Che volto hanno le nostre città oggi, e quale ruolo è riservato ai corpi sociali che le abitano?
Il progetto Caffè Sospesi prende il via come nuovo format di Caffè Fotografici, non limitandosi a un ciclo di incontri, ma istituendosi come una metodologia di ricerca-azione volta a mappare le radici e la resistenza nel Sud Italia. Ispirato dalla tradizione napoletana della solidarietà, il progetto trasforma il “caffè pagato” in un atto di indagine critica per “offrire” una narrazione complessa e autentica del territorio.

Napoli – Vista Vesuvio da Corso Vittorio Emanuele, 2024 – Foto Ljdia Musso

L’iniziativa muove da una percezione precisa e documentata: l’espansione del modello economico omologante sta operando uno svuotamento identitario su più livelli.

Identità sospese: la Sociologia Visiva e la ricerca di spazi pieni nell’era dell’omologazione globale

Se l’identità di un luogo è la somma delle sue memorie, delle sue relazioni e dei suoi riti, quale volto stanno assumendo le nostre città e, di conseguenza, i corpi sociali che le abitano?

Parigi – La villette, 2019 – Foto Ljdia Musso

L’espansione pervasiva di un modello economico che capitalizza ogni sfera dell’esistenza, non solo il lavoro, ma anche le relazioni interpersonali e persino la gestione delle emozioni e dei corpi individuali, sta generando una pressione omologante senza precedenti.

Ne aveva già parlato Marc Augé che conia il termine per definire questi processi di trasformazione della surmdernita evidenziando una Urbanistica del transito e del consumo: la città come non-luogo.

Marc Augé definisce i nonluoghi in contrapposizione ai luoghi antropologici, quindi tutti quegli spazi che hanno la prerogativa di non essere identitari, relazionali e storici.

I nonluoghi sono prodotti della società della surmodernità, incapace di integrare in sé i luoghi storici confinandoli e banalizzandoli in posizioni limitate e circoscritte alla stregua di “curiosità” o di “oggetti interessanti”. 

wikipedia
Milano – Porta Garibaldi 2019 – Foto Ljdia Musso

Caratteristiche principali dei non-luoghi

  • Anonimato e transito: Sono spazi creati per permettere il passaggio e il consumo, dove le persone si incontrano ma non interagiscono realmente, diventando utenti anonimi. 
  • Privi di identità e storia: Non sono luoghi con una storia o un’identità culturale radicata, a differenza dei “luoghi” tradizionali. Sono invece espressione di una società globalizzata e omologata. 

I centri urbani oggi subiscono processi di gentrificazione—il mutamento fisico e sociale di aree marginali con conseguenze socio-economiche spesso non egualitarie —e di turistificazione, che li trasforma in “vetrine ben costruite per vendere tipicità e atmosfere che non ci sono più,” causando un profondo “disorientamento ed estraneità” negli abitanti storici.1 La crisi della civitas (la comunità sociale) precede la riqualificazione dell’urbs (il contenitore fisico).

Milano – dal progetto Marginalità ritratti di invisibili 2019 – Foto Ljdia Musso

Diversi studi infatti hanno cercato di mettere in evidenza la relazione tra turismo, turistificazione e gentrificazione. Uno dei primi studi è quello di Gotham (2005), il quale ha concettualizzato una particolare forma di gentrification, la tourism gentrification che può essere definita come «la trasformazione di un quartiere della classe media in un’enclave relativamente ricca ed esclusiva contrassegnata da una proliferazione di luoghi di intrattenimento e turismo». 

L’analisi di Vito Teti sulla Restanza ci ricorda come l’atto di restare in un luogo richieda non passività, ma l’impegno attivo a “rigenerare radicalmente” il territorio. Quando questo impegno viene meno, l’identità si dissolve.

Riscrivere il Sud: la ricerca di un nuovo spazio espressivo

La mia esperienza, maturata attraverso anni di formazione internazionale tra Roma, Barcellona, Parigi e Milano, mi ha offerto un osservatorio privilegiato su questi fenomeni. La percezione di una corsa all’omologazione così intensa ha reso necessario un allontanamento: la mia scelta, sei anni fa, di stabilire le mie sedi professionali a Napoli e Catanzaro non è stata sentimentale, ma strategica. Era la ricerca di uno spazio per l’espressione e l’identità fuori dai modelli predefiniti.

È possibile ricominciare dal Sud?

La mia tesi è che il Sud, con la sua stratificazione storica, la sua resilienza, e il suo intrinseco legame con la lentezza produttiva , offra le condizioni per interrogarci e leggere la realtà prima che l’onda omologante la sommerga completamente. La sfida è trasformare questa vulnerabilità in un’opportunità di indagine critica.

La Sociologia Visuale come strumento di indagine e resistenza

Come possiamo intervenire in questo processo di erosione identitaria? La risposta risiede nella Sociologia Visuale.

La fotografia è solo un atto estetico, o può essere un potente strumento di indagine e resistenza?

La Sociologia Visiva, intesa non solo come analisi sulle immagini, ma come prassi che opera con le immagini per diventare un “produttore di icone” , ci permette di fissare porzioni di realtà, di andare oltre il quotidiano e di “sistemare lo sguardo” come ho spesso sottolineato.

Attraverso l’obiettivo, possiamo documentare la resistenza e l’autenticità che i dati economici ignorano.

