Tra le strisce fumettistiche più popolari, Calvin & Hobbes è certamente quella più conosciuta. Tutti noi, anche inconsapevolmente, abbiamo letto queste strisce (erano dentro i diari Comix e sono molto popolari anche sui social).

Sebbene non parliamo di un fumetto vero e proprio, siamo sempre dentro il mondo fumettistico. Infatti vi consiglio di acquistare e leggere le varie raccolte di vignette che si vendono nelle librerie.

Calvin & Hobbes è una serie di strisce ideate dal fumettista Bill Watterson che hanno come protagonista un bimbo di 6 anni, Calvin, e il suo tigrotto di pezza Hobbes. Queste vignette sono estremamente umoristiche ma anche profondamente filosofiche (non a caso i nomi dei protagonisti si riferiscono a Thomas Hobbes e Giovanni Calvino).

Difatti queste strisce narrano le fantasie e i pensieri di un bambino che si scontrano contro la freddezza della realtà. Calvin è un bambino che avvolge l’intero mondo con l’innocenza tipica dell’infanzia e si trova in conflitto con una realtà da scoprire che spesso è al di sotto delle sue aspettative. Questo innesca nella vignette una serie di trattazioni molto profonde di vari argomenti quotidiani (la vita, la morte, l’amore e così via).

Ciò che Bill Watterson riesce a rievocare è proprio quella lungimiranza di intenti che spesso i bambini hanno, e che nel corso della crescita purtroppo si perde. La profondità del bambino Calvin è spesso sottolineata dalla estrema leggerezza con cui tratta argomenti seri. Per Calvin tutto è un gioco ed ogni cosa è fine a se stessa. Ed in questo contesto il suo tigrotto di pezza Hobbes funge da filtro, facendo da spalla agli intenti di Calvin e facendo anche da interlocutore con cui spesso il bambino si confida e con cui discute.

La saggezza inconscia ed innocente di Calvin si intravede anche nella estrema semplicità con cui spesso pone domande profondissime e difficilissime ai propri genitori. Bill Watterson cerca sempre di sottolineare l’innocenza dell’infanzia e la propria estraneità dalle dinamiche del mondo esterno.

Non solo. Queste strisce ci insegnano anche la velocità con cui il tempo scorre e come tutto ciò che diamo per certo ed assodato, spesso non lo è stato mai.

Con Calvin & Hobbes l’infanzia torna ad avere un ruolo essenziale, nella formazione del futuro uomo\donna che il mondo accoglierà. Il fumettista infatti analizza quegli aspetti dell’infanzia, come la scoperta della socializzazione, che piano piano ci forgiano e ci modellano.

Ed è proprio qui che arriva il tasto dolente: Watterson ci ricorda come purtroppo i bambini una volta cresciuti, si corrompono, perdendo quella aura di innocenza e curiosità, omologandosi al mondo esterno.

Insomma Calvin & Hobbes è una vera e propria lode all’infanzia, così leggera e profonda, nella quale forse le persone sono più vicine alla profondità dell’essere che in ogni altra fase della vita. Questo fumetto ci ricorda di non dimenticare la nostra infanzia, di cercare di ritrovare quel senso di scoperta e di meraviglia per le piccole cose. Le piccole cose appunto!

In conclusione, Calvin & Hobbes ci ricorda che la felicità è una cosa semplice e che per poterla scoprire ed apprezzare, a volte, bisogna tornare un po’ bambini.