, USE AL BENE OPRAR, DEL MALE OPRAR MAESTRE” Insomma dovrei rispondere con un trattato vero e proprio, invece meglio guardare lo spettacolo e scoprire che la Top* è anarchica, autonoma politicamente scorretta! : )
Ti sei avvalsa anche di pregiate collaborazioni filosofiche: in che termini?
Quando presentai il progetto in versione ridotta a Radio Rock conducevo, con i mitici filosofi Maura Gancitano e Andrea Colamedici di TLON: “ROCK SOFIA”. (Con Alan Bianchi e Tlon) Andrea e Maura sono filosofi, Artisti, sempre impegnati nello studio e nella ricerca di quello che accade nel contemporaneo. Li ho visti spiccare il volo e credo che siano una eccellenza culturale italiana da tenere sempre presente e a portata di orecchio. Quando raccontai loro del progetto gli dedicarono una “visione” che è nella stessa presentazione.In diretta molto spesso abbiamo affrontato la tematica, così come con la Cooperativa sociale BeFree, con tutte le donne che si interessano del femminile in tutte le sue declinazioni. In diretta, a Rock Sofia la sera si trattavano temi di sessuologia/antropologia/sociologia/psicologia e economia (tutto è collegato) così con le operatrici della Cooperativa Sociale BeFree, (La loro SCUOLA POLITICA DELLE DONNE ogni estate tratta i temi più importanti del contemporaneo che interessano la donna e la politica femminile), con la giornalista Manuela Campitelli (nacque l’associazione Punto D durante un viaggio in metro verso Ostia con Filippo Lange (Teatro del Lido) e Manuela), la dottoressa Francesca D’Onofrio con cui abbiamo presentato delle conferenze ad hoc sul tema, la dottoressa Flavia Koffari con cui collaboro da anni, la giornalista Madia Mauro che ha seguito tutte le tappe del progetto.
La consapevolezza sessuale di una donna perché è ancora indietro anni luce? E’ un fenomeno culturale? L’attitudine ad avere delle sane pulsioni sessuali come quelle da sempre rivendicate, raccontate -(al bar, al lavoro, al parlamento! Sì, esiste per questo tema una magnanima topografia senza restrizioni) – da un uomo, come è narrata nella nostra società? Ci sono differenze? Certo e per questo la testa e la topa vivono di continue frizioni.
Quanto c’entrano i monologhi della vagina?
La vagina in solitaria non era quello che mi interessava. E mi interessa. Il fulcro è relazione tra la testa e la top*. E’ la parte razionale (già detta, già studiata, già narrata) della donna e un flusso quasi sconosciuto, un organo che ha 8.000 terminazioni nervose – 15.000 nella parte pelvica e un organo -La clitoride- che è lì SOLO per il piacere sessuale. C’è qualcosa che non ci hanno detto. La Grande Madre, la Dea Potnia si aggirava da quelle parti poi è stata bloccata! Le vagine possono fare tante cose, ma fin quando rimarranno a gridare da sole, non accadrà la magia dell’unione balsamo tra cervello e cervice (pelvica ; ) .L’elaborazione di questo lavoro ha attraversato diverse fasi: raccontacele…
Le diverse fasi sono descritte in maniera indelebile e ironica nelle foto che tracciano l’Iter di un progetto nato tantissimi anni fa. La soddisfazione più grande è stata vincere un contest di comicità tra più di 200 partecipanti. Siamo arrivate al terzo podio ed è stato l’UNICO TESTO AL FEMMINILE a essere candidato tra i 6 finalisti. Ora, il fatto che si era al nord, in un contesto di respiro più libero… ha avuto una sua influenza? Credo di sì. Con l’attrice Federica Quaglieri ci è capitato di presentare le Top* Monache (una delle prime versioni ridotte) parecchi anni fa alla presentazione di un programma tv e sentirci dire che il pezzo era pazzesco, intelligente, ironico, graffiante ma “troppo” perché per un programma tv far parlare la top* non si era pronti in Italia!!Con l’attrice Chiara Becchimanzi in una serata di soli uomini abbiamo “sentito” la forza del pezzo, il non cadere in basso, ma anzi portare all’ottava alta questo tema, dividendo, facendo scaturire le ire di alcuni, il disagio di altri, la passione di altre e insomma il confronto che è l’urgenza di questo lavoro. Quindi abbiamo presentato con Francesca M. Picardi e Claudia Mei Pastorelli una versione short alla scuola delle donne, a delle conferenze sul tema della sessualità femminile, in versione soft nei Musei, negli eventi del Gay Pride, insomma ovunque ci sia bisogno di vivisezionare il tema sessualità (senza cadere nei soliti cliché delle donnine e degli uomini abbordanti) noi ci siamo.
