(English translation below)
La notizia è freschissima: in Molise nasce il progetto Res – Recupero Etico Sostenibile per creare un’intera filiera integrata che parta dalla gestione dei rifiuti, passando per il loro riciclo fino alla produzione di vestiti. In quattro parole… dalla bottiglietta all’indumento. Artefice del progetto è il Gruppo Valerio di Isernia, a capo di Smaltimenti Sud, azienda molisana specializzata in raccolta, trasporto, valorizzazione e smaltimento di rifiuti urbani. Nel 2020 il gruppo Valerio aveva rilevato l’ex Ittierre (proprietaria dei marchi GF Ferrè ed Extè e produttrice dei marchi Versus, Versace Jeans, D & G, Ferrè Jeans, Gianfranco Ferrè Sport, Just Cavalli) dopo una lunga e tormentata crisi finanziaria.

Il nuovo progetto industriale è stato presentato il 6 dicembre a Pettoranello, in provincia di Isernia, e punta a trasformare i rifiuti in risorsa per realizzare capi di abbigliamento ecosostenibili. Il piano ruota intorno ad un importante ed ambizioso progetto di Ricerca e Sviluppo a sostegno del quale sono state costituite due nuove realtà, Polymères e Fibre.

Polymères è una startup che gestirà un think thank presso il Centro di Ricerca di Pozzilli in collaborazione con l’Università del Molise, con l’obiettivo di avviare progetti di R&S finalizzati al recupero delle materie, al supporto delle imprese nella re-ingegnerizzazione dei processi e alla riduzione dell’impronta ecologica dei
prodotti di largo consumo.

Fibre invece, all’interno del polo industriale della ex Ittierre di Pettoranello di Molise, si occuperà della fase di produzione dei capi d’abbigliamento ecosostenibili. L’obiettivo è riportare in auge il Distretto industriale, anche per non disperdere le competenze e le
professionalità ancora diffuse sul territorio, di riqualificare e fornire nuove prospettive, anche in termini occupazionali, alla zona comprensoriale, da sempre d’eccellenza nel settore tessile.

La notizia ci piace moltissimo, almeno per due significativi motivi: il primo è che un altro importante (e grande) gruppo del tessile italiano decide di investire nel riciclo dei rifiuti per produrre abbigliamento. Si tratta di un trend sempre più in crescita che vede aziende grandi o piccole cimentarsi nell’economia circolare, dal grande gruppo internazionale Filature Miroglio di Alba, alla storica azienda Carvico di Bergamo che opera nella produzione di tessuti fin dal lontano 1962, fino alla giovanissima Molokai in Emilia Romagna, nata in forma artigianale solo nel 2021 ma già molto operativa nella realizzazione di costumi da bagno in filato Econyl. E il secondo motivo è che questo progetto innovativo nasce in Molise, in quel sud più dimenticato di ogni altro meridione, in quella piccola regione troppo spesso, e a torto, trascurata dai media e dalla politica.

Il progetto rientra nei principi e negli obiettivi fissati dalla Missione 2 del PNRR, ovvero il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, riguardante la rivoluzione verde e la transizione ecologica.

Ma come si fa a produrre
tessuti dai rifiuti?

Si parte dal Pet, ovvero dal polietilene tereftalato, che non è altro che il materiale con cui si producono le bottiglie di plastica dell’acqua minerale, che grazie ad una particolare lavorazione durante la quale le scaglie di plastica vengono selezionate, lavate, fuse e successivamente testurizzate, diventa un filato in poliestere chiamato Newlife® e inventato, dopo anni di ricerca, dalla Filature Miroglio grazie ad una joint venture con il gruppo Sinterama di Biella. Un filato certificato che oggi viene usato da molte aziende per la produzione di tessuti tecnici particolarmente confortevoli e performanti, ma soprattutto rispettosi dell’ambiente.

Poi c’è l’econyl®, che è un nylon riciclato con il sistema Econyl Regeneration System, che consente di trattare rifiuti in nylon come le reti da pesca, i tappeti e le moquette per trasformarli in un nuovo filato di fibra di nylon di altissima qualità. Azienda leader in questo campo è Aquafil, nata a Verona nel 1965 e da sempre in prima linea nella produzione e lavorazione del nylon, ed una delle prime realtà a entrare nell’economia circolare grazie a questo innovativo sistema. In una nostra interessantissima videointervista a Giulio Bonazzi presidente e Ceo di Aquafil, a cura dei blogger Rewriters Cesare Biasini e Barbara Santoro, Bonazzi racconta l’esperienza di Aquafil nel settore tessile e spiega il filo rigenerato econyl® come esempio virtuoso di circolarità.

