Ci sono artiste che attraversano il Novecento. E poi ci sono artiste che sembrano attraversare il tempo stesso. Erna Rosenstein appartiene a questa seconda categoria.

L’avanguardia polacca

Nata a Cracovia nel 1913 e scomparsa nel 2004, Rosenstein è stata una delle figure più originali dell’avanguardia polacca del dopoguerra. La sua opera nasce dall’incontro tra storia e immaginazione, tra trauma e invenzione, tra la necessità di ricordare e quella, altrettanto urgente, di continuare a vivere.

Erna Rosenstein, Photo: Tadeusz Rolke, Agencja Gazeta, The Estate of Erna Rosenstein – courtesy of Foksal Gallery Foundation and Hauser & WirthKolekcja Tadeusza Rolke

La Shoah

La sua biografia è segnata dalla tragedia della Shoah. Di origine ebraica, durante l’occupazione nazista riuscì a sfuggire alla deportazione, mentre i suoi genitori furono assassinati. Questa ferita attraversa tutta la sua produzione, senza mai trasformarsi in una semplice testimonianza. Nei suoi dipinti, nei disegni, negli assemblaggi e nelle poesie, il dolore diventa una materia viva che si intreccia con il sogno, l’assurdo, l’ironia e la metamorfosi.

Figure ibride, creature enigmatiche

Le immagini di Rosenstein sembrano provenire da un territorio intermedio, dove il ricordo non è mai stabile e la realtà si lascia continuamente contaminare dall’inconscio. Figure ibride, creature enigmatiche, frammenti di corpi e oggetti si incontrano in composizioni che sfuggono a qualsiasi interpretazione definitiva. È un linguaggio vicino al surrealismo, ma profondamente personale, costruito a partire dall’esperienza della perdita e dalla necessità di reinventare il mondo.

Erna Rosenstein, The Burning of the Witch, 1966, Zachęta – National Gallery of Art, Warsaw
The Estate of Erna Rosenstein – courtesy of Foksal Gallery Foundation and Hauser & Wirth

Erna Rosenstein. Conflitti e migrazioni

In un’epoca come la nostra, segnata da conflitti, migrazioni forzate e crisi delle memorie collettive, il lavoro di Rosenstein appare straordinariamente attuale. Le sue opere raccontano la persecuzione, la fuga e il lutto, ma parlano anche della capacità di resistere all’annientamento attraverso l’immaginazione. La memoria, nelle sue mani, non è mai un archivio immobile: è una forza creativa che continua a generare nuove forme.

Erna Rosenstein, Triptych of Silence and Fire, 1974, National Museum in Warsaw
The Estate of Erna Rosenstein – courtesy of Foksal Gallery Foundation and Hauser & Wirth

La mostra a Vienna

A ricordarci l’importanza di questa artista è oggi la grande mostra dedicata a Erna Rosenstein al Lower Belvedere di Vienna, che si inaugurerà il 3 luglio e sarà visitabile fino al 10 gennaio 2027. Un’occasione preziosa per riscoprire una voce che ha saputo trasformare una delle esperienze più traumatiche del Novecento in un universo poetico complesso e sorprendente, dove il passato continua a dialogare con il presente.

Erna Rosenstein, Untitled, undated, Grażyna Kulczyk Collection
The Estate of Erna Rosenstein – courtesy of Foksal Gallery Foundation and Hauser & Wirth

Sopravvivenza e rinascita

Guardare le opere di Erna Rosenstein significa entrare in un luogo in cui la fragilità non coincide con la resa, ma con la possibilità di immaginare ancora. E forse è proprio questa la sua eredità più preziosa: ricordarci che l’arte può essere una forma di sopravvivenza, ma anche di rinascita.

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