Invece di lamentarci, possiamo ballare house, magari con Gianluca Motta
Capire la musica, tutta. Qualche giorno fa parlavo di queste facezie con il mio amico Gianluca Motta, che "purtroppo" fa il DJ. I brani "Hoping", "Jamback positive".

Capire la musica, tutta. Qualche giorno fa parlavo di queste facezie con il mio amico Gianluca Motta, che "purtroppo" fa il DJ. I brani "Hoping", "Jamback positive".

Purtroppo, o per fortuna (ma più spesso purtroppo), ho molti amici DJ. I DJ, si sa, son personaggi strani. Come cantava un certo David Bowie, “I am a DJ, I am what I play“… Ovvero son gente strana, che vive con la musica in testa e il volume a manetta nelle orecchie. Bisogna ascoltarli pochissimo, per quel che riguarda il 99% delle questioni della vita, perché spesso sbagliano. Sono sempre nel loro mondo… e quasi sempre è un mondo autoreferenziale.
Detto questo, c’è solo una categoria peggiore dei DJ, quella degli scribacchini e/o degli artisti. Siccome faccio parte (con grandi titoli e pochi meriti) di quest’ultimo spazio /spazietto, finisco di sparare sui pianisti… Ops, sui DJ.
Vi dico quindi subito l’unica cosa sui bisogna fidarsi, parlando dei DJ: è la loro capacità di capire la musica, tutta, prima di noi umani. Non solo quella che gira intorno in ambito mainstream. Parlo di tutta la musica, parlo di streaming, radio, tv, Eurovision, Sanremo, un disco per l’estate, un disco per l’autunno, per l’inverno, Festivalbar… certo, alcuni di questi ‘fenomeni’ non ci sono più, ma la loro inconsistenza musicale resta, eccome se resta. E i veri DJ, oggi soprattutto, lo sanno bene.
Qualche giorno fa parlavo di queste facezie con il mio amico Gianluca Motta, che purtroppo fa il DJ…. Gianluca, con Alex Satry e Nunzio Santagata, ha dato vita ad una label elettronica molto particolare, Devianza Records.
«Non è mica vero che la musica è brutta oggi, anzi. Il punto è che tanti DJ italiani non sono all’altezza della situazione, hanno poco coraggio, credo. Il livello musicale di tanti artisti come Seth Troxler, oggi mi rende più felice che mai», mi dice Gianluca, che qui vedete ritratto in una foto d’annata.
«C’è un sacco di elettronica particolare… Quando la suono nei club, esalta me e chi balla, spesso ragazzi giovani che la house non la conoscono ancora. Anche certi ripescaggi, ragazzi, che belli che sono! Troppi si lamentano, forse non hanno semplicemente voglia di ascoltare».
Gianluca si riferisce prima di tutto a “Hoping”, classicone di Louie Albert remixato in chiave house chic da quel geniaccio di Herbert, uno che qualche volta mixa e qualche volta dirige orchestre (siamo ad alto livello, certo).
E che dire di quest’altro brano, Jamback – Positive, anche questo vuoto, house, chic, rarefatto? Non è un caso che in certe situazioni sia molto ballato e amato. Quali situazioni? Un po’ tutte, direi.
E che dire dei due nuovi remix di Relight Orchestra – For your Love, classicone che con la voce potente di Cheryl Porter guarda al passato ed al futuro della disco e quindi della house? Un remix è a cura di The Cube Guys, l’altro lo ha realizzato Gianluca Motta con Alex Satry.
Mentre scrivo, sono ancora riservati ai DJ, non a noi comuni mortali, se non quando siamo in pista a ballare… ma l’estate è lunga, presto arriveranno anche alle nostre orecchie su Spotify e altrove.