E per restare aggiornati sulla situazione in Italia in fatto di riciclo e di economia circolare vi consiglio di seguire in live streaming la presentazione del nuovo rapporto annuale sul riciclo e il recupero dei rifiuti, in calendario il prossimo 14 dicembre dalle 10 alle 12 e realizzato da Fise Unicircular e Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Questa dodicesima edizione, che si terrà fisicamente presso il Nazionale Spazio Eventi, in Via Palermo 10 a Roma, dedicherà un approfondimento speficico al settore del tessile, considerato tra i più importanti della manifattura italiana, insieme alla meccanica e all’alimentare. Ecco il programma dell’evento, e qui il form di registrazione per chi vuole partecipare in presenza.

Intanto io per sentirmi figa ed environment-friendly al tempo stesso mi sono comprata gli slip e le canotte in microfibra riciclata di Tezenis, perché sapere che indosso una bottiglietta di plastica riciclata mi fa pensare che è una bottiglietta di meno sul pianeta. Ed è un buon inizio!

ENGLISH VERSION

Making garments from waste:
the new Res project in Molise
and the new annual report on recycling

The news is very fresh: the Res project – Sustainable Ethical Recovery is born in Molise to create an entire integrated supply chain that starts from waste management, passing through their recycling to the production of clothes. In four words … from the plastic bottle to the garment. The creator of the project is the Valerio Group of Isernia, at the head of Smaltimenti Sud, a Molise company specializing in the collection, transport, enhancement, and disposal of urban waste. In 2020 the Valerio group had taken over the former Ittierre (owner of the GF Ferrè and Extè brands and producer of the Versus, Versace Jeans, D & G, Ferrè Jeans, Gianfranco Ferrè Sport, Just Cavalli brands) after a long and tormented financial crisis.

The new industrial project was presented on 6 December in Pettoranello, in the province of Isernia, and aims to transform waste into a resource to create eco-sustainable clothing. The plan revolves around an important and ambitious Research and Development project in support of which two new realities, Polymères and Fibre, have been set up.

Polymères is a startup that will manage a think tank at the Pozzilli Research Center in collaboration with the University of Molise, with the aim of launching R&D projects aimed at recovering materials, supporting companies in the re-engineering of processes, and the reduction of the ecological footprint of consumer products.

Fibre, on the other hand, within the industrial center of the former Ittierre di Pettoranello di Molise, will take care of the production phase of eco-sustainable clothing. The goal is to revive the Industrial District, also in order not to disperse the skills and
professionalism still widespread in the area, to requalify and provide new perspectives, also in terms of employment, to the district area, which has always been of excellence in the textile sector.

We like the news very much, at least for two significant reasons: the first is that another important (and large) Italian textile group decides to invest in the recycling of waste to produce clothing. It is an increasingly growing trend that sees large or small companies try their hand in the circular economy, from the large international group Filature Miroglio of Alba to the historic Carvico company of Bergamo which has been operating in the production of fabrics since 1962, up to the very young Molokai in Emilia Romagna, born in an artisanal form only in 2021 but already very operational in the production of swimwear in Econyl yarn. And the second reason is that this innovative project was born in Molise, in that south more forgotten than any other south, in that small region too often, and wrongly, neglected by the media and politics.

The project is part of the principles and objectives set by Mission 2 of the PNRR, or the National Recovery and Resilience Plan, concerning the green revolution and the ecological transition.

But how do you go about
producing fabrics from waste?

We start from Pet, that is to say, polyethylene terephthalate, which is nothing more than the material with which the plastic bottles of mineral water are produced, which thanks to a particular process during which the plastic flakes are selected, washed, melted, and subsequently textured, it becomes a polyester yarn called Newlife® and invented, after years of research, by Filature Miroglio thanks to a joint venture with the Sinterama group of Biella. A certified yarn that today is used by many companies for the production of particularly comfortable and performing technical fabrics, but above all respectful of the environment.

Then there is econyl®, which is recycled nylon with the Econyl Regeneration System, which allows you to treat nylon waste such as fishing nets, rugs, and carpets to transform them into a new nylon fiber yarn of very high quality. A leading company in this field is Aquafil, born in Verona in 1965 and always at the forefront of nylon production and processing, and one of the first companies to enter the circular economy thanks to this innovative system. In our very interesting video interview with Giulio Bonazzi, President and CEO of Aquafil, by blogger Rewriters Cesare Biasini and Barbara Santoro, Bonazzi tells about Aquafil’s experience in the textile sector and explains the regenerated econyl® yarn as a virtuous example of circularity.

And to stay up to date on the situation in Italy in terms of recycling and circular economy, I suggest you follow in live streaming the presentation of the new annual report on recycling and recovery of waste, scheduled for December 14th from 10 to 12 and produced by Fise Unicircular and Foundation for Sustainable Development. This twelfth edition, which will be physically held at the National Events Space, in Via Palermo 10 in Rome, will dedicate a specific study to the textile sector, considered one of the most important in Italian manufacturing, together with mechanics and food. Here is the program of the event, and here is the registration form for those who want to participate in presence.

Meanwhile, to feel cool and environment-friendly at the same time, I bought Tezenis‘ recycled microfibre briefs and tank tops, because knowing that I am wearing a recycled plastic bottle makes me think that it is one less bottle on the planet. And it’s a good start!

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