E il post spettacolo con la rinomata psicologa / sessuologa Antonella Palmitesta (la prima sera) sarà un oltrepassare questa linea di fuoco. Si parlerà di squirting, perché le risposte che ho ricevuto riguardo alla conoscenza o no di questa fortunata eventualità fisica che il corpo femminile ci regala, sono stati davvero perfette per un atto unico.
E ora un accenno alle interpreti e ai loro personaggi…
La testa – Claudia Mei Pastorelli – è un ‘attrice con una naturalezza disarmante. Unica. E’ la Testa, la parte razionale, piena di sensi di colpa e di recriminazioni. Soffre il giudizio degli altri. “Ho sempre dovuto qualcosa a qualcuno”. Lo dice amara quando si apre alla psicologa. Riesce a trovare nelle battute la verità e far sorridere senza mai forzare. Scopriremo con lei il processo di liberazione e di conversione a una dinamica più libera alla scoperta di sé, dopo la rivelazione della sua Top*!La Top* – Francesca Romana Miceli Picardi – da anni militante con me nel teatro civile o sociale che dir si voglia. Un carattere potente in scena e nella vita. E’ la Top*. Anarchica e scorretta politicamente e anche con la sua Testa. Che vorrebbe fa “svegliare” ma non subito ci riuscirà. Francesca da sempre ha interpretato questo ruolo, ormai è la sua maschera potente. La vive quella parte, prendendosi gioco del ruolo come deve essere in una circostanza del genere. Riesce a far sue le pulsioni di un organo irrequieto e lunare. E’ una Ninfa cha saltella quindi è Hannibal Lester. Nello spettacolo oltre a liberarsi dalla sua testa si permetterà di correre, gattonare e di andare in monopattino! La top* è viva. Sempre.
La Top* Problematica –Luana Pantaleo– . Luana potrei descriverla come una -Gomorra girl- formato bambolina. E proprio per questa sua fisicità da gattina – la pantera che è in lei ruggisce e come se ruggisce sul palco. Riesce a provare e toccare tonalità di fortissima profondità emotiva e tonalità di prepotente impatto. È stata una grande collante per noi. È il pathos di Filomena Marturano e la Napoli dura e verace col ferro in mano. Problematica perché si fa domande, scappa, ostile e guerriera. E la sua Testa lo sa. E la teme! Non sveliamo altro!
La Dottoressa – Maria Carolina Salome’. Attrice dalle mille declinazioni. Una cantante sopraffina. Da “Volevamo essere gli U2” a oggi Carolia ha dimostrato di essere capace di vivere il palco con naturalezza, eleganza, e una empatia e maestria che ormai la contraddistinguono. Un’attrice e donna di quelle tempre uniche. Una compagna di scena da sempre generosa e intelligente. Professionale e appassionata. Riesce a regalare al personaggio della Dottoressa (quello forse dalle sfaccettature più difficili) delle nuance uniche. Padrona del comico e del drammatico. Vera. Una grande attrice. La dottoressa è la donna che vuole soldi per il suo studio, volitiva e infingarda e la donna che dentro di sé è piccola e tenera. Il chirurgico lavoro registico è da sottolineare.
Alan Bianchi ha portato il testo ad un confronto verbale e fisico sul palco di grande naturalezza e verità. Attento al corpo e alle pulsioni che nascono da esso, non fa mai partire la parola prima dell’urgenza fisica. E in uno spettacolo del genere riuscire a seguire la verità del corpo che parla perché ne ha necessità è un grande traguardo. Ho apprezzato l’attenzione al non sfruttare la potenziale ilarità e la comicità facilmente deducibile dalle “situazioni evocate”. Invece ha portato le attrici in un campo di necessità fisiologica e la parola non è mai una battuta a sé ma l’espressione di uno scambio. L’AMBIENTAZIONE e le scene dal mood steampunk favoriscono un contrasto necessario che fin dall’inizio spinge lo spettatore a uno sguardo attento e curioso e non malizioso.
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Mai titolo fu più giusto! ❤️ Grazie