I Caffè Sospesi

Ljdia Musso

La metodologia del progetto si concentra sulla mappatura di due matrici di trasformazione e resistenza: turistificazione e riqualificazione dall’alto da un lato e l’economia lenta (come l’atto di Restanza ) e le strategie di rigenerazione civica urbana (la lotta alla gentrificazione) dall’altro.

Il lavoro ha preso il via l’8 ottobre a Catania, dove in occasione del Med Photo Fest 2025 , XVII edizione internazionale, è stata avviata la mappatura della città di Catania.

Il risultato è già tangibile: diversi reportage, uno in fase di pubblcazione, pronti con interviste e fotoreportage che documentano i “volti veri” di Catania.

Il percorso prosegue ora a Napoli.

L’appuntamento è per Domenica 26 ottobre, presso la sede di Caffè Fotografici in Via Sanità 119. L’indagine si concentrerà sull’analisi comparata tra il Quartiere Sanità e i Quartieri Spagnoli, mettendo in luce i diversi modelli di resistenza civica e di auto-organizzazione comunitaria. L’incontro prevede inoltre l’anteprima delle opere e dei lavori fuoriusciti dal Med Photo Fest e un laboratorio introduttivo alla pratica di storytelling visivo.

Gli incontri proseguiranno tutto l’anno in diverse sedi oltre che a Napoli.

Un appello alla partecipazione

Il progetto Caffè Sospesi non è un monologo, ma un’opera collettiva. L’obiettivo è creare una mappa in continua evoluzione della resilienza meridionale.

Invito alla partecipazione attiva in due modalità cruciali:

  1. Segnalazione di Realtà Resistenti: Se nel vostro territorio conoscete artigiani, associazioni o pratiche che incarnano la Restanza e l’opposizione all’omologazione, vi invitiamo a segnalarle per l’inclusione nella nostra mappatura.
  2. Partecipazione Diretta all’Indagine: Unisciti a noi all’appuntamento di Napoli del 26 ottobre per contribuire alla documentazione e al dibattito. L’incontro prevede l’anteprima delle opere dal Med Photo Fest e un laboratorio introduttivo alla pratica di storytelling visivo, per imparare a “riscrivere la realtà” con il proprio obiettivo.

Solo riconoscendo e documentando l’identità che resiste, possiamo sperare di preservare i nostri corpi e le nostre città dallo svuotamento.

Informazioni e contatti

Domenica 26 Ottobre

Cos’è il #caffesospeso? È una domenica di Open Studio nella sede di @caffe_fotografici a Napoli, un’occasione per un caffè, quattro chiacchiere e un’esperienza unica.
Ore 10:00
Presso: Caffè Fotografici – sede Napoletana
Via Sanità 119
Info e prenotazioni: 3714806659
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Cosa ti aspetta al nostro primo incontro:

Un bel caffè per cominciare: Conosceremo i vincitori del contest Ariano Folk Fest #AFFEZIONATI

Scopri il nuovo programma: Presenteremo i corsi e gli eventi di Caffè Fotografici per il nuovo anno.

Anteprima esclusiva: In anteprima assoluta su Napoli, una selezione delle opere in mostra al prestigioso Med Photo Fest di Catania.

Il laboratorio di Storytelling ‘Scatta come un locale’: #napoli al di là degli #stereotipi! Un corso gratuito di #storytelling e una passeggiata fotografica nel cuore del #quartiereSanità.

Seguiranno una serie di incontri e interviste con #artisti e #artigiani di Napoli. 
Ti guideremo nella creazione di un racconto per immagini, alla ricerca dei volti nascosti di Napoli, legati alla tradizione e alla storia della città.

Il laboratorio è GRATUITO per i vincitori del contest e per tutti i nuovi iscritti.

Letture Consigliate

Per un ulteriore approfondimento della tematica e per unirsi al dibattito critico, si suggerisce la seguente lista di letture che analizzano l’identità, il conflitto e la rigenerazione urbana nel contesto italiano.

AutoreTitoloTema Centrale
Vito TetiLa Restanza (Einaudi)Il diritto a restare, l’identità e la rigenerazione radicale del luogo.
Vincenzo TrioneEffetto città. Arte cinema modernità (Bompiani)L’analisi di come la metropoli moderna e astratta emerge nelle arti visive, dal cinema all’astrattismo.
Pasolini (a cura di P. Martino, C. Verbaro)Pasolini e le periferie del mondo (ETS)La nozione di periferia come luogo di decentramento, contraddittorietà e sacro, in netto contrasto con la città descritta dalla precedente letteratura.
Giovanni CardoneRiti e rituali a Napoli, in Campania e nel Sud Italia (Prospettiva Editrice)L’analisi storico-antropologica del rito come linguaggio popolare e custode dell’identità del Sud, con riferimenti a De Martino.
Barbara Borlini, Francesco MemoIl Quartiere nella Città Contemporanea (Bruno Mondadori)Il quartiere come filone di analisi centrale per comprendere l’esperienza urbana e le sue molteplici forme (deprivazione, impegno civile). 3
AA.VV.Leggere la rigenerazione urbana (Pacini Editore)Storie ed esperienze di rigenerazione come ‘rammendo’ delle periferie, contaminazione necessaria e riscatto sociale (Include esperienze di Libera Campania). 4
Paola GregoryPeriferia (Treccani Libri)Ridefinizione del concetto di periferia oltre la mera distanza territoriale o negazione della polis. 2
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