C’è un luogo in Toscana dove, ogni estate, la fotografia si fa carne viva delle storie del mondo. È Cortona, che anche nel 2025 ospita Cortona On The Move, uno dei festival internazionali più vitali e innovativi nel panorama della fotografia contemporanea. Giunto alla sua quindicesima edizione, COTM sceglie come tema Come Together: un invito a riscoprire la forza dell’incontro, dell’ascolto, della collaborazione.

Ma questo “venire insieme” non è mai banale. È scontro e abbraccio, riconciliazione e distanza, confronto e cura. Lo dimostrano le oltre venti mostre che animano palazzi, cortili, giardini e spazi urbani della città. Progetti originali, commissioni inedite, archivi riscoperti e narrazioni intime che attraversano confini geografici, politici ed emotivi.

Fotografia. Lo sguardo come
atto di coscienza

Tra le opere più potenti, spicca “Inferno & Paradiso” di Alfredo Jaar: un’installazione immersiva dove venti celebri fotoreporter condividono le loro immagini più strazianti e più luminose, guidandoci in un viaggio dantesco nella condizione umana. Lontano dall’assuefazione visiva, Jaar ci invita a vedere davvero.

©Hannah Reyes Morales
Detainees are seen sleeping by a small grotto of Mary in the Manila City Jail in Manila, Philippines on October 31, 2018. In the Philippines, men with pending cases spend months, sometimes years, in overcrowded cells waiting to be charged, sentenced, or tried.
©Hannah Reyes Morales_
University students are seen hanging out in the afternoon in Yoff Beach, Dakar, Senegal. With a median age of 19, Africa is the continent with the world’s youngest population. 70% of sub-Saharan Africa is under the age of 30, and by 2030, young Africans are expected to constitute 42% of global youth. As the demographic shift presents an opportunity for growth in the region, young people continue to navigate complex challenges – while taking an active role in shaping their future.

Altrettanto profondo è lo sguardo di Taysir Batniji, che nella mostra Distance & Belonging racconta l’esilio palestinese con grazia e dolore, mentre Christopher Anderson e Marion Durand intrecciano autobiografia e riflessione sull’identità familiare nella loro Family Trilogy, fatta di carezze, tensioni e riconciliazioni silenziose.

Colonialismi, migrazioni, corpi resistenti

Non mancano le riletture critiche della storia. L’Occhio Coloniale porta alla luce, attraverso fotografie d’archivio e narrazioni rimaste ai margini, la rimozione del passato coloniale italiano. 

Patrick Waterhouse, in Restricted Images, collabora con la comunità aborigena Warlpiri per riscrivere visivamente la storia australiana.

Intensissimo anche il lavoro di Yael Martínez, che documenta le vite sospese dei migranti bloccati in Messico lungo la rotta per gli USA, in collaborazione con Medici Senza Frontiere.

Nel campo dell’intimo e del politico, Pia-Paulina Guilmoth fotografa la sua transizione e la comunità queer rurale del Maine con immagini eteree, mentre Mika Sperling affronta i fantasmi della violenza familiare in un progetto che è insieme diario, archivio e teatro.

Ecologie, gentrificazioni e nuove cartografie

Il cambiamento climatico entra in scena con linguaggi ibridi e potenti. Atlas of the New World, di Edoardo Delille e Giulia Piermartiri, proietta scenari futuri sulla realtà presente, creando immagini dove presente e futuro si sovrappongono. Cronache d’acqua, con cinque fotografi italiani, racconta le fratture ambientali e sociali del Sud Italia, unite dal filo dell’acqua.

Anche la questione della casa – spazio fisico e affettivo – è centrale. Maya Valencia, con Ca Sa Padrina, scrive una lettera d’addio alla dimora dei nonni, simbolo della gentrificazione che travolge Maiorca. Maria Abranches, invece, dà voce a una donna angolana strappata alla sua terra per diventare domestica in Portogallo: Maria è un atto di restituzione, un risarcimento narrativo.

Storia della fotografia.
Un festival che guarda avanti

A segnare i 15 anni di COTM è una mostra celebrativa con una selezione di immagini simbolo di ogni edizione, un viaggio collettivo nella storia del festival e della fotografia come strumento critico e poetico.

E poi ci sono i progetti speciali, come Sorgente, pensato per la Valdichiana Capitale Toscana della Cultura 2025, con le fotografie di Laura Pannack esposte nei dieci comuni dell’area. O Revolve di Eleonora Agostini, che riflette sull’assenza e sul ruolo del museo nella costruzione del passato.


Cortona On The Move 2025 non è solo un festival: è una geografia fluida di sguardi, memorie e domande. Un luogo dove la fotografia non si limita a mostrare, ma prova a connettere. Perché “come together”, oggi, significa più che mai trovare l’umano in ciò che ci separa.

Le mostre sono visitabili fino al 2 novembre.

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